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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
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Le 32752 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Divisi ormai, il tempo trascorre lento,
a volte compagni sono i dolci ricordi,
altre invece è come fossi tra i fiordi.
Isolata e fuori dal mondo
auspico un rilassante approdo
con la mente a pensarti sprofondo,
parole tue antiche e nuove annodo.
Non
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 | Ho fatto spazio
a chi impone spazi che non voglio vuoti,
laddove ho cercato le parole,
esse erano scie di aerei,
non indicavano alcuna direzione,
non attraversavano alcun cielo,
sono solo scese a rigarmi il collo.
Ho fatto un passo
per chi non
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Sono nato dalla nebbia
in una sera molto fredda
buia come l’orizzonte
nello spazio fra due albe
Ho volato sopra il vento
sulle ali di un nero corvo
con una croce sconsacrata
nel fuoco dell’inferno
Ho pregato per il cuore
ma il mio battito
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Sono condannato a pensare
a scrivere poesie
sono condannato ad amare.
Sono stato condannato
a incontrare Dio
nel pantano del mio Inferno
e insieme a lui bruciare
tra i peccati e il tempo.
Sono condannato a camminare
sul filo del dubbio
nel
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 | Le onde, si ripetono assidue
e non c’è stanchezza nel mare
eppure ai piedi porta la carezza
di una riva silenziosa, un amore
solo la notte sa parlare, e tace
la luna è sola, è sola
scrive lettere dal vento,
le appende ai rami, alle foglie
la luna
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Come una nuvola disfatta
mi accarezzo i capelli
e mi piego
ad ogni misero volere.
Al suo cospetto mi chino
ed anelo pace
per l’anima mia,
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Codice e magia
libertà di esprimersi
musica e parole
felicità e poesia
mistico gioco
mistero e enigma
sogno e realtà
fumo negli occhi
amore infinito
macchina del tempo
futuro e passato
magia di una notte d’estate
vento nei capelli
donna
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Nero il pozzo, dove finisce
il giorno
nera la voce e la parola
sillaba
di un abisso il nome
nera l’acqua che sfugge
alla notte e poi la terra,
più nera
rifugio di ombre, e trema
quello che non è mai nato
la prima luce, il tempo
nero come
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Non è l’infinito di uno sguardo
che volge il pensiero altrove
ma ciò che tu immagini.
L’ anima annega
mentre le onde festanti
frustano gli scogli.
Il vento culla le navi
Il sale disegna sopra il mio viso
un destino inatteso.
Trasale ancora
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Effimero è quel tempo che investe,
eppur intenso come uragano.
Seme gettato sulla terra a prolificare,
vento a sbaragliar da ogni direzione.
Felicità ad inondare come fiume in
sprazzi di fervidi ricordi.
Orme su sabbia a svanir con la
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 | Vistose lacrime genuflesse
scoperte in preghiere antiche,
culti e santità secolari nelle pieghe.
Ma piaghe delle mode sacerdotali
non arriveranno in cielo facilmente
quando in fuga porterò i miei passi.
Non si sposterà l’ardire
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| Gambe di cuore tremule
stanche dei tanti passi.
L’ombra delle tue parole
zavorra che mi lasciasti,
strappa via le mie vesti.
Nuda avvolgo la pelle e riparto,
inseguo le orme di un respiro affannoso.
Eppure per te, come la luce a Giugno,
riempivo
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Parsimonia di versi è il mio cuore,
sogno primavere che portino colore,
e infondano all’anima l’ispirazione.
Non sono un poeta che può declamare
delle note che cavalcano l’onda del mare
ma è da un pianto che nasce una canzone.
Poesia che
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 | Cadono i miei pensieri
come gocce di pioggia
sopra la terra arida,
non danno sollievo
ma solo aprono crepe
che si riempiono
e allagano tutto intorno
ma non dissetano l’anima
Pensieri che corrono,
scappano via spaventati
da un immenso cielo
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| Ha un andare tenero
il tempo di uno sguardo
tra le mani che mai avrò
nel triste ricordo di quel
che non fu e di ciò
che non sarà
Sarà un’altra stagione
la stagione della rondine
fuggita via a Settembre
e sarà una lacrima ferma
tra le note di
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Ombra d’un cielo rincorso
perso
Una cento mille volte
Ma al primo sorger d’un sole nuovo
vai
Incontri rami spogli
domani germogli
Novello spuntar di nuove corolle
bisbigliano che forse è primavera
Ma della vita che rimesta stagioni
dimmi
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 | Solo il segno
riluce di significato
e la parola scritta
è un farmaco da banco
buono per alleviare graffi
e ferite di lunga data
nella impari guerra
tra me e l’altro da me.
