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Le 5114 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Ho paura di morire,
paura di morire
in una splendida giornata di sole
e non sentire il piacere
di mettermi all'ombra.
Ho paura di morire,
paura di morire
di mattina presto
e non veder come passerò
del giorno il resto.
Ho paura di
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Me ne chiederai conto,
o Signore...
quegli occhi
d'uccellino curioso,
quel ciangottare
che niente diceva
e tutto raccontava,
profumato di talco
d'incredibile meraviglia
per un mondo da scoprire
che pure doveva esser buono,
se v'eri
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Speranze, mal riposte,
in un futuro che non esiste!
Sogni infranti,
come i vetri dopo un
terremoto,
la nera signora avanza
e distrugge
ogni residuo
di illusione!
Ma si che prego
nel mio buio,
la morte,
che solleva ogni pena,
e mi porta via
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Da qui vedo gli aerei
rincorrere albe e tramonti
Hanno le ali aperte alle nubi
e sospesi in aria
si sollevano da terra
Da qui penso che tu sei lì
in viaggio verso il Padre
Da qui verso lagrime
che hanno sapore di calcinacci
quella
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Guardo le loro bare chiare
accostate agli scuri filari di alberi
cui, nell'estate, più non chiederanno ombra.
Il silenzio è rotto dai gemiti
del pianto di ostinate madri che chiamano
figli che non risponderanno.
Refoli di vento
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Un boato e un frastuono
nella notte riecheggiano nell'aria
e vagano in un assordante rombo.
Deflagrano come bellici ordigni.
E' il sisma. E' il dramma.
Rapide scosse si susseguono
in un crescendo di sussulti
e di ondulazioni che
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 | Cada día
me acuerdo
de ti papá
Soltanto tu
mi ha fatto
sentire amata
Da bimba prima
da donna poi
ogni volta
il tuo sguardo
cadeva su di me
vedevo l'amore
nei tuoi occhi
E ora in questo
triste Gennaio
i tuoi occhi
si sono
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| Ad un passo dalla morte
Improvviso lentamente
morte della carne e del cuore
Anima che vola...
Dal verde della speranza nasce una luce
porta calore al mondo evanescente.
Lentamente inesorabilmente
il respiro s'invola
lunghe scie di
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| La ferita da te
infertomi, sanguina
come un fiume
in piena;
non v'è più
alcuna speme
che un dì
ci si possa
ritrovar insieme.
Tu! carne della
mia carne
ed ossa delle
mie ossa,
m'hai infranto
il cuore
che mai
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| Ricordo ancora
quando battevi le mani
felice di essere felice
Tutto intanto correva
e come se correva
Ricordo la tua stanza
ancora piena della tua essenza
di donna di bambina
di un gioco ormai diventato vita
Ricordo la tua entrata
sempre
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| Tu sei
Tutta la mia pena e Il mio nulla.
Il mio tempo e La mia gioia.
Il tuo viso
è una maschera di pietra senza espressione.
Pallido.
Le orbite di stelle
immobili e buie.
La tua statua cadde gocciolando
Lunghi giorni
cose e
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 | Come vorrei vedere ancora quel sorriso
appoggiarsi sulle tue labbra.
Amore mio, conoscerai all'alba le
nuvole del cuore di mamma
tuffarsi nel tuo dolore, in quel vortice di nebbia,
fuggevole degli anni tuoi migliori,
che spazzano la tormenta
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| Su fili d'esistere
sottili e contorti,
nell'opaca e umana commedia,
come ombra di cristalli,
s'adagia in attesa
l'argentea falce brandendo.
L'ultimo affanno
ormai è incipiente.
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I corvi che si appoggiano
sugli alberi d'inverno
le musiche che cantano
rimbomban nell'interno.
Le favole raccontano
dei cappi dall'inferno
che salgono, si snodano
e brucian nell'eterno.
Lucidi, i rami nudi
ghiacciati dal tepore,
pensieri
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| Fuori |
29/03/2009 20:29| 1259 |
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A nulla serve ormai,
ridir le proprie pene,
che a chi è senza speme
giovar non può un pianto.
Ma a chi contar m'è vanto
si gran dolor nel canto,
in questa sterile natura
avversa, che il destino
m'ha posto accanto!
Oh morte,
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Lanciato nel vuoto della vita
correnti furibonde mi portano lontano coi pensieri.
