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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Dibattere. Toni alterati.
Frasi e perifrasi
insulti gratuiti
alla nostra civiltà.
Non è l’uomo
a
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Camminai verso lidi ghiacciati,
nulla sentirono i miei piedi ornati di brina,
seguii l'eco dei miei
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Gente sotto voce mormora
delle dicerie s'innamora
sibila malefica scavando
nell'altrui integrità
divulgando ostilità.
La gente parla per colore,
cieca all'umano onore
saetta temporali di pregiudizi
rendendo i figli alla smorfia
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 | Che questo tempo
lasci solo pagine bianche
senza più niente da dire
perse e disorientate,
disilluse da un inchiostro
trincerato nel suo silenzio
che imbarazza, ferisce
smarrisce e disorienta.
Non posso credere
che abbiam
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 | Quanti schiaffi
devi ancora prendere
prima di comprendere la vita
accanita di epitaffi
d’anime con vuoti a rendere
sfuggenti tra le dita.
Quanta aridità
sfiora il lungo cammino
passaggio fragile di gioie, dolori
e stolte
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| Temperatura sotto zero
in un mondo di vetro e farina
ove i fiati cocci di vetro
taglienti sulle scarpe
Orsi di pezza,
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 | Le senti?
Gridano ancora nel vento,
quelle voci,
che pugnalano la memoria
senza colpa,
condannate senza appello
denudate, derubate
della loro dignità.
Controluce, evaporate
son le ombre,
nel gelido, inverno,
vestito di fumo e di
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| Camminava
sotto il sole di luglio
un viandante pellegrino.
Muoveva i suoi passi
nel sudore e nella polvere,
guardava il cielo
forse pregava
perché non aveva paura
né dei serpenti
né delle notti rumorose.
Ai temporali
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Ci saranno voci
a ricucire il tempo
nel fluido scorrere
d'anime senza pelle.
Notti di speranza
e albe senza
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E' una storia che si ripete
anni passati a giacere inerte,
non cede questo legame primordiale
un anello in più a quello matrimoniale.
Convivenza casuale o forzata
un intimità troppe volte pregiudicata
quando è il caos sotto un
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Vaì, a corsa sfrenata dov'è iniziata l'avventura
Su quei sentieri polverosi
guizzanti serpenti appena schiusi
riprenditi le bucce dei ginocchi
scalpi iniziatici fra i rovi
e quella gioia tutta straniera ora
Succhiala a cuore
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Diciotto i giri attorno al palazzo
per poi salire solo dieci scalini
ancora sento la coda d'assolo
milleduecento melodiosi euro
come sei andato a finire in basso
sano annichilito portatore
d'un ingente bottino di guerra
tre sgualcite foglie
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Conserverò questo pezzo di pane
per le sere inutili senza perdono,
forse lo muterò in rasoio di sale
e mi laverò le ferite nel tramonto
Poi loro verranno coi fucili neri,
con i camici e le liste scritte fitte.
Pronunceranno
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 | Auschwitz?
Ou plus simplement,
Camp de concentration?
Camp d'extermination?
Mais mon Dieu,
où étais- tu?
Dormais- tu
alors?
N'entendais- tu pas
qu'un simple
"Achtung"
faisait
que chaque jour...
millions
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Perché sperare
in un giorno futuro,
se il cielo plumbeo
di Auschwitz
mi opprime il respiro
elargendo
funesta
aria greve?
Il “domani” non esiste
ad Auschwitz:
lo scorrere del tempo
è stato troncato.
Suoni di campane
sono
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scende
nelle vene asciutte
il ricordo di sangue versato
nel muto oblio della storia
- la memoria non ha confini invalicabili -
ma polsi numerati
occhi infossati
vertebre tese
odore di morte
non dimenticare
è solo il primo passo per
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Attaccati alla vita
passando come bestiame
innanzi alla immobile paura,
paura bendata, voltata,
con le mani sulle orecchie:
paura per volere incosciente,
ignorante solo per volontà
di non conoscere l'attualità,
della propria
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 | Al museo si mostrano resti
rubati a vite in corso,
la disumanità
in collezioni spaventose.
Protesi non
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Tu
piccolo uomo
che piangi senza vederti
nascondi le mani a testa china
e mangi il dolore
a labbra chiuse
cammini a piedi nudi
con la pelle persa per strada
e col freddo che taglia l’ultimo respiro.
Tu
al chiaro della luna
hai spento
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 | Nascosto, ma non troppo,
negli spazi esigui di fanatiche visioni
si insinua e matura il desiderio
di uccidere il fratello.
Nato da menti insane si evolve
quando batte a porte dove
la mancanza di un credo
tutto riduce ad un tirare avanti privato
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 | Furono
note, stonate,
intonate al vento dei camini,
e nulla più.
Esse uscivano, intonando
le voci, inascoltate
dei bambini,
angeli, purissimi, ora nella Luce.
Furono
note, inascoltate,
delle donne,
martiri, degnissime, ora, del loro
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In grida mute
si corrompe
il ricordo
occhi bianchi
di uomini stanchi
nudi
d'amore
di pelle e dolore
sordo frastuono
si perde nel tempo
di fuoco e di cenere
cancella l'umano
un marchio è un nome
registro infinito
di un
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| Eirene |
26/01/2011 14:55 | 2158 |
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Siamo figli della strada
duri da digerire
siamo quelli dei cartoni
fantasmi da scordare.
Graffiti anneriti
spade infilzate
in sottopassi dimenticati
piscio, vomito, bottiglie svuotate.
Donne, Uomini
d'ascoltare e da salvare
no! da umiliare
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Giammai potrò dimenticare
il supplizio della mia scomparsa,
trafitto il cuore non potrà più volare,
quando rammenta quella valle arsa.
Noi poveri corpi lì ammassati,
in quelle fosse nudi e martoriati,
vecchi e bambini insieme massacrati,
dalla
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 | Un fumo denso
si alzava da ogni camino
nel cielo grigio e gelido
d'una terra arsa dal ghiaccio
che non era più freddo
dei lori occhi
più freddo delle parole
che chiamavano un numero
che segnava ogni singolo
braccio
Non c'era
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 | Piove sangue, dalle nuvole grigie
e lamenti, si alzano al cielo
strazianti oggi, come ieri
senza riuscir a cancellar dolore.
E il pensiero, va alle immagini
che mettono sotto morsa, il cuore
per la ferocia di uomini
che nel cammino, hanno perso
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Sottili linee di confine s'intrecciano
in fili spinati arrugginiti, non per
belve feroci, ma per occhi spenti,
privi di luce e dolci sorrisi sdentati.
Abominio, crudeltà, pura iniquità, in
orgoglio frantumato in macini di
distrutta
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 | È il giorno del ricordo...
mai dovrebbe cadere nel vuoto
nel nulla,
in quell’ombra che sovente ci prende
e ci fa
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 | Gente che vive di poco o di niente,
si accontenta di rattoppare
la baracca e dormire accanto ai topi
che ruminano vicino,
strabuzzando gli occhi
per un tozzo di pane...
Malandati, sgangherati, derelitti,
deviati dalla società,
rifugiati
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| Muovono cento, mille passi
e con essi soffia la fantasia,
una ragione al vento
che ha persuaso
parole e pulsioni
a inebriarsi
della divin poesia.
Andirivieni
è la danza
sul filo del tempo,
il filo
che squarta la tela,
e i
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5731 al n° 5760.
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