Tenero candor ove corron parol soavi.
Mar ad ingrandir visuale,
pensier dinamici ed avvenenti,
ad ingentilir mente.
Tracciar in lontananza fervido percorso,
cuor gigante e anima esultante,
ricordi da ricordar ad occhi aperti.
Lassù nell’orizzonte
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Ombre oscure
a salutar dai finestrini del treno,
chiar oscuri ad indicar l’arrivo.
Luci distanti e pian piano
ombre a prender forme.
Treno direzione cuore,
ragione a scender da un’altra stazione,
treno locale e cuor ed anima stesso vagone.
Alla
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Francesco, tu figlio d’amore,
lasciasti la casa, lasciasti l’onore,
per un Dio nudo, povero e vero,
che fece del cuore il tuo sentiero.
Cantavi al sole, al vento leggero,
al lupo, al fiore, al mondo intero,
vedevi il Padre in ogni cosa,
nella
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Padre buono, dal cuore grande,
voce di chi non ha voce,
pastore tra le pecore stanche,
luce mite, parola che soccorre.
Hai camminato tra i dimenticati,
abbracciato i poveri, i piccoli, gli scartati,
con mani nude e sguardo di cielo
hai sfidato
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Ad arricchir umore è il bel vedere,
anima cordiale e piccole fessure,
onde stridule e parol effimere e pompose,
come cappello, addobbato di merletti.
Parol a razzolar sul selciato
oltrepassar la mente, ed infierir impertinenti.
Replicar di
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Se amor gridasse, su questa arida terra,
ed espandesse il grido al mondo,
ed il vento lo portasse in ogni luogo,
ad intenerir cuori, e corregger errori umani.
Se amor gridassero,
chi del sentimento fa opera buona,
fin arrivar nei luoghi di
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A passi longevi ed affusolati,
danzan anime in punta di piedi,
dinamiche e veritiere,
giungon volando a sfiorar il cuore.
Anime a sollevar da terra,
voli ad alternar umore,
veraci a donar amor di gloria,
adagian soavi, silenziose a modellar vita
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Elevar vita è beltà infinita,
spazio colmo di beatitudine,
spiritual in placido sentore.
Il fiume mormora e ranocchi a gracidare,
fragor di fiori a contornar sponde,
anima giuliva e veritiera,
placido sentir a sguardo intenso e
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Se d’amor il cuor parlasse, parla,
ed eleva l’essenza della vita.
Amor che non tace, amor donato ed avuto,
ciclo mai sospeso.
Se d’amor cantasse il cuor, canta,
lievi odi a sospirar nel cielo e
scender a terra con armonia.
Se d’amor il cuor
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Amor silenzioso fatto di bosco,
papaveri, ginestra e campi estesi,
amor a sguardo immenso
puntino in mezzo al cielo.
Amor di pesca e melograno,
giovane, fatto bambino,
stanco e vecchio verso il declino.
Primavere di rinascita
ed inverni ad
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Figlia di un tempo che fu il mio tempo.
Anima pudica e ramoscelli di mimosa,
profumo intenso a profumar la vita,
e m’ appartennero gioie e dolori.
Anima viva a sostener l’incanto,
paradisiaco cuor a batter d’amore.
Oh l’amor va oltre, immenso ed
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Amico dal gioval sorriso,
dal manto verde esteso,
proteso in gentil parole,
a planar nel pensiero e
porsi nel cuore.
Soffio vitale d’allegria,
gentilezza ed empatia.
Azzurro cielo a trattener ricordo,
suadente voce ad intonar bontà e
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O per gioco o per diletto
abbiam perduto ogni buon concetto.
Ci siam persi calcolando ipotesi e opinioni,
non siamo andati avanti, siam fermi alle parole,
ed il cuor innamorato apre alla vita la resurrezione.
Imbrigliati tra parole ed azioni,
non si
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Ad alito di vento sospira la coscienza,
tacita, serena e clemente,
un sussurrar d’alterigia e miscredenza.
Futili fantasie o realtà opprimenti,
a scandir la vita altrui, nell’andata e nel ritorno,
squame di pesce attaccate al collo,
vivido racconto
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Siamo storie nuove e vecchie
Storie composte e scomposte.
