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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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Gianluca Regondi
Le 368 poesie di Gianluca Regondi
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Sono vetri rotti
i pensieri della sera
nel sudore delle strade
dove l‘afa e il catrame
camminano per mano
Un vociare di cani
al tuo passaggio
s’ inerpica al cielo
come se il pericolo
fosse la presenza
di un’anima perduta
ormai
Sono
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Ho visto il ritorno delle rondini ai loro nidi
Le ho viste garrire
felici all’ azzurro
libero del cielo
sporcato dalle nuvole
di panna esplosa
Le ho viste benedire
la piazza del paese
ancora assonnato
con capriole in volo
ed il loro
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L'indecente gusto di una via deserta
è una poesia sfatta che trema ancora
e attende una fine già immaginata
nel silenzio delle sue rughe
scivola da una ghiaia di ricordi
ancora sudati nella sua attesa
sempre più assente
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Rimangono in un velo triste
i tuoi occhi in quel tempo
del mattino senz’anima
che l’anima chiede
come se fossero stanze imperfette
la realtà e il sogno, il desiderio
e ancora la realtà che accade
senza quel preciso destino
senza quei
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La luna armeggia strane frasi
al proprio colore
in questo nuovo solstizio d’estate
in un cielo annerito di stelle
più lontane e remote del tempo
se mai il tempo avrà avuto un inizio
o un passo claudicante nell’infinito
immisurabile
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Ho consumato il tempo
in una sigaretta
l'ho aspirato facendo
cerchi di luna
come se la luna
fosse solo bianca
Svanendo, svanivano anche
i sorrisi incontrati o
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Per il sole del mattino
salutato sempre caso
nello sbadiglio dell’erba
e nel muschio abbarbicato
dei muri grigi in attesa
Per il grano incontrato
che hai visto crescere
dalla strada ascoltando
radio rock al miele
nel saluto quotidiano
dei
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Sorrisi possibili di semplici parole
piovute dal destino di uno sguardo
nei tuoi occhi liquidi e pianti
e sempre come sempre assenti
Giorni possibili d’amore compresi
per caso davanti ad un bicchiere
nel solitario ricordo di una mano
la tua
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Che sia la notte e il suo racconto
a tenerti la mano negli spazi vuoti
di questa anima assetata di tenerezza
senza uomini e domani
Che siano gli istanti e i momenti
delle stelle cadute da quel cielo nero
a ricordare solo occhi vuoti di lacrime
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Rincorro ore
giorni, età sparite
in un dove senza parole
con gesti di gomma
e plastiche iridescenti
alla luce ormai bianca
dell’inutile soliloquio
di una poesia accennata
Esistenze al limite ignoto
di anime perdute e lasciate
alla
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Dorme la notte senza sogni
Il desiderio di te è un confine
conosciuto e cantato ogni volta
e ogni volta i tuoi occhi si fermano
in quelle lacrime che mi hai lasciato
Amore
amore della mia vita
Dove sei?
Mi raccontavi nel sorriso
le
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Nei passi del ricordo scorgo
il confine che sbiadisce il giorno
ed il dialogare con le foglie
si fa flebile quasi inutile
in questo silenzio fatto di non parole
e solo colori che mi invento
nell’ autunno degli uomini in fuga
o nelle esistenze
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Le parole sono qui
in un’attesa sporcata
dai voli falliti che
han giocato con la paura.
Ho compreso il coraggio
delle formiche,
l'anima del vento,
il pretesto delle verità
negli occhi socchiusi del sole.
E una plastica
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Vestiti sbiaditi e rammendati
in questi giorni languidi fatti
di finzione come vuoti persi
al niente delle risposte attese
in assensi negati e raccolti
lungo l’argine e le vie
di un fiume senza più corrente
lento e colloso nel suo
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Ho dimenticato troppe poesie
che camminavano per strada
aspettavano d’essere scritte
e sporcate in tante parole
nemmeno tanto recitate
C’erano attimi d’amore
mai compreso
strappato e ricucito
come il bianco
di una corsia d’ospedale
E c’erano
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Vaga nel venticello una lanugine di pioppi
come neve di una primavera attardata
insieme alle temerarie capriole delle rondini
in volo verso chissà dove e chissà chi
Nel giardino sfatto della nostra casa
Vi ho salutato una volta per
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Gianluca Regondi.
