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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’896Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Oggi non piove più, l'aria è serena.
Torna la vita dentro ai miei pensieri
e sole, e cielo, e prati da sfiorare.
Come se nulla mai fosse successo.
Come se il mondo non sapesse di te,
di tutto quello che non sarà
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se solo avessi saputo
che la terra avrebbe ceduto
sotto i nostri passi ignari
mi sarei armata di ali giganti
ti avrei avvolto in lenzuola di sogni
ti avrei condotto lontano
al riparo
nel nido di un'aquila sovrana
ti avrei donato il sorriso
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 | la notte è una falce nera
senza luna né stelle
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stride l'asfalto
viscido serpente
sparpagliando cocci
lamiere
vetri
frantumi
di vita
sorrisi, giorni
sogni nuvole amori...
la musica s'è fermata
insieme al tuo
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 | L’odore della morte
copre ogni cosa,
scivola lenta la pietra circolare
che sigillava il mio sepolcro
tremo nel mio pianto
il corpo avvolto
in un sudario insanguinato,
mille folgori squarciano il cielo
rendendo vita anche ai miei
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| Morte, sorella mia
aspetta ancora un poco,
ma non per me.
Anche se già ti sento cara amica,
c'è ancora della linfa nel mio tronco,
e so che tu hai rispetto sacro della vita.
Morte e vita al fin siete
legate da un eterno
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...non rimarranno che deserti
fatti di zolle rosse
dei prati acerbi dove pascolano i bimbi
di quel Dio
che ruba i gigli per sè stesso
non riesco a immaginare gli occhi
mentre sbriciola concime sulla carne verde
sordo agli urli
di madri
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Amo la mia torre
alta
sulla rupe del silenzio.
E li che sto
e guardo scendere la neve.
E li che vado
ed inseguo le mie ali
che si dirigono dove l'anima vuole.
Vesto di nero
come il buio
che c'è nel mio cuore.
Coloro di
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 | Ciao,
queste lacrime,
che nel cuore nascono,
vivono sulle ciglia
e sulle labbra muoiono,
amare rigano il volto
ora che Ti saluto.
Ciao,
amico, padre saggio anziano
mi lasci, ci lasci,
restiamo un poco più soli
un poco più tristi
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Sto tornando verso casa,
avevo lasciato la porta aperta
e da qui
sentivo una parte di me
che piangeva.
Un giorno sono uscito
e mi son diretto
verso la prima luce che ho visto
ma non so
dove mi abbia portato.
Sono passate tante nuvole
sulla
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Mia cara è tempo
di rispondere alla domanda tua
se poi verrà la morte.
Minuziosa in opposizione:
eresia squisita sulla terra,
compagna di gioventù, al rischio
del vero tra i filari della vigna
e quella certa grazia
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 | E' un filo che mi tiene su.
Oscillo ma non cado,
sono un equilibrista che non va giù.
Di notte chiamo le mie compagne
ed è bello guardare in basso.
Di notte apro il mio cuore
ma chissà
se qualcuno apre il suo
per
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 | è un animale a rischio d'estinzione.
Un esemplare raro d'una specie
che ormai non trova spazio in questo mondo.
Una creatura che dominava il freddo
ora s'accascia stanco e sofferente
ad implorare la fine delle pene.
Ha gli occhi
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| Immagini il mio volto
ascoltami
Sono Arlecchino
nel circo <mai ammaestrato>
ho...
le scarpe strane
colore rosso sul naso
Maschera a coprire
sorriso di menzogna quotidiana
mi beffo di voi ...
volevi il bravo ragazzo
volevi farmi
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Scrolla le ali,
anima mia,
polveri colorate
sapranno scintillare
come stelle di un firmamento
diverso.
Volando su distese limpide
sabbia scura
sotto di me,
l'altra faccia che conoscevo
ma non capivo.
Lei sa quanto ho amato
quanto il mio
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Scricchiolano i legni sotto il tuo passo,
i cristalli tintinnano,
guizzo di luce, tocco leggero.
Sei pura coscienza che cammina fra le tende del tempo,
presenza costante,
impalpabile istante.
Chi sei, perché sei rimasto?
Fiero figlio di
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Sarai tu la mia Valchiria
nelle lande desolate
nelle valli alluvionate
tra le rupi sempre bianche.