Ombre, luci ad immagini sfocate
nitide o disperse nella memoria.
amori nati, vissuti e dimenticati,
da vivere e perderci il sonno.
Siamo e saremo, contenitori d’amore,
saremo e siamo
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Invisibile,
isolato nel
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Forse non tutti fanno
quel balzo per vedere,
se dal cappell in panno,
quello del giocoliere,
guizzerà un coniglio
o un sol cricetino.
Il sol mio consiglio...
resta quell’attimino.
Ancora meraviglie
sprizza per tutti quanti,
lì lancerà
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 | L’amore per il prossimo si svela
nell’istinto di aiuto e di soccorso
e da gesti spontanei si rivela,
la mente, il cuore e il fisico in concorso.
Ci si sporca a curare le ferite,
regredite in piaghe e patimenti,
che siano visibili o inferite
negli
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Son schizzi di velluto a pennellar la vita,
incanto di bellezza a ravvivar il cuore,
anima pensante ed occhi lucenti,
ove la nostalgia veste il suo raggio,
mute parole ma, il cuore annuncia,
l’amor non teme le prigioni.
Son stralci di
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Ad attimi contesi la vita si demarca in
rivoli longinei di placido riposo
fra effimeri pensieri a sfumar verso il cielo.
Viaggio repentino ove cadono lettere e parole,
ove brividi di cuore fan sosta con l’amore.
Un attimo ed un pensier alla rinfusa
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Se tornerò se torneremo,
andremo ad attraversar quel ponte
ove c’ incontrammo,
a sospirar d’amor al
riparo di un ombrello.
Se tornerò e se torneremo,
da quel ponte ricominceremo,
a sospirar d’amore ove
la pioggia bagnò i nostri cuori,
per
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Maestose ali hanno gli Angeli
ad espander colori fluorescenti
ed estender un velo d’organza
sul mondo, soffio vitale
ad indulgenze d’amore per
abbracciare i cuori.
Angeli di cielo ed Angeli terreni
ali a congiungere mani.
Amori in canti estesi e
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Gabbiano a planar nel cielo
voli a sfiorar cresta d’onda
in solitario ondeggio e
nuvole leggiadre a sfumar al
tiepido vento che le trattiene per
stratificarle in rilucenti veli.
“La nuvola sussurra al vento;
“ Lascia ch’io dipinga il cielo con il
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Panchina ad eloquente sosta,
un passo, all’altro e fermar la corsa,
riposo a far domande.
Son attimi in preghiera,
solitarie soste in discussione.
Sostar fra ombre e luci ed un cappello nero,
a bagnar la testa da umide goccioline.
A riposar
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Soffio vitale a salir dal cuore
tenere parole e ricamo ad
intarsiar un foglio bianco.
Le parole più belle son figlie all’anima
e nella mente parlano d’amore.
Le parole han risa e pianti in solitario andare,
nutrono di sillabe e frasi ad
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Libertà è volo a planar su orizzonti e
capienza in fantastica emozione,
tralcio di vite a crescere e maturare...
Libertà è, veleggiar fra immensità di mare,
pensieri vaganti e differenti,
sogni morti a riprodurne altri...
Libertà è lasciar che il
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Candido pudor,
ad unir anima e cuore.
L’usignolo canta
sull’ albero di mele,
con amor canta,
creando allegria ai rami,
e rossi papaveri a tracciar
la meraviglia del creato.
Inventa, inventiamoci di
volar l’un, l’altro accanto
e
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Resto al palo di quest’epoca che è tutto
seppure sia del niente che si ciba.
Non esiste coerenza né certezza alcuna
nessuno fa più un passo verso l’altro
e nasconde casomai la mano, non per il timore
d’essere riconosciuto nell’avere aiutato,
ma solo
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Occhioni languidi
quel cucciolotto attira tutti su di sé
parla il cappellino senza nulla chiedere
ha insegnato bene il padroncino a non essere invadente
nemmeno un piccolo cartello per un tozzo di pane
solo tanta dignità si confonde tra veloci
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Annaspano ore, vortice ad inghiottir vita,
nebulosa e stanca bruma a
incendiar l’anima di fuoco.
Bramose foglie, volteggian nell’aria a
rubar minuti ed ore alla deriva.
Avvolgenti drappi ad intonar colori.
Dalla finestra il paesaggio muta
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