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Le 5927 poesie in esclusiva dell'argomento "Spirituali"
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Scintilla,
è innesco e straordinaria lucentezza
consuetudine,
cicli vitali e illuminata giustizia di tutte le cose
grandezza,
dimensione che non ha dimensione e contiene ogni dimensione.
È voce antica
Che sussurra a tutti coloro
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 | Impreco contro il cielo
Non è bestemmia
ma supplica
Come un cieco
brancolo
nei deserti dell'anima
Avide
le mie mani
tra le sabbie dell'effimero
cercano
il capo di un filo
spezzato
Tremenda arsura
gonfia e spacca
labbra
che
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 | Immensità sfogliata
d'angolo chiaro del creato
di un vivere in un meravigliato tormento
d'onda increspata dal mare
immensità di diamanti
di un grande buio
fermo alla luce di una candela
che illumina il cuore,
ogni goccia
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| Oltre il taglio
delle vette immacolate
siede là il mio pensiero
sulle ali luminose del futuro.
Con l'anima in mano
ed il vento come frusta
mi affianco al Creatore,
al suo Spirito che rapisce.
Senza il peso della terra,
colmo di una
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| Eccelsa serenità
in un giorno che acclama il Signore
ovunque s’estende la pace
bussa alla porta
di chi da tempo ne brama
s’apre il salotto del cuore
ribolle la fiamma dell’amore
desiderio immane
annulla difficoltà
pur di
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 | *
Nel palmo schiuso - come caduca foglia morta
spirando di volute lente senza vento
al cielo
la sua ultima preghiera
sopra i sassi
cercami
nutrendo i sensi dell'aroma rugginoso d'ogni giorno
prima che il tempo scada
prima, molto prima
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| Violata da bambina
non sono più cresciuta
avevo dentro un grido di Vendetta
-o forse un verde riverbero-
Così non solo sulla croce
ti amo
Ti pettino, ti vesto
ti dò la pappa
e quando dormo ti stringo al cuore
non
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| Angelo,
di elfico aspetto,
che lacrimose note
canti,
che stringendo
tra le tue braccia,
come spire ardenti
di infinita grazia,
quel corpo morente
accompagni
verso altri lidi,
sussurra
dolci note
si che
spirando,
dolce anima,
salpi,
con
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| Dove perdermi
se non in te
nascosto nascondiglio
richiudendomi
come un riccio nelle sue paure
Varcando mille porte
nulla oltrepassai
Immaginando giorni
e nuove speranze
ho dimenticato di vivere
Ma sono ancora qui davanti a te
che mai lasciasti
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Macabre luci rischiarono
le ombre della mia sera
a dettar pensieri angusti
al mio animo
prigioniero della triste
notte
Dell'angusta via senza arresa
che fece del mio patir
il patir della sua Carne,
dei miei giorni una
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S’appoggia sulle dita
la penna e la sua scia
come fantasma vaga
e trascina nella terra
un pensiero e un’anima.
Non volevo scrivere
ma sul foglio scivola e macchia
creando ombre e suoni
di mondi a me discosti.
Passa dall’inchiostro
un pensiero
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S’io m’accascio pentito al tuo grido,
all’affanno di livide piaghe,
se mi volgo piangente alle vaghe
faci spente dell’ultimo duol;
s’io declamo dal core una prece
alle vene trafitte dai ferri,
se mi prostro tra’i tremuli sgherri
in sul calle del
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Posso indicarti
La porta di un sogno,
non è concesso
che la varchi al tuo posto.
Posso accennarti
Appena all’orecchio,
non è permesso
che ti parli più forte.
Quando sarà rugiada
A sfiorarti la pelle
Saprai
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Il mio Jin
È compassione
Misericordia
Verso le forme di vita
Indifese.
Il mio Jin
È la ricerca dei sorrisi
Specialmente nei bambini,
è l’orecchio che ascolta con attenzione
è non sta lì a sentire
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 | Ho udito un canto, lieve,
oggi, tra profumi di rose,
e margherite.
Dolce, dolce era il suono,
e mattutino.
Una donna,
una donna,
è giunta,
a rallegrarci.
Fate festa,
gioite,
perché
io sono l'Amore.
