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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Siamo tornati sulla soglia antica.
Non ci attende che la morte
-amica o nemica?-
Alito gelido tra nere ali di pipistrello
sul viso solcato dal dubbio.
E il corpo tremante abbracciato alla sua ombra.
Freddo riflesso d'uno specchio in
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a te mia diletta affido
il corpo mio morente,
quando la tua agonia senti vicino
dove il cuore sente forte il respiro
quando tu morrai farò che si avveri
l'ultimo tuo desiderio
solleverò il tuo corpo giacente
ti porterò su
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Il mio frastuono,
nel tuo silenzio,
riempie questa
notte infrangendo
antiche gioie
evanescenti
nella cupezza
di bianche risa
oscurate dal
nero rifiuto
ch'implacabile,
tronfio, m'opponi.
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Come fu quel tempo di quando
era onore la sfida
Come fu quel tempo di quando
era consueto il canto
Oh canta trovatore canta
di destrieri di scudi
e del guado al feudo
d'un vento lontano
e di come vestigia
fino ad oggi ne
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| hy ju |
09/05/2011 15:11 | 2091 |
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Donna vestita di nero
se tu fossi un numero saresti uno zero
senza volto e somiglianza
a nessuno doni speranza
donna vestita di nero
se esiste il falso tu sei il vero
chi ti cerca in preda alla disperazione
giura di averti visto con ali da
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Sento suonare la mia fender
e le mie mani son qui ferme
e le mie mani son qui ferme.
Sento gli indiani d'America
danzare nel mio forte silenzio
questo mio forte silenzio.
Oggi che sono solo un giorno
senza data e senza uscita
vorrei incontrarti
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Quando volgo accecato
lontano gli occhi dal buio
su lastre vergini di luce
ma candide, così curiosamente
tinte d'innocenza;
Quando in risposta ad ombre
parti d'ebbre sensazioni
stringo urla nelle distanze
di gabbie d'ebano.
Solchi
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sullo schermo della vita
un nebuloso amore
scorre senza parole...
occhi aguzzi
cercano il sogno che non trovano
...d i s s o l v e n z a...
nel silenzio
s'ode il rumore del pensiero
che
indossato l'abito del ricordo
apre una parentesi nel
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Ahimè, Tiranno!
Ei visse esule... Morì.
Piange lo scranno.
Europa, ridi!
Si schiude la sua Tomba:
d'Elena i lidi.
Lo vuoi cantare?
Piangere la sua fine?...
No! No! Obliare!
Giacque. Perduto!
Si perse.
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 | Dinnanzi al focolare dei ricordi
si abbandonerà
chi avrà perso ogni forza di vita,
così come,
sull'uscio dell'oblio,
si lascerà cadere
chi è rassegnato alla fine.
Silenziosamente
scomparirai nel sole
come il
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| Non riesco a piangere
non riesco ad uscire
ho voglia di non essere
solo voglia di morire.
Se le lacrime potessero
alleviare questo male
se le lacrime scendessero
se le lacrime nel mare
svuotassero il dolore
il dolore che ho dentro
questo forte
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| Un ciuffo di capelli sale e pepe
ribelle come sempre
sfugge dal telo teso sull'asfalto
per una volta a posto del cartone.
Povera amica mia sconosciuta
ora riposi sopra quella strada
che hai eletto a vita
battuta e ribattuta senza
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| non far domande lascia stare
non è tempo di tergiversare
mi dispiace tu debba andare
a cosa stai pensando?
non ci si abitua al dolore
restami accanto
te lo dirò io quando potrai morire
mostrami il cuore
l'anima è già
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Noi che andiamo
morti del domani
e solo ieri
non eravamo
parole intrise di polvere
ci tocca il sognare
l'amore, vivere
e il dolore
in autunno cadono le foglie
ieri eran verdi
nasceranno domani
più forti...
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E morte
atrocemente non si piegherà più
col suo dominio spurio
sopra i tuoi occhi chiusi
è entrata dalle fessure aperte nelle tue ossa
che le hanno ceduto
ne è uscita con un respiro assoluto
dall'immobilità
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L'imago della morte ho trovato
nel ceruleo volto di un trapassato,
nel tonfo sordo di un albero enervato,
nel volo di un gabbiano fiaccato.