Non smetto quando voglio
perché smettere non voglio
e se voglio non
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Domani senza di noi
è solo un altro giorno
con il sole che sorge
cercando il mare e i fiumi
Un’altra alba scura
che farà piangere i fiori
di una rugiada acida
distillata dalle nuvole
Domani senza parole
è solo una melodia
il silenzio che
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Strali d’obliqua luce
trasudano infiorescenze di strelitzia
che rivestono la mia anima solitaria
nel crepuscolo d’arancio e viola
La natura ha il cuore di cristallo
e riflette i desideri di ragazze,
labbra rosse di geranio,
chine su tomboli
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In molti hanno scoccato dardi
e c’è chi per primo ha scagliato sassi
la mano nascondendo.
Nessuna carezza era dentro il pugno chiuso.
Ho trovato riparo in un giardino fiorito
nel bel mezzo d’un deserto di spine.
Qualcuno mi ha regalato
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È da alcune giornate che i ciliegi
lungo quel braccio che costeggia il mare,
irradiati dal sole e dal brillare
delle acque, esibiscono i loro fregi.
E che un’angelica luce interiore
riecheggia con il suo bianco candore.
Oltre gli apici, esposto
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Tempo che cammina tra mille emozioni.
Si pensa a ieri, ad oggi,
a come la vita sia cambiata.
Gli anni parlano sul volto,
nelle rughe che lo segnano,
si legge il passato.
Un quadro colorato,
di suoni e toni variegati.
Acerbi momenti
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La sonnolenta luce di un lampione
getta dorate ombre
ai tuoi capelli biondi,
alla tua testa poggiata al vetro freddo.
Il vento passa e porta via con sé
pensieri che,
come dardi velenosi crollano,
dopo aver deposto
il letale bagaglio.
Accenti gravi
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Avvolta e disinvolta la mattina
rinasce con profumi nuovi,
ed anima solitaria non muore,
incanto ad incantar se stessa,
unica sostanza ad indossar scarpe e camminare...
Pietre e sassi ad incidere dossi e tanti fiori da raccogliere,
vita di vita ad
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Perché mi sento
come se la notte
mi fosse caduta addosso
con tutte le sue ombre
E nessuna luna
brilla dietro alle nuvole
con il suo fiato di vento
portato dalla polvere
Perché mi stanco
prima che si levi il sole
è cenere antica
questa
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 | A schiera e con svolazzi fitti
in ampio cerchio in volo
nell’imbronciato cielo della sera.
Danze e virate che non han confini
sfrenati proprio come dei bambini
con la passione al gioco fuor del nido.
Assorto e teso e in apparenza lieto
dal mio
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| e, dimmi,
dimmi chi sei?
non lo so neppur io, e
dimmi,
dimmi dove vai?
se lo sapessi te lo direi, e
dimmi,
dimmi cosa fai?
aspetto il tramontar del sole, e
dimmi,
dimmi chi ti ha illuso?
ogni donna amata e poi scomparsa, e
dimmi,
dimmi chi ti
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| Seduta lì di fronte al mare,
invano cerco di arginare
impazzite schegge di solitudini,
rincorse dalle onde di un passato,
a stento trattenuto
da scure e malconce paratie.
Brillante e lieve il presente
dagli anfratti sporge
precorrendo le attese del
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Giorni ad attender sogni
chiusi nel bozzolo,
avvolti in carta pecorina,
in una bottiglia, il mare suo padrone
dovrei togliere il tappo e farli fuoruscire.
Giorni dai colori sbiaditi,
apatica luce nelle fessure,
a caricar il peso della
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Effimero tempo
Non mi sazi
Di vuoto ripieni i miei spazi
Senza colore i giorni
Cos’è che conta?
Vedo gente trastullarsi con poco
E sorrisi
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Doniamoci un sorriso
che di fragola abbia il sapore e
profumi di gelsomino.
Sorriso ad allungar minuti e ore,
gabbiano in libertà a virar sul mare,
ed abbia il volto del mondo,
in ogni colore umano si risvegli.
Sorridiamoci!
Sorriso a salir dal
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32752 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3871 al n° 3900.
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