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Introspezione
Le 46479 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Eri l’alba chiara
d’un mattino di Primavera
rosa vellutata
dalla fresca fragranza.
Dipingevi la tela della vita
con i colori del sorriso
e nel pieno della fioritura
inseguivi bolle di sogni.
Mattone dopo mattone
costruivi il futuro
come
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Silenzi di dolore
come passioni estinte
detriti di gioia alla deriva
si perdono nelle lacrime
solitario
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Reali inconsistenze
come brina che calma e ripara
il tremulo filo del prato
vennero
contro vaghi miraggi e venditori di ottoni lucenti
Ora è il bisogno che spacca dentro
e nulla si vede sul bianco manto
è il bisogno che urla a dar
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Quanti crepuscoli ha la speranza?
La consegno a un sentire spaccato,
tenue di sorrisi e quasi mai sorpreso,
dove la
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sibilano i miei ieri
in una valle dimenticata
dove spira senza tregua
il vento arso dell'oblio
nel silenzio d'una croce
vedo spegnersi i ricordi
che come foglie ormai stanche
svaniscono oltre i giorni
i domani sono vuoti
senza mani ad
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Sarebbe tutto mio
se il sole che allarga
le note del tempo che stringe
l’amore nei palpiti chiusi
sentisse i consigli
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 | La grandine uccide il lieve manto
battendo senza tregua sui tetti rossi
un'imprecazione sfugge alla razionalità
strappando dal letto ogni sogno.
Alchemici metalli ricurvi vibrano
una rosa nera dal malefico miasma
sgorga dal petto il
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| Mi desto in urgenza ed allarme
su stridio come di gabbiano in caccia.
Non ancora varcato il confine del giorno,
é il ricorrente incubo che strepita
e dibatte la tentata sopraffazione
sul reale.
È chiaro,
anche oggi
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| Procedo nel mio deserto
solco a passi d'orgoglio gonfi
stringo forte le mie mani
piene d'un niente.
Vaporosi fantasmi filano
si rincorrono vessati dal vento
in giornate interminabili
ma è illusoria cerca
la felicità
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| Ai poeti appartengono le parole
galanti, tra le tazze d’oro zecchino
della pasticceria del corso,
al momento del
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| Umori di rosso e arancio
di grigi e neri sfumati
nell’indaco della sera
dei cieli tramontati
dove mi perdo
sapendo dove andare
dove posare lo sguardo
il sudore e il silenzio
non sconfitto
che porto sulle spalle
dentro l’orizzonte curvo
e
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| Era bieco lo sguardo del tempo
che ammaliava e rapiva i tuoi gesti
dormire- sognare- levarsi
aveva il sapore un po’
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 | Ti chiederai un domani di un verde sentiero
sussurrato, tremante agli aromi di salvia
poi, mestamente riporrai la trebbiatrice e il grano
tra granai del tempo inesistente.
E ti dirò: guarda, una stella nella camera buia
un fischio la scia un autunno
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| In gola,
come olio profumato
ho costruito parole da scrivere:
un'insaziabile macchina da lettere ad inchiostro invertito.
Ho scambiato la sineddoche per il verso,
la rima per il metro
come ad impilare cose che cose non sono...
Potevo nascere
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Pur finirà questa notte
dilatata all'infinito
nelle recondite pieghe
dell'animo.
Immensi laceri
di ciò
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Come molti anni fa cantava un tale,
mi sento a volte un italiano vero:
c’è il Tirreno, da un lato, che mi chiama,
e dall’altro Adriatico risponde.
E dentro la mia testa quelle onde
d’entrambi i mari fanno gran concerto
che mi porta a cullare, a
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Vado di notte perché il buio è la mia casa
quando l'asfalto sputa fuori i suoi vapori
tossisce affannoso ora che i passi sono tutti spenti
e i lampioni accesi come lumini
- malinconia di qualcosa che è perduto -
Oh spirito che
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 | Gabbiano, i tuoi grandi occhi per dire
dove vanno le promesse delle correnti
Ti seguo al confine liquefatto dei
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Prima che sorga il sole, sgretolare rocce
di pietra, declinare falsi rituali, scovare essenza
in annosi ideali di giorni lontani.
Immergersi in lavacri sacri, perdersi nella
notte dei tempi, passare indisturbati,
risalendo crinali battuti dai
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 | Porto di te con me
l'arcobaleno di sensazioni
che mi girano attorno e mi confondono
Con leggerezza toccano le corde
di
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L'idea di te, non mi perdona.
Io nidifico, tra i rami secchi
dei deserti.
Abito il vento in certe notti,
e la
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 | Finestra sul mondo
buio sul cuore
luna nel lago
alito di vento
corre il cuore impazzito!
Una folata blocca il respiro
capelli fluenti
chioma al vento
cielo azzurro e mare ceruleo
istanti feroci di male oscuro!
Il capo sul braccio
reclina
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Lassù dietro il sole calante
c’è una quercia antica
di sacra progenie fiera
si erge altera
gigante di fronde
è il mio rifugio silente...
spirito del vento
alla sera
muove i suoi possenti rami
a rievocar echi
di voci
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Turan |
12/11/2015 10:16 | 204 |
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Da come passa e non duole mi matura
sarà la cecità forzata anche dei sensi
che per sorbire i tuoi soprusi ha messo casa
una calce fitta e una gettata
di vomito e lacrime edificante
solo limiti, fragilità e pochezza
a me, che
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Vorrei incontrarti
da qui a mille anni
per scambiarci ancora
un saluto,
un cenno del capo
verso l’ultima stella
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Pioggia di specchi
sui capelli e sul tavolo, le unghie spezzate
e i sassi.
- Gridarti... e leccarmi le mani.
Spaccarti... il labbro con un bacio. –
Come i piedi mozzati degli indemoniati,
alle manette i ferri dei lebbrosi, disgraziati
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Diluirsi nel principio del sentire ogni cosa,
sia terrena la coscienza oppure ariosa essenza,
non oso esser io nell'infinito mio tracciare,
abbozzo schemi impuri nel piano dov'è l'origine
cui appartengono variegate anime da esso
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| Pagu |
11/11/2015 21:34 | 1907 |
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Stasera la pendola mi narra
di un tempo che fu.
E fra le ombre
nell'autunno del mio rimpianto
ci sei Tu.
Mi portassero i binari
nella valle di perpetua luce
dove sei adesso.
Basterebbe un abbraccio
a levare il gelo.
Ma non restano che il
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 | Dopo aver percorso
troppo veloce
-due passi di tre-
tra le mie profonde rughe
leggo la verità
ed intravedo nella
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Con lo sguardo chino
dentro me stessa, origlio.
Nulla, strano silenzio.
Aspetto.
Sfilata di nuovi palpiti
in
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46479 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 11731 al n° 11760.
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