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♦ Pierfrancesco Roberti ♦ Raffaele48 | |
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Aprile 2026 |
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Le 69932 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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A quest’ora la strada
non si vede
e il buio ha invaso
l’ultimo sentiero
Laggiù
dove a volte
si incontrava qualcuno
in cerca di risposte
Lontano
si sente ancora
il rumore della città
e il silenzio
È solo un ricordo
dei giorni
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Chianciunu i figghi ri ‘ll’arba
suli e scunsulati,
sunnammuli ‘ntà notti niura e fridda
essiri suli è
comu aviri ‘na lama ca ti tagghia r’intra
e ‘ddi stiddi sannu sulu taliari
a labbra stritti e senza cori.
’ntà strata sulu
’ddà luci fridda ri
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Non tradirò l’amicizia
in me riposta,
lasciami stupire all’incantevole
tocco,
mano amica sulla dolente spalla
sana ferite e cuor felice vola.
Un abbraccio fraterno
vale più di mille parole,
un dolce sorriso
accende l’anima di tersi
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C’erano striature rosate qua e là tra le nubi
Ieri
Erano essenza di bosco
Confini
Divisa in minuscoli assaggi
nascevo rotta nella tua bocca
quando dicevi mia sposa
ed io rigata di rugiada
affondavo nella tua carne
le mie spine di rosa.
Ho bevuto
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Sorridi, corri t’angusti al non far del tanto abbastanza,
Al giorno che saluta il suo passare scurendo la sera
Li quando il sapore tace,
Il dolore s’accende, ti torce
dilania un sorriso che non spegne la voglia
gli artigli s’aggrappan al candido
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Stamani sono andato
al cimitero dai miei amici,
da quello che visite non ha.
Lui è nato, un mese prima
che quella bomba atomica
sulla terra arrivasse,
mentre io, un mese dopo
che quella bomba maledetta
distrusse le città.
Lui era il figlio non
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Sei come l’alba
chiaro lo sguardo.
Come un fiore
t’apri in silenzio
mi doni colori
mi olezzi la pelle
il tuo respiro, respiro
Sei come il meriggio
caldo di sole
mi vesti d’oro i capelli
mi profumi come uva nel mosto
E sei tramonto
rosso
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Giullare dei sogni
Vertice raggrinzito d’attese
Pomello che apre porte d’incantesimi
Terra fertile di distese immense di fiori
Girasoli che abboccano al sole
Fervida corolla rivolta alla vita
Petalo disperso al vento
Mano che culla l’amore di
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Tu sei la mano aperta sul profondo
il giorno mio dannato più rotondo
il vuoto che ricolmi senza invito
col tuo bisogno al dente ben nutrito.
Tu sei il vento che scaccia via le nubi
il coro della fede che mi rubi
il genio della lampada
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Sotto le ali
di una nebbia fitta,
vedevo in te scritta
la parola: fine.
Povero e solo
non avevo voce,
nemmeno il freddo
mi sentivo: in quel gelo.
Né fari, né luci
e nemmeno voci
mi davano una strada:
sognai il vento.
Ma ero solo,
tu eri
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Avevi detto di essere preoccupata
per i giorni vuoti
che si susseguivano indistinti
e non per le parole
Appena accennate nelle sere
senza alcun sogno
da dipingere
sulle nuvole basse del cielo
Avevi mostrato la tua pelle
ma non i
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 | Quel sentiero che arriva al vecchio pontile di legno,
e’ una breve deviazione dal percorso.
E’ dolce l’aria verso sera, colorata di rosa di varie sfumature
Ed ecco lo vedo,
il coniglietto,
mi attraversa la strada proprio mentre sto passando.
E poi
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| Sdrindule,
Sdrindule biele,
dove vai, se Mattino
è greve?
Che l’aria
è briosa e forte, ma tu
non hai più forze.
Ricordi, bambina mia,
frute frutine,
le carezze di tua nonna?
E i canti, che ti furon compagni?
Svanita è
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| Amico mio, dove sei?
Viviamo nella stessa città
nello stesso isolato
ma mai ti vedo, mai t’incontro
per raccontarti di me
di questa vita idiota
che consuma e ci perfora.
Amico mio, dove ti nascondi
esci fuori, parliamo
o vivi anche tu
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 | Sento un tumulto come di cascate
che giù dal monte impetuose scendono
a valle, un tintinnio di sonagli si avvicina
alla mente di sera.
