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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Troppo rumore
- tra i pensieri –
che non colgono
l’attimo vivo
nel segreto
incurante
cucito all’anima
da mani nodose
Riconosce la strada
- oltre l’orizzonte -
e nel torbido affonda i passi
Sul ciglio di quella via
un richiamo
- morente
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Signore, accordami
ancor un po'
d'esser lusingato
d'essenza di nuova vita
che tutt'intorno s'espande.
Premura intensa sento,
del suo rifiorir,
vorrei a poco a poco,
dopo tal parentesi cessare,
non aver privati gli occhi
dei primi fiori le
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Specchio e appoggio,
sabbia dorata
culla anime senza memoria.
Sui sospiri dei morenti,
irrequieti,
si torcono e si annodano
pensieri rassegnati.
Sono speranze
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Un bel giorno vedremo...
pioggia,
sul marmoreo viso venuto di lontano,
gioiello orientale ornato di stelle,
e dirupo di coscienze.
Dall'oceano
giunge lo spasmodico futuro,
nero come pozzanghera o pozzo,
progresso, regresso
veduto in un
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Spiagge vuote,
mare silenzioso,
si nasconde la luna
dietro una nuvola
e lascia brillare
una nuova stella.
La voce di un artista
se spenta,
colonna sonora
della nostra
vita.
Parole vuote.
Mentre il vento
fa volare
le tue canzoni
per
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D’alba fredda e tranquilla nasce Aurora
di nuvole rosate, maestosi galeoni
scorta del sole ancora a noi celato,
s’àncora ai colli dintorno, di sé accende
paesaggi dolcemente reclinati
sulle pendici verdeggianti
di prati morbidi d’erba
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Il grigio insieme insiste,
L'opaca gèa di ferro
E acciaio e calce e legno,
Tra sassi, pietre, selci e rocce,
Calce nera, umido impasto d'umane usanze;
Tetra è la stazion volgare,
Tetri treni, panche e piste,
Tetro il volgo - se non
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Proverò a dimenticare
albe fiorite
cosparse di cenere
di notti bruciate
ad amare te.
Nei meriggi ombreggiati
sotto palme di poesia
dentro pagine virtuali
apertesi come corolle solitarie.
Proverò a cancellare
linee oblique e
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Acre il fumo
che offusca il cielo
mentre lieve
la neve si posa
sui secchi rami
stringo una mano,
quella di mia madre,
cerco i suoi occhi
domande nascoste
tra sconnessi ciottoli
mi stringe a sé
dopo che denudati
e muti
al freddo
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Preparerò la mia tomba,
dove il cielo resti in ombra
per non turbare il futuro
dei pochi giorni andati a morte
in una gronda di parole scure.
Sigillerò la porta nera
delle mie speranze e berrò
per un'ultima volta livore e
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Lascia stare
vuole andare da qualche parte;
la mente si rifugia spesso
in qualche angolo buio.
Mi viene da piangere
ma tu ridi
che esorcizzi la paura.
Fa finta che le mie lacrime
siano stelle che illuminano
la notte.
Me ne sto nel mio
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è primavera
e ora non morire
senza di me
Adesso non è il momento di piangere
né di negare suono alle prime cose.
Adesso non ti chiudere sulle speranze
antiche di luna e nuove alle prime albe.
Adesso non parlare e non
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 | L’avevi sfidata,
derisa e provocata,
lei ti ha evitato,
sin troppo sopportato.
Ti sentivi un leone,
affacciato al balcone,
pensavi agli affari,
accumulavi denari.
Quando si è presentata,
l’hai subito cacciata,
ma ha ribussato,
e tu
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 | Non saprò mai quale dei tuoi desideri
le tue manine calde stringevano
e gli occhi grandi
nell'attimo eterno tra la nostra e la tua anima
l'infinito, chiuso in uno schianto
mi riecheggia nel sangue
mi scorre circolare una follia che
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E quella notte è bianco sangue
una parete
un foglio cancellato
un buco rosso
il lampo d'un proiettile impazzito,
un filo rotto
il ritorno mai concluso
risa incompiute
gioie mozze
braccia vuote
grida strozzate dentro un cappio
buio
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Tranquilla bambina mia
Non si può sostituire un raggio di sole
Con un soffio di polvere.
