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Le 32768 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Siamo comprati con poco,
diventati fumo con fuochi leggeri,
capiti solo dalle parole,
associati a mari senza sale,
a carne senza osso.
Siamo bugiardi per poco,
diventati temporali da nuvole dolci,
capiti solo alla luce,
associati a tesori senza
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L'insulto celato da persona cara
mi ferisce come spillo nel cuore,
rassegnata in una bolla scottata
l'esplosione condiziona, ed è battaglia.
Nessuno vince nessuno perde
rimane solo l'amaro in bocca.
Nessuno potrà difendere
la
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Nulla v'è dunque al màr se non quïete
e orrore, e a' lidi è la nebbia dei nuvoli,
e agli scogli si sciolgono quest'onde,
ombre iraconde,
e queste sabbie si fan più che polvere,
dove le serpi strisciano nascoste;
e
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Un volo
a maglie larghe
una ragnatela
dal vibrare impaurito
ali di carta
pagine ingiallite
traiettorie pulite
su disegni sconfinati
un paesaggio impoverito
la buccia di una mela
il vento moderato
fra le nuvole aggrovigliato
il freddo
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Nell’azzurro di cristallo
una timida vela
lambisce un pallido
orizzonte.
Orme si imprimono
nell’effimera memoria
del chiaro silicio,
onde bagnano i
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Vento portami via
affonda in quest'anima e rendila leggera,
soffiami dove tutto è alito di vita,
sospendimi fra i monti e i mari,
scaraventami ovunque,
ma non lasciarmi qui,
vieni leggero e lieve
e accarezzami, sollevami.
Porta via
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Rasentavo da presso
gli augusti confini.
Se sogno o realtà
non so dire.
Ripidi
contrafforti di pietra
s’innalzavano
fino a scomparire
alla vista.
Nell’alveo disseccato
della mia coscienza
turbinavano
ancestrali ricordi:
l’angoscia
di
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Angeli traditi
restano in mezzo al guado
tra due note strappate
a liquide labbra.
Cadono
e vibrano là
dove mai s'osa pensare
esista un angolo
intoccato.
Là dove
ogni tanto
ancora sbircio
in quella fossa
dove ho
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Volgi a sera, vita
con il tuo silenzio.
- Un tarlo, scava. -
Le radici, dei limoni
tramano d'azzurro
e mi vestirò, di sale
di luce mattutina
ti accoglierò,
come si accoglie un figlio
uno scoglio muto e baro
inghiottito dalle
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La pellicola riparte da sé
indiscreta e crudele
induce in un sospiro
profondo
che stringe
il cuore.
In bianco e nero
scorrono le immagini
di schiaffi
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Visse così,
a scoprire parole
per gente muta,
a cantare di gioia
per gente sorda,
a inventare leggi
per chi ha troppo cuore.
Visse così,
l'artista di palchi arrugginiti,
a cucinare
per chi è senza lingua,
ad amare le
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Il silenzio delle stelle
sovrasta la battigia,
canta il mare
rigetta conchiglie
sollevando le vesti,
la tramontana sibila
con suono di flauti
che sembrano grida
lungo un cammino
che mai vedrà l’alba.
Coperta di rose
tenute da
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Audace scavo nel fondo dei miei pensieri
procedo spedito per cercare connessioni
con la fuggente realtà ma improvvisa
mi appari pallida ed evanescente
i tuoi occhi muti parlano il linguaggio dei sogni
dove quel mattino entrasti col tuo dolce
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 | e dove non si vede il senso,
tanti sensi
e dove non si vede il fondo,
tanti fondi
e dove l'acqua ristagna
imputridisce
impallidisce il segno
si fa morto che parla al morto
al vento, campana che dilegua
nell'etere immoto
il tocco
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| Analisi
Ho visitato ogni stanza,
ogni angolo della dimora.
Ho spolverato l’ infanzia,
ho calzato scarpe bucate
che allora portavo,
le ho aggiustate.
Ho pulito gli abiti
dell’ adolescenza,
qualche camicia ancora era sporca.
Ho riabbracciato
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I granelli scendono
scandendo gli attimi,
cambiano gli attori
si avvicendano le comparse,
ma lo sfondo non cambia mai.