S’avvicina costante come cane che latra
e straccia le carni, brividi nel corpo
scuotono come vento le foglie
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| traballi allegra nel fondo di un bicchiere
di bollicine allegre in risalita
di tutti i mali
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| Cerco qualcuno che mi parli dal vuoto
senza echi di lontananza
ma con univocità d’essere
Celato da un muro
ma palese al cuore.
Conosciuto da sempre
anima
senza incroci d’intoppi
Sentiero
Essenza di me palese agli occhi
Digiuno
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Senti i rintocchi
con ognuno una parte di loro si materializza
lasciando una scia dove catapultarsi
cercando di rivivere quelle sensazioni
persino addobbate da tormenti
quando piccola vedevi
facendo finta di non sentire
sì proprio
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Lancinanti lingue di fuoco
bruciano l’essenza
fisica e psicologica
Il dolore della persecuzione
come piombo preme il cuore
mentre la voce il silenzio squarcia
Adesso sfama la sua anima
il traditor calpestando...
l’esser suo donna.
Gusti
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Ecco l’ora dei corvi
quando la sera è solo un pensiero
e il respiro fulmina
le vie di un vecchio giorno
Ecco il vestito più lugubre
il buio teso stretto
sulla strada senza speranza
che si porta via ogni cosa
Un battito sempre più breve
nel
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 | Una goccia cade dal vento
invaso che non colma il destino
rovente e al futuro ci giriamo
scesi di un tono, per segni
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 | dietro la luna stasera è nascosto Dio
ci osserva dall’alto e tace: si diverte!
rimescola tessere e tesse filati;
gli scoiattoli ancora non dormono,
le foglie svolazzano qua e là
(non ci sono gatti per strada, tutto sembra ordinato)
ci sono poi gli
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Atroci lamenti
d’una sposa bambina
empiono il tempo di dolore
e violenza.
Nove anni! Troppo pochi per capire,
troppo pochi per conoscere l’amore,
troppo pochi per donar la vita
all’uomo bruto e senza cuore.
Ma... lui la prese e la fece
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Sintesi di noi,
su rami secchi ormai brandelli di foglie
al vento,
il tempo ha seminato
un ieri offeso massacrato
su freddo cemento di bugie annegate.
L’anima graffiata nella rovente pietra
destino abbozzato nel cielo vergine
di ali sincere
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Ricorderò per sempre
la mestizia
che incorniciava il tuo sguardo
sperduto.
La malinconia
che rattristava
i tuoi occhi sognanti.
La disperazione
che costellava d’incertezza
la tua angoscia.
Avevi scelto il silenzio
per denunciare
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 | Vorrei essere una conchiglia
e nascondermi tra la sabbia,
per apparire solo al chiarore
della luce stupenda del sole
Lasciarmi cullare dal mare
ascoltando delle onde il fragore
che spumeggianti s’infrangono
di continuo su grossi scogli
E un
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Ritorna la tempesta
in quest’io che non tollera
l’inquietudine dei ricordi;
svanisce ogni minimo sentimento,
intrappolato nell’apatia degli eventi
dove il giorno e la notte
si alternano continuamente.
Attimi di mestizia che riemergono
in
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Quella margheritina chiama con il ditino
ha bisogno di te
perché non l’accontenti hai forse timore
sì io lo so
finito lo scopo di quel giochetto
è volato via lassù nell’infinito
.
il vento amico di una vita
non comprende bene tale
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E si putesse spunzuna’ stu munno
t‘o pittasse cchiù doce e cchiù retunno
e t’astrignesse ‘e mane a una a una
scrivenno carte farze a rampecune.
E si putesse regnere sti chiocche
mettesse ‘o poco ‘e sole int’e ammilocche
e t’e scarfassa ‘nfaccia a
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E se poi non fosse più
tempo che inventa intemperie
- in forme da sfrangere in luce -
sarebbe riverbero dove sperdersi sguardo:
dai tuoi vorrei snebbianti
così poco, di ieri, è mutato abbraccio di brume.
Smemorare pareti di nubi in adorno di
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Lia |
22/11/2017 21:03 | 769 |
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Frunze aici si acolo
soarele saluta usor
toamna falfaie ca un leagan,
crizantemele in cor.
Grabite, imbratiseaza lumea din jur
urmareste luna printre nori
culoarea cerului izvor
imbraca ideile trecatorilor.
In vantul aspru de sub
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69932 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 24871 al n° 24900.
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