Io l'ho vista, l'ho vista volare in cielo...
Due ali fragili di cristallo
ma variopinte
come i fiori di campo.
Volteggiava e risplendeva
E quando i
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E poi arriva,
non l’hai chiamata ma ti accompagna
nel tuo cammino
e di te decide
il momento…
Signora in nero,
odiata, a volte amata…
Tu che del nostro vivere
cambi le stagioni…
pietà non hai
e delle lacrime
beffa ti fai…
E’ tuo il
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Fumo voluttuante...
sospirante enfisema
polmoni tenebrosi
dita giallose...
godimento astruso,
a volte confuso,
aroma insinuoso mai domo.
Ah, tabacco tabaccante
quanto mi ami
quasi mi adori
idolatro spavaldo... t'offri così compito,
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 | Ho visto immensi
prati fioriti
e giardini meravigliosi
ho visto montagne innevate
e splendide
colline sempre verdi
ho visto
mari impetuosi
infrangersi
su ripide scogliere
ho visto
cuccioli di uomo
giocare a fare i grandi
ho
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Campo coi miei disagi
in luoghi forestieri
colmi di gente aliena
dai cuori mascherati.
Tra grattacieli a specchio
che ammorbano di potere
e inducono labili menti
a intenti di bramosia
e scarne fronde ingiallite
di alberi spettrali
che
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Scrivo per te
dentro notti di cristallo,
avvolte in reti gettate
su oceani senza onde.
Libero flutti alla deriva
incantati dal rumore del vento
che passa le sue mani
su spiagge addormentate
dagli occhi della luna.
E scrivo, scrivo...
sembro
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come un presagio
m’accompagna
questo adagio
e nel suo
suadente divenire
ciò
che vorrei
dire
sopita nel sogno
di un ancestrale bisogno
scolpiscono il tempo
lievi
sui tasti
i tocchi
come un ticchettìo
solenne
come
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quando sarà
che sfiorirà
la rosa?
guarda
nel secco giardino
piegata dal vento
appassisce vinta
disfatta
abbi pietà, la siepe
ha solo spini, polverosa
la rosa
cede forze alla terra
madre che l'atterra
- Anteo al
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Te l'ho detto
il mondo non mi appartiene,
gira su se stesso
come un gomitolo di lana.
Scivola sulla mia pelle
imbratta l'azzurro del cielo
ma ogni volta
cade giù come un pallone
rimbalzando da un punto all'altro.
Vado a stendermi al
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 | Il mio sguardo
è tragedia greca
sipario sui due mondi
e morte strappata
diventi su carta.
Tu spettro solitario
mi tormenti di nuovo.
Alito trasparente
gelido mi resti alle spalle
luminoso mi compari davanti.
Sparisci bramoso
tutta la
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Troppo tardi per rinascere
troppo presto per morire un’ultima volta
tra le braccia strette del destino.
Assillante il cappio del dovere chiama
vestito dai falsi abiti della necessità.
Un angusto spazio a frenare tutti i voli
tra
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Tempo, collaudato
Mastichi te stesso
Non aspetti nessuno
Utilizzi uomini prigionieri.
Animali
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e, come nelle lontane idi di marzo,
un Cesare su nel cielo è volato via,
stanco di essere compreso a metà
tra una banale fede e la verità, e
per combattere malafede e falsità,
sporchi regnanti e poeti d'ogni
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Il crepuscolo ha messo sulle spalle
il suo mantello,
il marmo brunito
coperto di licheni.
Foglie secche ai piedi
contemplano lo sguardo
assente.
Una mano alzata
tiene un mistero mai risolto;
la vita e la morte
danzano intorno ad un punto
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Angelo nero
cruento
ebbro di sangue.
Ribelle
servo di lucifero.
Nutrito
da sofferenza
di anime spoglie,
private della loro essenza.
Angelo nero
conservatore,
del maleficio
del dolore.
Cupa
si mostra
la sua
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Anche quest'anno è arrivato...
Anno bisestile, silenzioso e pazientoso.
Giornata assolata su tutta l'Italia.
Tragica notizia dalla Svizzera arriva!
Tristezza, che angustia troppe persone.
Si, in tanti disapprovano, o morte
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3391 al n° 3420.
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