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Le 32790 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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La voce sottile dello spago
è didascalia
nota a margine della vita
e narra il rammendo
di strappi incerti e lunghe assenze
Nel silenzio della periferia domestica
quel filtrarsi di luce pomeridiana
nell'inconsapevole smarrirsi del
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| hy ju |
16/02/2015 20:15 | 1404 |
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 | Con una lacrima
nera
dipinta sul viso cinerino
il sorriso triste da Pierrot
e una manciata di coriandoli
nel pugno
l'anima si prepara
al Carnevale.
Reciterà la parte
come da copione
mimo perfetto nel teatro della vita
perché si
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Mi fermai
sull’avvertir dell’ombra
fermo
ad occhi chiusi
ad ascoltar gli eventi
a guardarmi inerme
mentre cantavano i silenzi
come onde di mari storditi
infrante su spiagge lunghe
come carezze
percepite appena
danzai
nutrendomi di cielo
di
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Turan |
16/02/2015 13:16 | 239 |
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Del verso del vero,
serrandole in strozza,
occulto parole
e latra il silenzio
di frode e d’inganno.
Elucubra il senno
al duro gravame
e macchina il cuore
a rincorrer l’intento.
Agevole celia
velare lo sguardo
di quanti con foga
respiran la
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Accendi un po' di luce
in questi occhi miei
così spenti e silenziosi
fammi vedere il cielo
e il suo colore.
Posso sentire il vento
il frusciare degli alberi.
Il rumorio della pioggia
batte forte sulla porta
ed io sto qui al buio
nascosto
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Non ti fidare di universi
travestiti di ossa e pelle
perché i loro mondi,
a tutti gli altri cosmi
sono deformati e distorti.
Tremano al sollevarsi
del loro velo di Maya,
vestito su misura,
cucito da sarto Illusione
con il filo della
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Io sono nella nebbia
in tutti quei momenti
che svaniscono alla luce
con i ricordi del mattino
E se qualche volta resto
a respirare il giorno
sarà per una pioggia
ed un tempo senza ritorno
Mi fermerò in estate
quando un tramonto
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Soffice mi adagio
pulviscolo al suolo
illuminata tenue
da un solitario
raggio di sole.
Rimango satura
in quell'attimo eterno
senza legami
tra
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Vertigini al guardare
dall'alto dentro
giù
nella voragine nel baratro profondo
la ove luce si spegne
il mondo sparisce
e il silenzio tace
lanciata nel volo negli occhi la vita
un barlume un senso dimenticato prepotente
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 | Quando parla il vento
l'ascolto è intenso,
canta
l’allodola al giorno,
un canto trasportato
dalla brezza,
guardando quegli alberi
dalla fronda imponente,
bizzarre sculture del tempo
che dettano la storia.
Restando in ascolto,
osservando
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L’ho trovato sulle scale,
che giaceva rannicchiato,
il mercante di aquiloni,
e di zucchero filato.
Viaggiatore di illusioni,
lo stregone dei bambini,
lui, il venditore d’aria,
per riempire i palloncini.
Gli ho guardato dentro al cuore,
ci ho
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Non cambierà lo sguardo
il quotidiano sguardo del cielo
alle proprie nuvole d'inverno
e quel tepore immaginato
forse incontrato nel tuo sguardo
non sarà dimenticato mai
A volte un ricordo diventa
la sola realtà che puoi
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Snocciolo il silenzio,
vagabondo nella notte.
Non sono solo
con me stesso.
Mi passano mille pensieri.
Solo uno se ne va,
s’annoia a vedermi inutile,
a sperare in un mattino
pieno di luce.
Pioverà ancora.
Ancora il
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Mi riavvolgo a spirale
girando su me stessa
per lineare il mio equilibrio
per cogliere la mia essenza...
Il mio epicentro ricerco sovente
blanda traccia dispiegata e fluente.
