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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 69944 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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La vita è un politicare
di sogni
s’insegue come
l’onda marina all’orizzonte
lontano che si vuol prendere
per mano .
Mente calore assapora
l’orma, luce del cuor
animato dal bocciolo
di rosa, nutrisce
universale vivere insieme.
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Rimarrà nei miei ricordi
il tuo silenzio.
Eredità
di un passato vissuto
all’insegna dell’amore.
Prima che il tramonto
oscurasse di malinconia
i tuoi splendidi occhi.
Il tuo sorriso triste
rimarrà nei miei ricordi
anche se sei
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Ho schegge di luce
scintille d’arcobaleno
a scrollare lacrime
da giorni di pioggia spenta.
Sei quel respiro caldo
che sorge dentro un sorriso
capovolto
tra
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C’erano occhi in quelle notti
a lato delle linee dei non sogni, bianco d’ombre
e di istanze da strepiti di camole, uniforme
cava eco e sedimento d’un controlume dei cieli.
E come crepita l’uscio del( mio) cuore, a ritroso
ora, su quel mentre che
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Lia |
21/10/2017 20:58 | 912 |
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Ci saranno pochi giorni
per guardare la luna
e chiederle ancora
la luce prima dei mattini
Nei campi sarà inverno
e una leggera nebbia
avvolgerà le croci
intrecciate all’edera nera
Attenderemo la luce
quasi fosse una liberazione
per il tempo
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Profumo di prato
inebria sogni,
è meravigliosa sensazione
quando il mattino mi sveglia,
soave carezza
penetra sguardo innamorato,
magica poesia
ammalia desideri
nella culla dell’anima.
Dissetano labbra gocce d’amore
alla luce di stella che
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 | Mi manca il freddo tra le dita,
il sublime preludio
che si scinde al tocco caldo
della tua pelle.
Quella luce d’ambra
che sfrontata s’insinua tra le nubi
increspate
nei solitari temporali
d’inverno.
Mi manca il vento, catturato
nei
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| Se ami e riamato sei dalla persona amata
v’è un amore di ritorno che alle varie
pene tue dà conforto forte e le cancella
qual gelo scioglie forte il sol splendente
ma se poi ami e d’amor non v’è dall’amata
alcun ritorno s’aggravan forte le tue pene
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Se cerchi la felicità ... ascolta!
Ascolta
la carezza del giorno sulla pelle
il bacio del sole sul tuo viso
e l’amore
che ti dona
la pioggia tra le ciglia.
Ascolta quel chiacchierio di foglie
che danzano nel vento
e quel profumo di
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Soffia sempre il vento sulla piana
e noi ...
lasciamo sempre l’ombra a terra
d’un essere che si staglia al sole
partorendo brividi d’oscurità
mentre gridano al vento
simulacri di narcisismo.
Non siamo giullari
anche se ne vestiamo i panni.
Chi
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Opera in melanconia, nel volgere a sera,
il lavorio delle mancanze,
dell’imprimere di sè ogni tramonto.
E’ costanza cadenzata del respiro
ampio di ogni firmamento
e degli occhi che l’esplorano
oppure di tracce ed intrecci
disegnati nel palmo di
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Dedicami il sapere del cippo antico
dello scritto in versi su tegole cotte,
lasciami un ricordo di quando eri
regina e ti maritasti con Caio.
Srotola la pergamena essiccata
scritta con penna d’oca, di quell’amore
che vi hai intinto e leggi sullo
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Eco la séra:
mi sbrissio nel leto,
tiro su ‘l ninsol,
me rugolo e spèto
de catàrme con la oja
de nar par sentéri
e a la val lassar
i so mile pensieri.
Me fa conpagnia
coel’ultimo grìo
parà su da la strada
’n la ceséta de Dio
e ‘nsieme
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Si dondola
nel vibrato di amache
vuote. Sottili
i pensieri scostano il mondo
per non averlo troppo addosso.
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Servirà appliassi co costanza
si ní canto che nella danza
è certo niuno avrà merito dí posto
nella primma fila cosiddetta,
questa un’é un’opera perfetta
né musical l’è, tutto gliè sol finzione
pecché or la vita, sfuggevole è fra le dita.