Mai?
Mi
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Ti guardi intorno nel silenzio più infido
vorresti tirare fuori gli unghielli
estirpare il male che avvolge
quel vulcano che non trova di meglio
per farti sentire inutile
in quella ricerca che non trova sbocchi
violenza che lascia il
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Mia piccola guerriera
da qui c'è solo risalita,
e spedita affretta il passo
prima che la carne ti sia da compromesso,
hai gettato l'ultimo scudo
disarmata fino in fondo
vestita solo di coraggio e amore.
Ora la tua pace ha sete di
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Al mio lido mai giungono navi
recando doni e nuove trame
come fragile traccia di un senso.
La mia isola è verde e deserta
tra sole e tempeste, sperduta
su mari profondi e ignoti.
Sospesa -io- e vestita di nulla
avviluppata nella nebbia,
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Quando verrà l’inverno
non mi troverai
fra queste stelle malate
in attesa della neve
Soffocherei il respiro
se restassi ancora
a corrodere i miei sogni
e le finestre del cielo
Resterebbero chiuse
per sempre
Io ho paura di
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Vivo in ciò che mi riguarda...
lascio fuori ogni frastuono
fino fatta notte tarda,
abbattuto m’abbandono
dentro al bronzo di campana
che riflette il mio riflesso
respirando aria malsana...
di riflesso è un insuccesso
fatto inerte
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Rinnegando il sentire del vecchio saggio,
ho provato disagio esistenziale.
Apprezzando, in seguito, prefazione
e discussione della gratuita perfezione,
mi sono distesa sul prato della ragione.
Nel silenzio assoluto
ho fatto un bagno di
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Amo le sciatterie vistose
quelle in cui ti pende tutto
ma non in maniera amorfa
ma elegante
Quella in cui ci si appende ad un gancio di desiderio e non ci si vuole più sfilare
Quella tacita
ma vociante
col pizzo che trabocca da un
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 | Discinte memorie
allocate su cuspidi
d’incanto
emergono stillando
accordi emozionali.
Visione di fumo
include il mattino:
nuvole, montagne,
un gatto, una bottiglia blu
a cornice del mondo.
E’ stipsi sinaptica
la nebbia
che chiude
finestre
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| Avanza lento il tempo,
solo a volte
rotole velocemente,
scorre fuori
dalla clessidra i come l 'onda
di un mare in
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Cieca la vista
l’udito assordato
calpesta le sabbie della vita
lo stolido automa
in cerca dell’Eden.
E d’un tratto
l’acre aroma di menta tra i rovi
risveglia l’olfatto impolverato
e un Icaro
ad ali spiegate
incandescente s'innalza
tra le
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 | Tu non sai che sovente
viene il buio della sera
in un silenzio innaturale,
commovente, quasi drammatico.
Fermo sul viale dei tigli
ho consumato le pupille
in un grido di dolore
a rimirar un oceano di stelle
quando la notte ascolta impacciata
i
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| Il mio libro sono parole sparpagliate
per mettere pace alla mia confusione
sono poesie scritte su fogli strappati
e abbandonate in piazze vuote
è una cantilena
sui sorrisi delinquenti della gente
sono lettere a forma di croci
per
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E la notte scese
sui miei pensieri angusti
nemmeno un piccolo spiraglio
s'aprì,
tutto divenne tetro,
minaccioso
come un cielo carico di pioggia
pronto ad esplodere
in lapilli di fuoco.
Ero lì, inerme, incapace di salpare
con
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Amo la pioggia quando mi sfiora
quando scivola sul viso
e l’anima irrora.
Amo la pioggia che scolpisce un sorriso
rimargina le ferite
e accanto al cuor si posa.
Amo la pioggia e le giornate grigie
tuoni, lampi e il silenzio improvviso.
Amo
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Eppure il Nulla fiorisce
ascoltato dal calore dell'occhio
serafico nella bufera di silenzio
il sussurro delle primule
È vivo il ciocco di legno tagliato
la luce gialla sull'altalena deserta
il secchio vuoto senza busta
è un
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32768 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6541 al n° 6570.
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