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Introspezione
Le 46483 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
 | Raccoglievo gigli e tulipani
per profumare le notti
quando l’aria mi mancava
ma non ero io
abbracciavo la nostra musica
amica dell’amore
per dilatare il tempo
non ero io
stupida
entravo nella favola
nascondendo lacrime e languore
per
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Nell’umida sera
il mio passo trema
sul marciapiede solitario
e l’aria fredda
insidia il mio cuore
non sento il tuo passo
e par abbia scordato
le tue fresche parole
d’amore
nuvole intorbidiscono il cielo
e i sogni sbattono le ali
dalla
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Nel meriggio
un controtempo
di immagini avite
di un futuro già vissuto, ma incipiente
comprime con ignee viscere di ombre antiche
la mia mente,
è un rimando a puerizie di coscienza
dove la storia dell'io
si muove nella
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Mi sciolgo in un languido tepore
dove l’oblio
dà pace al tumulto,
di fremiti convulsi
assetati di albe chiare
e notti
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Quel che resta di me
profuma di rugiada
alle porte del giorno
quando l'alba disegna piano un sogno
lungo la strada del
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Il colore si posa
sulla città silente
custode di infanzie iridescenti.
I miei giorni
come barche di carta
affidate alle onde.
Cullandoci
la vita ci porta lontano
oltre il confine.
La mia meta
è l’infinito
oltre le nubi
che
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Lenzuola d'acque v'erano sotto la pancia.
Le lacerava in onde un bianco dente.
V'era urlo di camini, come se amore e
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Se non fossi io
la lacrima che tu piangi
forse riusciresti a udirmi.
Se non fossi io
la ruga che dal viso tuo
scende dritta al cuore,
quella stilla salandolo,
rimarginare vorrebbe,
allora perdono concederesti.
Se non fossi io
a dirti che
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 | Convoco il tempo
negli irreparabili rintocchi
ha il volto del mio sguardo
oso attraversarne lo spazio
e la rugosa corteccia
come un rigo contorto della penna
sotto la mia scrittura...
Torna l'ombra sulle mie carni
- a genuflettere
i fianchi
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 | “Ti ringrazio corteccia indurita dal tempo
che abbracci il mio libro
prezioso custode di linfa vitale.
E grazie anche a te
durame
che proteggi il mio cuore
midollo vivo e palpitante
al di là di tempeste e intemperie.”
Così io mi
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Dov’è andato a finire
il bambino che era in te
quello che mostrava le sue mani:
guarda sono pulite, non sono stato io...
E poi, pensare ancora un po’
agli anni panna e fragole
e, ad una madre che quando usciva
mi lasciava li da solo a
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sono nube solitaria
gravida di pioggia e bufera
ai confini del cielo
ad un passo dal mondo
che inondo
di vento e candele
nella mia notte di dolore
é una lama sottile
un livore che duole
un languore senza smanie
é il mio
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 | Ora autunno sul serio:
tira vento
che scompagina le foglie.
Intorno
una tristezza lieta
e sembra argento
qualche filo di pioggia
a mezzogiorno.
Il platano
è rimasto disadorno
colle sue vesti a terra.
Un filamento
di chiocciola sul
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Ho perso
qualcosa di sicuro
lungo la strada
e dello strascico
ne rimane sbiadita l'orma
accelerato il passo...
ho perso
e nessuno può rinverdire
il germogliato frutto
visto appassirsi
giorno dopo giorno...
alle spalle
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Come se tutto racchiudesse
nella nettezza della goccia, come se un grande cuore
lasciasse
ed ogni gesto,
ogni pensiero fosse assunto in quel minuto
che è
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Attraverso lo spazio
scorre il tempo
dove ricordano le azioni
dove cadono aquiloni.
Accompagnato dall'amore
triste e gioioso
pacifico e doloroso.
Mettendo l'ira da parte
rimescolando
nella fortuna le carte.
Nel disordine di conoscenza
viaggio
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Sento passarmi lieve il mare
calmo nel cuore
flusso di languida luce
cattura sguardi d'anima
d'occhi riempiti d'azzurro
Nel canto
frusciante del vento
la libertà è un sussurro
morbida voce
in questa quiete apparente
senza
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| Sabyr |
01/10/2015 11:11| 938 |
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Qué fue de aquello
que aún sentías
cuando corrían los sueños
a través del otoño.
.
Días de
paraísos matizados,
pidiendo volar,
pidiendo ser vividos.
.
¿Dónde se fueron?
.
Quizás detrás
de fugaces ilusiones,
de aquellas
que duran un
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Dopo decennali profondi torpori
in un forzato sonno mentale
dalle fiabesche reminiscenze,
avevo riaperto i miei curiosi occhi
all’ immensità di un nuovo mondo
da me fino allora sconosciuto.
Il poetico risveglio aveva illuminato
lo
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Invasione
d'un senso materno di pienezza
in contrasto col vacuo del resto del mondo
della superficialità d'una
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Quel sentire profumi di un tempo chiusi nel palmo
di una mano, in frammenti di possibile, erosi dal tempo,
prigionieri in antri di memoria, fragili come cristalli ricordi
lontani, intaccati dolcemente dalla forza della mente.
Ricordare quel sentire
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Torbida e turpe l’acqua ristagna
in un animo contorto
che le lacrime bagna
Ecco la notte ch’alberga
dimora di malefici dei
in un loco a mo’ di stamberga
Un buio tenebroso s’appressa
lesto che’l corpo opprime
e l’incauto spirito
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 | Ci sono silenzi che ti partono dentro
e non li senti
sono privi di parole
ma copiosi di urla
eppure tutto tace
come il lago quieto del mattino
altri che nascono dal mare
sono lontani e li senti arrivare
ti inondano il cuore con ferocia
e
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E' il deserto
lo incontro
nelle strade e lì mi perdo
tra indefinite e vischiose ragnatele.
E' una nicchia di catartica solitudine!
E'
un luogo misterioso
e fonte inesauribile
di silenzi e d'inquietudini.
E' una dimensione
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nel vasto mare del sogno
galleggia l’immagine
di te esile scricciolo
a sussurrare all’orecchio
del cuore edulcorate parole
ritrovarci
nel nostro giardino d’infanzia
mano nella mano
impastati di sole a rincorrere
saltabeccanti piccioni
riandare
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 | Cadono i miei ricordi
come foglie...
Si distaccano lentamente
senza nessun vento
che possa spazzarli,
senza nessuna terra
che possa accoglierli.
Incompresi, aridi,
vanno via silenziosi.
Si colorano d’Autunno
quando cadono dal cuore,
come
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| Nomi ... solo nomi
illustri e forse neanche blandiranno
d'acide loquele l'orecchio tuo.
Natura non è fato
illogica evenienza del momento.
(solo tragica sortita dal cilindro)
Non cercare in un Supremo
il tuo non conoscere,
il sia
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| Profumo di malinconia e
quelle dannate voragini dell’anima
sotto la tettoia,
al riparo dal raggio di un pallido sole.
La
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Dove l'oscurità
si frastaglia
da segreti fulgori di luce
dove il tramonto
penetra e tramuta
in esuberante crepuscolo
Là,
su quel ciglio tangibile
d’unione e divisione
(quanto impercettibile,
tanto inflessibile)
proprio
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Ci sarà un riparo che faccia ombra
a tanto rumore?
- O forse a me sola stride quest’aria corrosa
d’ori e d’incensi -
Sento una lingua di foglie
nel lento biascichio del tiglio, imbastirsi
con aghi di luce
e vorrei proteggermi lo sguardo
da
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46483 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 12121 al n° 12150.
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