Non
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Con costanza rievoco
il tuo ultimo respiro
incompiuta opera è la tua assenza.
Ti inseguo tra i flutti dei sogni
anelo offrirti i meriti
buone semenze hanno dato i frutti.
Dal fusto di quercia
robusti rami
ti onorano padre...
rivolti verso il
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“Amor che a nullo amato amar perdona”
continua a tormentarsi sulla scena
e in piena luce brilla e ci incorona.
Col sole in fronte o con la luna piena
volendo soddisfare alla bisogna
mi porta in su e giù con l’altalena
del cuore che legato alla
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L’avevo colta
in un soffio di terra
a settembre
quando il sole trema
Già verso il tramonto
e promette nuvole
sul bordo delle parole
mai divelte
Profumo di sogni
dismessi a metà
dalle lune in coro
di preghiera d’argento
E una
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Si scioglie il giorno
nel velluto delle labbra
dove ogni parola si spegne
un bacio si espande
a scrivere l’amore.
Nel pensiero
che s’incendia di metafore
vive sulla mia bocca
Tu sei
estatica realtà
tra le rime
di una carnale
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In questo spazio ch’è vita mia
adesso moralmente mi sento solo,
non riesco più a recidere il tempo
da tutto ciò che è il principio d’assoluta vita
e mi perdo nei confini della sua ragione
che disconosco, come entità lussuriosa.
La morale mi rende
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 | Dagli abissi della mente
come magma di un vulcano
si risvegliano ed esplodono
vecchi pensieri addormentati
Nel silenzio della notte,
le tempie battono forte,
assieme ai battiti del cuore
dando un senso d’angoscia
Povera creatura che
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| Dorme ancora la città
qualche luce qua e là
pochi passanti
qualche cliente al bar
perso
tra profumo di caffè...
vago a
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Stringi i denti e ingoia il dolore
domani, rimando a domani l’oggi...
no, se puoi, se puoi cerca di vivere
perché sai,
non si fermano dell’esistere gli orologi...
E adesso?
Posso chiedere di piangere adesso?
Fare quadrato intorno a
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Mi avevi promesso
la morte dei campi
e i germogli del male
appena sbocciati
Sulle radure del cuore
o poco più in là
dove gli alberi secchi
avevano deposto rovine
Quando la prima nebbia
invadeva i mattini
e lo sguardo non vedeva
le solite
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Cerco, non so,
tra gli alberi un colore che sa di sole
un rumore che dà conforto
cerco, non so,
un’emozione per dormire e sognare,
risalgo con lo sguardo nel vetro bagnato,
piange anche lui di sconforto.
Appoggiata al muro muto,
sento le ore
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Spunta il fiore
nell’arida terra
stelo attecchisce
col seme che nasce .
Ora d’Ottobre notte
di luce splende
focolare materno
nasce vita.
Orgoglio e gioia
volto dolorante riposa,
madre e figlio battiti
dei cuori abbracciati
sul
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Cerco l’incastro perfetto
del mobile nell’angolo
nel pensiero che afferro
mentre naviga profondo
nel liquido cerebrale
dove io sprofondo.
Cerco il segmento
del fluido che scorre
tra mille intercapedini
nelle vene il ghiaccio
e grumi di sangue
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’L me par ‘n soldà
a la vecia maniera
coel palo piantà
ne le vigne a spaliéra.
L’è vérdo da i ani,
pién de feri ‘nsercolà
dal tenpo e da i so malàni;
l’è ‘n baluàrdo, l’è stimà.
Par le sigàle a l’istà
l’è ‘l posto pì belo,
dal bacan l’è
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Madre, salvatemi da questi miei dolori.
Non son capace figlio mio, non so sentirli.
Madre, salvatemi da questi terribili tormenti.
Non son capace figlio mio, non li conosco.
Madre, aiutatemi a non soffrir disperazione.
Figlio mio, resta tra le mie
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Nessun raggio di luce
nell’ombra malefica di luna piena.
Vampiro errante nel cuor della notte
che in bianco e nero
avanza tra le tenebre oscure
in cerca di sanguinose avventure...
È qui, lo sento,
planando sul suolo sempre in agguato,
pallido
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aliti in affido
la tua terra
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69944 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 25261 al n° 25290.
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