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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Tra le alte foglie piegate dal vento
Mi sentii contento
Vidi un crollato tetto
E un transennato muro
Mi sbarrò il
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Il campionato sta per cominciare,
è tutto a posto: squadre, dirigenti
e noi tifosi, pronti a
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Cammino dondolando,
rumino astruse parole
contandomi
le dita,
le mie scarne mani
sanno dirvi
di me più
di me stesso.
Era solo
una piccola mela,
si dottore
solo una piccola,
rossa, dolce,
invogliante mela.
Oltre il muro,
oltre il
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 | Non son là
che nei freddi mattini
tra i silenzi smorzati dal vento
quando sembran al chiarore di brine
ormai
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| Il mendicante amava
suonare il suo violino.
Costruiva accordi
per lui meravigliosi.
Disarmoniche note
- al contrario -
risuonavano nella via.
Dentro quella "musica"
scorreva, come linfa,
tutta la sua vita:
dolore,
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| MIGRACIONES
Da una bocca di matta, lingue di fuoco e fiamma,
da una bocca di matta le parole del re.
Il King,
e contro una gran massa di cotenna,
di ciccia palestrata buéggiante il negro di turno.
Nemmeno l'odio si riconosce nello
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| L’uomo che combatteva la mafia
viveva sotterrando paure
aveva figli orfani di padre
e una scorta condannata al martirio
Qualcuno brindò all’Ucciardone
quando morì di tritolo e coraggio
ma non morì mai per il suo
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| India |
21/08/2013 09:23 | 1820 |
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 | Dopo la guerra distruttrice
rinacquero foreste
giovani allegre piante
da crescere alla pace.
Ora quei primi alberi
stan diventando rari
come i ricordi bellici
ed i ragazzi tristi.
Divampano contese
ritornano miserie
e morti ancora
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Quando la morte
si sfalda sui rami
nel ventre strappato
ubriaca la vista
stordisce, acceca.
Riccioli di nuvole
nei cieli violati,
occhi chiusi al confronto
rappresi sulle labbra
dove riposano le tante lune
dell’abito che rivela
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Non posso nascondermi all'infinito
non è il buio la mia casa
io sono colore e luce
ed è là che voglio vivere
nel fulgore del mio sole
dove ancora mi sento libero
eppure c'è chi mi deride
per la mia anima che veste di
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 | C'era una volta il paese dai tetti d'oro
gli abitanti vivevano a modo loro.
I giorni dispari erano tristi
i giorni pari
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| “Aiuto! Aiuto!”, siamo a Ferragosto
e lo stipendio, ormai, è terminato,
non ho neppure un gruzzolo riposto
e senza
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 | Mura di buoncammino,
sbarre ornate a festa
di pani stesi al vento.
Sopra il colle
di pietra forte
dalla finestra
c’è chi saluta gli amici
con la mano.
Mura ingiallite di tufo
non nascondono il dolore,
colpe da pagare
e di ha pagato
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Vado a destra o a sinistra?
fatale mi è l'andare
e paonazzo il volto
si copre di vergogna
non distinguo più i colori
come un daltonico distratto,
anche il tricolore
non più io riconosco
Il rosso del martirio
s'è
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Toccare il fondo ruvido con la mano
accarezzarlo come il capo di un bimbo
il lupo affamato ulula da lontano
rivendica la sua danza nel limbo
i morsi nelle ossa sono gelidi
il senso del nulla abbraccia l'oscurità
gli occhi a spillo sempre
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Scartai scartai ogni nettare
come ape sazia di fiore in fiore
per leccornia inesistente
e il tempo impercettibile
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 | Azzurre pareti
dove spiccare il volo
come gabbiano,
verso il sole.
I piccoli angeli
sono guardiani,
di bimbi
nutriti di parole
volate dal cuore
senza odio e rancore
per essere liberi...
Di libertà si può morire,
ma non sarai mai
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| Parlò solo con gli occhi
e condannò tutti
e ognuno osservato
vide le proprie colpe
e le rigettò
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| Il matto del quartiere
parla da solo
alle vetrine lucenti.
E canta la follia
ridendo grida bambine
della sua mente
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ne manca Uno, non siamo Cento, ed ecco a voi il Malcontento
Novantanove è un'immensità, così ci chiaman per comodità
a passi lesti ci siamo mossi, con ali al cuore e nervi scossi
ma non dall'odio, non dalla rabbia, ma
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Avvolto dentro un cartone
dorme un barbone.
Sogna un diverso destino,
angeli nel suo cammino.
Passano tre balordi,
osservano il vagabondo.
"Ragazzi la notte da i brividi
e... non è ancora finita".
Hanno il cervello offuscato,
il cuore senza
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Mai conobbi la felicità
la vidi corrermi affianco su un marciapiede
ma mai ebbi il coraggio di guardarla in viso
Dopo due giorni la rividi
ma l'emozione d'osservarla fu cosa ben amara
vidi il suo vispo e giovane volto
Stampato sulla
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 | Al risveglio
offuscare la mente
in un bicchiere di vino,
giorni senza lamenti
senza pensare
al dolore di chi ti era accanto...
Amore trasformato
in spietato aguzzino,
cammino di fame,
di stenti, lutto lamenti
di vere vendute per pane.
Salvasti
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| Stanchi.
Le membra accartocciate
a schivare
il pungente rigore.
Gomitoli di anime
in angoli oscuri.
Perché
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| un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima
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| Con metà prezzo di quest’abito
indossato contro la mia volontà
mi vestii per tutta la vita
-Ad essere
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Non mi piacciono i funghi, mamma
questi poi...
portano solo dolore,
a cosa è servita tanta sofferenza
non penso abbia fatto la differenza
fra noi e loro
non è rimasto niente là
nulla di più alto di una spanna
solo
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La più pura delle chiese divenne
La più squallida delle bettole
Il più etereo dei sentimenti
Divenne la lama più vile intrisa di sangue
Il tempo passò
Le persone cambiarono
L'ipocrisia come un letale morbo
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 | S’odono i passi su per le scale
Trascini con te, il peso d’un corpo
Afflosciato, Sfiancato, Abbruttito
dal nettare ingoiato.
Un colpo al cuore ed uno
alla porta ondeggia il chiavistello
davanti alle tue mani tremanti
E gli occhi
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Vorrei
far mangiare la tua bocca avida
lavare i tuoi capelli
sciupati sulle spalle.
Correre sui prati
e ridere tra i fiori appena nati!
In piazza
tra la folla brulicante
mano nella mano
per andar lontano.
E quando la notte
ti verrà a
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5251 al n° 5280.
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