Sarai tu il mio trasporto col vestito della guerra
con lo sguardo sempre fiero
del guerriero che ha vissuto la sua ultima battaglia
Sarai tu la
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L'ultimo ceppo di gloria,
si confonde con i cuori
zeppi di sangue, di Madri
perdute nel dolore
di una consapevole rinuncia
all'ultimo
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CLIC.
Pure la notte mi è nemica.
Guardo sempre dritto
il chiarore non arriva mai...
puzzo di sangue marcio
vedo ombre in ogni buco.
Nere.
Sembrano muoversi intatte, di me.
Sono un soldato
uno qualunque.
Anonimo come il mio fucile
inerte
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 | seduta sul letto
guardavi fuori
scivolando dolcemente
nell'oblio della morfina
con lenzuola candide
disegnavi
al di fuori delle mura d'ospedale
- la follia della mancanza -
poiché le tue braccia di madre
s'asciugavano deboli
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| EnzoL |
19/02/2012 15:12 | 2154 |
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La porta dell'oscurità
si apre piano,
un solo spiraglio
fa passare la luce.
Una chiave oscilla
da un cordone
legato all'anima;
mentre il serpente scende
nelle regioni ignote.
Oh Madre, dammi il coraggio
di avventurarmi oltre.
Di
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 | Una solida e magica armatura
senza debolezze o paura
in quei modi che disponi
ormai fuori mano tra occhi marroni
parole, incanto e odi
nella tua cultura rannodi
restavo e m’attardavo sotto casa
nella mia adolescenza curiosa
nell’arresto della
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respiri neri
oltre il mio viaggio
fra i lamenti
E' il volo della rondine in un cielo di carne,
la sete di scorpione nel deserto di cenere
che tu volevi, Anubis, dio di una morte lieve
che ci fa tremare il cuore fino al mattino.
E' una notte
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Da troppo osservo
immagini di forme e linee
che da mai
disegnano il mio stile.
Disprezzo quel che vedo
solo difetti tormentano la testa
niente più consola
solo argini di sgomento.
Non sostengo questo corpo
non lo voglio per l'eterno
lo
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| morena |
18/02/2012 11:56 | 1785 |
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Leggenda era il buio
Quando mio padre da lui mi tolse
E graffi e ferite e tumori e massacri
S’ammutolirono al negro fiume in assalto
Dentro me.
Ancora i baci, le carezze ispide di pater
E l’aroma speziato d’africa nel petto
E la magrezza e il
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Aspetterò che il verde si strappi
appoggiata con la schiena al tuo tronco
mi distenderò poi sui caldi velluti
dopo i "m'ama o non m'ama" del vento.
Ti rivedrò chiudendomi nel sogno
dove ancora mi prenderai per
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 | Largo è quel viale
lungo e tira dritto e gli alberi ai lati
coi fusti all'attenti
la folla che si muove col viso afflitto
è festa triste per l'ultimo degli eventi
dolce quel canto
che mi accompagna
discorda col nero di giacche
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| Cominciammo dai fiori
e quindi fragili in un lampo.
Risposero al vento i tuoi capelli
la volta che io rimasi senza parole.
Quanta sete aveva l'acqua
sete delle tue dita che ne indicarono il corso.
Slacciammo le scarpe ai sensi di colpa
e sentivamo
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 | Ho paura di morire...
e non parlo della morte naturale
è lo spegnersi dei sensi che mi angoscia
il sentirmi risucchiare piano piano
tra le viscere di un vivere mondano
che mi plagia
mi trascina
obbligandomi allo stesso movimento
su
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 | Ho strappato
con forza
sfibrando
le sue braccia
in urla di cancrena
e mentre sangue curioso
ancora sfrigola cremolando
sui tombini bollenti del meriggio
- preparo la mia punizione -
Con la stessa forza
spingerò veemente la morte
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| EnzoL |
14/02/2012 19:07 | 2295 |
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Soffia il tormento della delusione
Grida in silenzio la disperazione
Lavami forte bagnami ancora
Trent’anni svuotatosi in meno di un’ora
Non sarò mai rassegnato abbastanza
Per un destino che non ha creanza
Non potrò mai più
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I giorni del successo
t'avevano consegnata
nelle braccia d'una favola
tra luci accecanti e applausi e sorrisi
solo per te
ma tu, incapace di amarti
sprofondavi sempre più
in quel pozzo senza fine
prigioniera
della tua scintillante
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3451 al n° 3480.
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