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Le 32785 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Bloccato tra ingiustizie
spezzato
da tristi notizie
che riemergono
che sommergono.
Corroso dalla rabbia
imploso nella gabbia
in cui volano
merli tristi
alla ricerca di libertà
alla ricerca di verità.
Portato via
dalla marea
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spora fugace inverte
ardue pendenze che in repentino slancio flettono
angoli muti
sotto tempeste di echi senza riposo
ansima cielo ricurvo dentro uno spazio
sempre più tumefatto
ancora nell'oscurità diluito
su ogni pulsar d'onda
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 | Evanescente film muto
rimiro a ciclo continuo
estranea a me stessa
ai sorrisi che sorgevano puri
falsa bellezza
di falsi momenti
ora rimpianti
o meglio compianti
Ingenuità circuita
da sempre, da tutti,
volge le spalle
finalmente
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| e sto tirando le somme
siamo ormai al giro di boa
l’ultimo ...
fiori gialli d’inverno
forse un’antitesi ad immagini
riflesse da anni ed anni di gelo.
Le ombre della sera
non hanno più segreti
e se ne stanno andando
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| Che follia!
tra fiori di mare
e lo spettacolo del sole
oltre splendida luna
la guerra
si sfila
la sofferenza
davanti al cielo
spumeggia
sulle vele stanche
fiume di lacrime
in colori mescolate
verso est
una speranza
d’abbracci,
sai ...
il
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Sulla mia faccia è rimasto un soffio
del suo respiro; di notte la brezza,
con la sua moina che tratteggia e fugge
in quel trillare di stelle lontane.
Un'armonia di lei fra corde d’arpa
che travisando desta la spiaggia;
mentre sgela il
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Il vuoto di un corridoio
che veste il nulla,
che s'agita in gola
e si vergogna di tanta nudità
Striscio, quasi volessi nascondermi all'alba
che viene a visitare gli ammalati
e miro il fulgore che ti sfiora i piedi
fermi
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Riparami oh poesia
dal freddo del cuore e
dalla notte appassita
calata sull'anima.
Avvolgimi
come l’onda verso sogni migliori
che si nascondono sotto la sabbia
fino al nascere del sole.
Riparami tra le tue armoniose sinfonie
e saziami di
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 | Il mio veto
come una muraglia,
s'erge
oltre un passato,
ove la forza del vento
preme.
Frammenti d'una panchina
e il volo
d'un cappello bianco,
tanta polvere sulle strade
che portano all'anima.
Immagini lontane
ora foglie
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Il sole coi petali rossi
imprimeva dossi
tra le nuvole dei tuoi occhi
quando senza luce
eri grano,
quando senza voce
eri l'aria che respiravo,
quando sui viali del vento
tenevi le mie mani
a comporre la nostra stagione
strappata dal
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Era un trillo e - era un canto, e - erano l’onde
delle sentite piogge, e - dove il cuore
mio - oh cuor! - il vento udiva, l’iraconde
foglie strillàvan, e l’autunno e il fiore
mirai: l’uno appassìr e - l’altro e bionde
frasche dei
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Non hai più, oh cuor, le concitate corti
dove potèr cantare! E
non hai più desidèri? E a che sognare? E
qui i volti assorti e
ombrosi e forti
delle nuvole in cielo, e i fiori morti
ti dissolvono. - Oh mare
d'ire e
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 | Non giunge l’eco
del canto di stelle
(troppo lontane
dal cuore degl’uomini),
ma vago brusio
di vacua polvere
dispersa nel nulla,
un filo di voce
strozzato in gola
(riflessa l’immagine
dell’urlo negl’occhi),
il tempo gioisce
di sogni
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 | Prigioniero il mio spirito giace
nero ed irrequieto
in una gabbia di sangue e dolore
in maglie strette di silenzio.
Negata la fuga,
nuda e ubriaca l'anima
da vili ombre imbrigliata
ripiegata tremante su cicatrici profonde.
E' una
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Si ravviva la fantasia
in quella selva ombrosa
dove la scoperta
sempre, appare misteriosa.
Accesa è la voglia di
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Tra i tanti perversi giochi,
pur credendo il contrario,
nessuno lascia il proprio abisso
che si è stupidamente scavato.