Bramano le mie mani
di potersi abbracciare
dita che si
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Visione smarrita
che vaga
bramando
sentieri dispersi
supini
sassi bianchi
ove
quasi con pudore
germogliano luminosi
fiori vermigli
nella nebbia
impressioni monotone
sul far del giorno
vagamente rifletto
mi specchio...
tutto
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 | Nel giorno dei ritorni
la matita studia e scrive
nuovi modi di rinascere
e mentre il lavoro del
mixaggio armonico emotivo
cambia di continuo sapore
Il tempo si fa audace
Nei conglomerati di
fughe disperate e Voci Amiche
nella calma
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| Io canto
là dove la voce si perde
e addolcisco
le onde di un fiume in piena.
Nell'oceano sterminato
le strofe, forse, si ritroveranno
mentre io, sulle vette,
sono là, a sognare.
Amo
tutto ciò che non è
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| Ho paura che crolli tutto,
c'è sempre un ombra e un soffio di dolore che tace,
un inferno e un paradiso,
una gioia che perde la sua memoria,
e troppe miserie che tolgono splendore ai miei colori,
e niente ha più senso.
Due
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T'ho fermato vento
sulla soglia del cuore
laddove c'era lamento
laddove,
mi stringevo il dolore.
Occhi umidi
stelle che sprigionano luci,
e scie di comete d'oro
come fossero croci.
Partimmo noi vento
due strade opposte,
mentre ridevano
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Sfera di cristallo albeggia memorie nuove
per fermare istanti da recuperare, seguir aurore
su fili di seta, scrutare nelle corde della notte
attimi d’amore.
Racchiuder frammenti di colori che il cielo
si lascia rubare. Aura di mistero intriga
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Geme al sole
l'illuminato cuore
di questa mia sete,
che mistero mi fu e oblio
ora mi spetta l'acqua ed il silenzio
come l'albero che è muto e
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Il freddo, anche il freddo
ha un sapore attaccato
al palato che lentamente
si trasforma in cartapesta
amara
in una tosse insistente
che nasce dal fumo
di polmoni malati
e scende lentamente
verso il petto dove sai
che lì rimane da
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Un rantolo dal profondo,
smuove le viscere
d'un vulcano, che s'eppur dormiente,
vigila
Nell'ardor che sorge,
s'appresta all'attenzione,
preoccupato, attonito
l'animo mio
Spoglio come rami,
di foglie ormai sciupate,
vento
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All'ombra marcida
dell'astro languente
cicatrici non scorgo
e nemmeno pescatori
(di pane comune
spezzanti e vino)
solo assassini o ladri
d'occhi bambini stupiti
dal nero dell'inabissamento
la notte giungerà
con i suoi strumenti
di
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Giallo cromo di sole
oltremare scurisce
giaciglio in rami d'oblio
raggi sfatti al tramonto
Ruvida lacrima cieca
incide ruga di pianto
malinconico
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Dove i boccioli venefici fremono ancora d’estasi
e le damascate paludi esalano
- quando il rospo in attesa stima vertigine
e l’incubo imbratta le baldorie salienti
soffia un canto e vibra un ballo
Noi uniti nel pagano intento
di danzare nella chiosa
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 | Origliare il silenzio
mentre gocciola sugli occhi
il canto della rugiada,
tacite alleanze nella luce che torna.
Avvolge quel lento mormorare
nelle segrete sillabe
il giorno si veste,
mi tiene qui, ora.
Ognuno si culla
nel lento
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 | Voglio una veste di silenzio
il manto dell'invisibilità
una città deserta
la stanza senza porta
voglio lampioni spenti
niente ricordi
le maschere stracciate
le bocce cucite
voglio sfilate di fantasmi
chiese e alberi spogli
occhi
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 | Sono goccia di rugiada distesa al sole
quando una nuvola si allunga sui ricordi
e i silenzi anelano al viaggio
alla sorgente delle parole
dove capriole di nuvole
hanno stipulato nel silenzio
lidi più azzurri per le mie labbra
quel canto che
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| Miscelare un raggio incerto
al sibilo inatteso di ogni
fine prematura
è nell'impasto umido di ciglia
e disperazione.
Sordo e
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| Taceranno le parole, almeno
per un po', fino a quando avrò
il giradischi rotto e una moneta
fuori dai miei panni.
Le lascerò conserte, bizzose
su un divano a chiedersi il perché;
avrò pietà di loro, sempre
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32790 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11311 al n° 11340.
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