L'effluvio della morte ho respirato
nella vacuità dell'animo inabitato,
nello sguardo di un
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 | Scrivo a te che muori
soffrendo la vita
quel poco di vita
ogni giorno
cercando del pane
e non dolci tramonti
Scrivo a te che muori
con un filo d'inchiostro
quel poco d' inchiostro
rimasto
che parla a un intorno
che
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| Perché mi fermi
e non mi lasci andare
oltre quel segno
che non vuoi ch'io passi.
Molto ho camminato
in lunghi giorni che non meritano
lo sforzo del rimpianto
nè mi è stato facile
lo scegliere la via
per giunger sino a
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Schiava del caos
fuggo sulla rocca
a strapiombo sul mare
mi sostengo alla cinta
prendendo di mira
il passato.
Qui oggi, non ci sono
castelli da abitare
né trecce da buttare.
Offertosi il bothros
unica ospitalità
m'immergo
nel
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 | Petali sulle labbra
un lenzuolo di bruma
il mio letto di muschio
e tu
madre mia.
Le tue braccia di terra
culleranno il mio sonno
licheni sulle mie guance
che hanno pianto.
Dopo il tramonto
consola le mie membra
fa che una stella dia la sua
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Esile forma
immacolata pura
dai tanti anni mondata
Lievi moti
di candidi veli
sospettosi silenziosi
attendono
Il respiro muta le sue note
si fa cera lo sguardo
di ghiaccio il battito
E' tempo d'un fiore
or che il giorno muore
e nasce
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E all'improvviso tu;
come
sole accecante,
luna splendente,
mare tremante,
terra invitante,
orizzonte di vita,
spazio illimitato,
cielo stellato:
e all'improvviso tu;
come
il limitare della strada,
finisce in un bosco
mi porti per
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 | Non riconosco più il mio nome
Vi prego Non chiamatemi
Son sorda ad un sentire
Che al cuore sembra bussare
Ma che continuamente
Par voglia fermare il passo
Aprendosi a quel mare
In cui vigliacco
Vorrebbe forse disperdersi
E senza serbar
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 | Ora che al dì
gli occhi hai chiuso
stanno, del tuo creare
abbandonati semi.
Qual sole ancora
darà tua luce
per riscaldarli?
Ora non più
si tornerà nel grembo
di quel tuo nido
che tu riunivi,
per render assente
la solitudine.
Restano
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| Ho segni di catene
tatuati sulla pelle,
un cielo di cartone
dove a volte conto stelle.
Ho un cesso tutto mio,
un letto rumoroso,
ho inventato un Dio
e riesco ad esserne geloso.
Mi ammazzeranno oggi,
è pronta già la sala...
gli
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| Siedi solenne, come statua di pietra
fisso è lo sguardo, assente nel vuoto,
il cuor sussulta e il passo arretra,
ti desti stringendo quell'ultima foto.
Ammiri la morte vestita di candido marmo,
compagna di color da te ormai lontani.
Una
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| Strage di corvi neri
al passo delle lumache
e passioni disdicevoli
sino alla fontana della vipera.
La morte ha una gonna stretta
la gonna stretta
e sogghigna alquanto
al passo delle lumache.
Io le offrii da bere
al passo delle lumache
io
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| Ombre vere, facce oscure,
notti di tenebre... è terrore.
Incubi freddi, grandi paure,
correre veloce per non morire.
Ulula il vento, sussurra:
Ti voglio...
Batte il cuore, rallenta,
ora non lo sento più...
Silenzio...
È
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| Sangue crudele
scorre sulle tue nocche,
i tuoi polsi tremanti
stringono con forza
il segno crudele
del tuo atto.
Rosso, rosso scivola
sul pavimento fa capolino
una tenera goccia di sangue,
mentre i miei occhi vitrei
fissano il vuoto.
Non
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| Avete vissuto,
riso,
pianto,
sofferto,
e ora ci guardate
da una foto sbiadita
su una lapide.
Ma dove è andata
la vostra anima
lasciando
le vostre ceneri
rinchiuse in
funeree urne
vegliate da marmorei angeli
e ombreggiate da
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 | Queste rose parleranno di te
quando i petali
saranno ormai secchi
e il tuo tallieur
sarà rivestito di cenere,
quando il profumo sparirà
e delle rose rimarranno
solo le tracce dei ricordi
come una notte tempestosa,
il cui mattino
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3931 al n° 3960.
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