L'insistente battere delle mani
non riesce a farmi prendere quota.
Discendo rapido tra nuvole di oscuri pensieri.
Il cielo rosso sangue sembra prendere
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Non vedo più il tuo sorriso
oh Nella ed io
agogno il tuo bel viso,
ma se d'aria è fatto l'Eliso,
io sento ancor la tua candida
mano sfiormi nella passional carezza
che ti fece mia.
E se fossi Io già al di là
di
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Una foglia che annega in un mare,
dalle cupe esistenze passate.
Un corpo che si accinge a tremare,
delle labbra dal terrore gelate...
Il silenzio di un'onda che avanza,
uno scoglio, dinnanzi ad essa, s'erge fiero.
E serrando gli occhi, rapito da
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Si stava ammazzando
a sei mani
vinto da elettriche paranoie
ai quattro venti
le tempie smembrate
non cambiano tono
Avviluppate dalle tenebre
accendono lampadine
in cortocircuito
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Di questo devastato paese
regge a testimonianza
qualche scheletro cadente,
di muro spettrale parvenza.
Di tutti coloro
che mi amavano
avverto nell'aria greve
solo mute voci agonizzanti.
Copiose spade per tanti
nel cuore mi
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Non morire adesso, stanca nebulosa
di sogni falliti,
non cedere al folle pianto di una tomba
adornata di vani misteri.
Forse ora e per un banale istante
conosco il tuo sguardo,
tenera Andromeda,
e nessuno poserà un fiore per
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Scivolerò nel buio;
in uno strappo,
intimo lacerar
di vesti consunte
traslerò
verso La Luce,
calda presenza d'amor
che non giudica,
e verrà la domanda:
ne è valsa la pena,
anima libera
e mai separata?
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 | Il viso segnato
Ricordo sfuocato
Calma e dolcezza
Eterna tenerezza
Dolore lacerante
Si sente in un istante
Sofferenze continue
Quando invano si cerca
Ciò che natura a se ha ripreso
Lasciando la vita in sospeso
Di chi tanto aveva amato
E
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Ogni volta che la morte
aveva varcato la soglia
ogni volta la notte
ti abbracciavo
e facevamo l'amore
Poi quando i sensi
erano placati
dormivo abbracciata
a te fino all'alba.
Cosí scacciavamo
la morte noi
E adesso
in quest'ora
chi
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 | E intanto io sto morendo.
Nascondo il mio viso
mentre piango
e stringo forte tra le mani
quell'ultimo esile filo
di speranza
che in me indugia.
Accoglimi Padre
tra le tue pietose braccia
non lasciar scivolare
ancora quest'anima
nel fango
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| nell'abbraccio
mucchietti d'ossa traforano i polmoni
lance scagliate a strozzare il respiro
e tu che dormi - la fronte è distesa
hai scollato una goccia dagli occhi
si sventra cadendo senza rumore
vuote - le mani
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| Zima |
14/03/2009 01:43 | 4158 |
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| Pioveva
quel mattino
ed un livido vento
ti gonfiava i capelli;
nella mente,
muti passi
s'allontanavano
nel silenzio.
Un tumulto
uno strepito
del cuore:
scese la notte
nei tuoi occhi
su quel prato.
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| Sopra il livido e tremulo orizzonte
scorre il brivido della prima sera
e il cuore, abbandonata la chimera,
naviga a vista con il sole in fronte.
S'alza impietosa e fredda la bufera
e in mezzo alle onde sbatte e si dimena
il cuore in cerca di
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| Il tuo ricordo ti sopravvivrà...
Espressione
più bonariamente
dura
e corrucciata non ricordo
nella mente
mia che il guardo
tuo sveglio
e caloroso
poteva produrre.
Come poterti cantare
ad orgoglio
o nobile cuore?
Come potere
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| Fiori di cera,
Bianchi e soavi,
Colonne di pietra,
Glaciali e lievi.
Sento vieti i fantasmi a voi uniti,
Sento la vostra grazia,
Abbagliare l'inane dei temuti.
Fiori di cera,
Bianchi e soavi,
Colonne di pietra,
Glaciali e
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 | Stava lì per terra,
senza fiatare,
occhi che piangono perché vedono il male.
Il male che c'è
in un mondo imperfetto
che niente può fare
contro un destino abbietto.
Seduto in un angolo,
vedeva la morte,
che
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5114 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4741 al n° 4770.
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