Sono io quello che ha
il vero problema da risolvere,
pensando che
in questo patetico mondo
qualcuno arriverebbe
a
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Io che mi vado incontro
lo specchio disinibito che guarda,
il cumulo di foglie cadute e gli anni con loro
ascoltando le rughe e i loro passi,
le dita a lisciare ricordi come l’ala d’una colomba
sulla frangia castana che mi fa curva al sorriso
e se
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Conoscendolo adesso
il senno del poi
riacchiapperei tornando
quei vecchi miei passi
sullo sbiadito tappeto
tessuto con l'oro
di tessere scadute
di orme a scolorire
Replay di vecchie canzoni d'amore
risuonano a volte già quasi
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Quella luce fioca,
di un tardo pomeriggio
di ottobre,
mi impediva di guardare i tuoi occhi
e scorgere la stimolante ironia
che accompagnava
i nostri discorsi fatti di niente
e l'incedere lento
seguiva i miei sorrisi forzati,
in un giusto
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Triste la Luna nella Notte urlava,
e ora intorno è il mattino, e il gelo ascolto
delle cadenti foglie, e scorgo arcana
e scialba brina; e questi antichi volti
di nudi rami mi assillano il cuore,
qui, dov’è immenso un tetro divenire
di
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Eccoli qui i miei gesti,
li avevi abbandonati qui
dietro alle nostre parole
senza dirmi niente.
Eccole qui le mie ansie
impazzite per te,
le avevi lasciate qui
sotto il tappeto degli affetti.
Eccole qui le mie paure
di perderti,
le avevi
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Giorni e giorni fuggiti via
ognuno con la sua suspense
trovano nel circondario dove attaccarsi
affinché il domani
piatto ancora vuoto
possa accaparrarsi sostentamento
.
minuzzoli di una vita
ormai al termine
profondamente vissuta
dessert
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in fondo
in un baratro profondo
si dibatte l'anima negletta
e ogni ostacolo
è un macigno
che schiaccia
e ogni folata
un ciclone
che scompigliadoli
disperde tremanti atomi in fuga
e l'anima pesa
e domani impaura
mentre del
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 | Sognante umido riflesso
eterna battaglia sciolta nell'acqua,
caldo vapore su questo specchio
riga d'angoscia e di stanchezza;
quanti me in vent'anni,
ritratti muti di ogni giorno
d'un tempo che tiranno scorre,
e mai invano.
Eppure
a
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C'è il mio dolore qui
a farmi sempre compagnia
fra queste nuvole vuote
che non hanno più pioggia
Ed anche il buio non mi parla
perché il silenzio costa meno
di qualche parola finta
incisa fra le pietre della
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 | L'idea di me:
negativo
fotografico,
giocherà di sponda
anche stanotte,
con l'immagine.
Sul tappeto,
fruscieranno veloci,
perfette bocce
- teorie -
andranno a segno
- in buca -:
(non c'è mai buio
sufficiente per lo
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 | Sistemo le mie scorie
in un panno fradicio
dal pensiero dimenticato
scopro l’indifferenza che
spesso attanaglia le mie voglie
e le mie virtù
passaggi di adrenalina
scolpiscono le forme
e senza respiro
a volte risveglio
le comete che
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| Eccolo è forse quello
l’appiglio nella roccia,
ci sono quasi con la mano
mentre, pur nel gelo,
la fronte mi si bagna
col sudor della fatica.
Un altro passo,
un metro più in alto
ma non vedo la cima,
quasi pare che
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Ascolto un lacerante ronzio
scuotere le pareti della mente
legato e imbavagliato
fuggire all'autocontrollo.
Sento il corpo sudato
ardere sotto i vestiti
come amo ricurvo
contorcersi nella morsa dei crampi.
Vedo nelle grida del
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 | Sei arrivato in fretta
sulla scia d’un’estate quasi trasparente
settembre
miscuglio di colori oro
e odori agri di campagna
eppure la lentezza dei giorni
nel silenzio profumato di suoni lontani
è un mare calmo
che giace immobile
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| Dunque, o miserabile luna
sveli come la notte sia un frutto acerbo,
che crebbe dalla monotonia di un incubo,
che si modellò dalla spregevole frenesia di andar via.
"Perché fuggi da me, mio sole?"
è questa la litania
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32785 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10051 al n° 10080.
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