Passeri assonnati di un mattino
saltellano sulle poche briciole
di un Inverno molle senza brina
e sui rami appuntiti di ruggine
il cielo bianco senza sole
non cinguetta altre stagioni
Uomini al capolinea di un esistere
senza altri sogni e senza
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Il chiaroscuro del tuo profilo
nella cornice appesa dei sogni
o alla notte che respira l’affanno
di un tempo impaurito.
Ci saranno le radici mute
di un discorso non riconosciuto
saranno le promesse dimenticate
di un amore ancora immaturo
o di
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Sono altrove
Sono in una mano stretta alla mia
sono il tuo ricordo dimenticato
che arriva dopo la neve
sui sentieri abituali dei merli
sulle foglie ormai dissolte
di tempo e addii di silenzio
e freddo
Freddo tempo rimasto
ad ascoltare i
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Luci fioche che spente
sperano in un giorno migliore
nel suo arrancare muto
di promesse cieche
senza domani
Il domani del cielo
Il domani delle nuvole
fatto di candele timide
ed un cuore genuflesso
alle correnti dell’amore
sorseggiando l’amaro
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Non chiedere coraggio
a chi non ne ha
a chi non ha parole
per il dolore bianco
del cielo nascosto
in un sole ormai riflesso
Lo sai l'assenza non ha cura
e l'amore è solo una mano perduta
quando nei giorni di plastica
rimbalza il grido
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Le poche cose raccolte in una preghiera
chiedono forse un calore che non mi appartiene
come se la speranza ora fosse una merce rara
Respiro una stanchezza strana
come se l’aria intorno (anche lei)
fosse lo strano riflesso della pioggia
che sporca
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È il buio quando cade
che ti racconta di alcuni passi
nell’ arancio dell’orizzonte confuso
nell’ indaco grigiastro di un tempo
che fugge ed attende una fine dichiarata
come se fosse una piccola continua morte
di attimi e tristezze quotidiane
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Tristezze quotidiane tra le mani
come se il piccolo dolore rimasto
fosse il margine delle parole taciute
Come se attendessero da sempre
quelle filastrocche meno dure
nel tentativo di un sorriso non amaro
come se ogni pensiero fosse il diniego
di
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Visi senza espressione che ricordo
sostavano nel silenzio amorfo
di una domanda pronunciata
e confusa nel caos della folla
E tu che cammini sul filo di un muro
immaginando Berlino cadere
come un bimbo senza equilibrio
nel proprio gioco appena
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E’ il ritorno che racconta
l’ assenza obbligata della bontà
come se l’ esilio delle parole
fosse un silenzio dovuto
a tutte quelle anime
che non puoi più incontrare
perché quelle anime sono
prigioniere di un tempo
dedicato
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Cade il silenzio nelle parole
che ho da scrivere tra le dita
Improvvisa assenza di mani
e occhi e anime per andare
Assurda nausea e rami nudi
eterizzati di cartone sfatto
Non so dove sono gli occhi
che potranno consolare
Giochi inermi e
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 | Ogni giorno ti chiedi di un padre
ed ogni giorno ti rispondi
che le tue colpe (se colpe hai)
non sono le sue
Ogni giorno la tua storia
è solo un perdono
che credi aver dato
Ed ogni giorno
c'è un profeta che crede
nella
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| Sono titoli di coda
i minuti che scorrono
sul cielo annerito
in questa sera di luna
sui passi accanto alla lieve
corrente dei navigli
che riflettono le luci
del natale prematuro
Al vociare della città
quasi ubriaco delle vie
non sono
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| I disegni del cielo fuggono
nei colori di semplici nuvole
del giorno ridestato
Mi raccontano una storia
di ciò che sarà dell’inverno
della neve e degli uomini
appesi al filo di un destino
creduto scelto voluto
e persino
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368 poesie trovate. In questa pagina dal n° 91 al n° 120.
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