Con dolcezza,
allora,
ho
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Sospeso come sospesa è una parola
lasciata lì a completare una frase
È oggi il mio cuore come una viola
sospinto da un lieve vento sopra le case
Di un amore senza fine ne trascrivo le note
a celebrare un sole ancora caldo che
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Sono in mezzo a due verità
Nella solitudine nulla ti è chiesto
ma non puoi dividere i dolori
Nel convivere
metà della felicità non è tua
*
Ricercherò la perla preziosa
nascosta nel mio tempo
illudendomi
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Come cucciolo
di lupo
alla roccia più alta
elevo l'anima
come fiutassi
lo Spirito
Sono così,
mentre cerco il vento
tocco la terra
Ogni muscolo freme
mentre afferra
la Verità:
profumo
La vita è aroma
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Fiorisce al cielo il campanile
sopra la nube dorata delle foglie
porta in alto le preghiere
dagli Angeli musici precedute.
Di sotto i bronzi nelle nicchie
tiene i quadranti con le ore
ed ai lati decorazioni aggraziate
premio e segno di opere
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Il gradino è dinanzi a me
il bordo sfida le mani
e invita il piede
ma vi pongo il viso
Non voglio rimirare la vetta a cui poggia
voglio perdermi
nelle schegge del legno consunto
aspirarne l'odore di pino
e credere
che
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**
Pareti sgretolate
colonne in finto marmo
brandelli di vecchie pitture
nicchie timorose e nascoste
candelabri spaiati
Tracce di tempi migliori
tra gli acuminati pruni
dei ricordi
in laconiche scritte
latine
rimaste a metà.
La
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*
non perderò
se vincerai insegnandomi la strada
la mèta non è qui
ma qui mi perdo
stammi
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 | La mia sicura e affezionata campana di vetro
è lì salda che mi aspetta,
la considero volgendomi indietro.
Salutandola ho flash nella mente,
mille sorrisi, frammenti piangenti,
indimenticabili, commoventi,
brandelli, di una storia,
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 | Ti ho negato
e deriso nel tempo
dell’uomo
Ho camminato lungo
lande desolate
di dolore
senza tenderti
la mano
E volutamente
ho intrapreso la strada
della ragione quando
la coscienza
ho acquietato senza
che io ne ascoltassi
la
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 | Vidi te,
salir sul monte dell’ormai certo,
col peso sulle spalle trascinavi su quel legno
già unto del tuo sangue.
Spine fitte e rovi penetrando la tua carne,
lavarono la “vergogna” del nostro peccato.
Strada di sole battente, gremita di popolo che
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| Ai piedi,
sto come lanterna
ai margini d'un tetto
fioca nella notte
-eppure vibra-
La vetta bacia l'annuncio dell'Universo
sprona le stelle
a fuggire verso
la Luce
Fra me e la cima
nuvole rabbiose
quasi affamate
e strappi
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| Te lodiamo, Signor d’Israëllo,
Te preghiamo, Signore di Sionne,
questi incensi ti portan le donne,
quest’offerte sui nobili altar.
Te lodiamo, Speranza de’ vivi,
Te preghiamo, Giustizia de’ morti,
come Cristo saranno risorti
i bei spirti che
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| Ho nascosto la testa
nei tuoi seni,
-vi cerco un riposo-
sembra quasi un frutto succoso
da trovare fra le pieghe della tua veste
mentre ti guardo
il volto
Hai gli occhi arrossati dal pianto
-non solo dolore-
quella fossetta mi dice
che
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| Morire è un po' vivere nel silenzio
sulle zolle infiorate
nei parcheggi della vita mutata.
Solo in sogno il paragone graffia
dove slavine di pellicole
s'incorrono confuse
per un film da oscar.
Non più volti ne piogge
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Ti vedo Signore
in ogni fratello
che sfida il mare in tempesta
per sfuggire alla guerra.
in ogni sfortunato
che bussa alla porta
cercando una speranza.
Ti vedo
dietro una mano
protesa a chiedere
aiuto e conforto,
nel pianto di un
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Le braccia ho poste
lungo la costa
del fianco,
lambite dal desiderio
umide di pianto.
Abbracciami, Dio
-come spuma di marosi-
violento sia
il Tuo arrivo
S'infranga ogni singolo frammento
della pietra che sono
s'annidi nelle dune
il Tuo
leggi

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5927 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3991 al n° 4020.
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