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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Alessandro Michi | |
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Febbraio 2026 |
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Le 37766 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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I giorni passano, lenti
mi portano:
fiumi di parole
e punti di domanda.
Il sole mi è assente
mentre la notte
è vagabonda, balla
sull’onda del dolore,
mille mani lontane
sono le stelle, brillano,
ma non mi danno un sorriso,
stendo passi sul
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A lungo ci siam guardati
dopo aver osservato il mare
e sfiorati lambendo l’universo
che riuscivamo ad accarezzare!
Mentre le mani intrecciavano
attimi profumati d’infinito
ascoltando - nel silenzio -
due folli Cuori da legare ...
assetati
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Amami e baciami
come ami e baci
nei tuoi sogni,
se la luna è con te
prendila per mano,
portaci là dove
lo desideri solo
quando i tuoi occhi
sono chiusi, ma vedi
quei verdi prati
sulle onde del mare
ed io che disperato
ti cerco, ti voglio
e tu
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Saranno i tuoi occhi stanotte
a intrecciar trame nella sorte
d’una Donna e un uomo
sinora amanti senza cielo.
Fra canore cicale della luna
e brusio di foglie al vento
candida nell’anima t’avrò vicina
eccitata in passione e sentimento.
Le tue
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In quell’andare di cartapesta
s’affievolisce
l’entità d’involucro prezioso.
Stremato da latitudini frenetiche
perde il
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S’alza una dolce brezza
stamane sulla riva,
con un gabbiano bianco
che aleggia sopra l’onda.
E tu estasiato ammiri
quel lento girotondo,
poi prendi una conchiglia
dove sussurra il mare.
E s’apre a te d’intorno
lo spazio d’infinito,
ove
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Scorre veloce quest’estate
si avvicina l’agostano Ferragosto
si avvicinano le feste di Santu Roccu
sotto l’ombrellone avevamo poco
qualche cruciverba in lontananza
i tetti rotti dalla grandine a Pescara
le macchine bollate da quella
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L’anima mia balla
là fra le stelle cadenti,
si aggrappa ai venti
dell’infinito lontano,
a me la lascia l’amore
quello puro e grande
che scorre nelle tue vene,
e tu con occhi di cielo
e mani di fata
mi fai passeggiare
fra i sogni impossibili.
Si
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È scritta per noi stanotte
tra fogli confusi della sorte
e pur se fosse l’ultima al mondo
le stelle pioveranno in girotondo.
Non riesco quasi a opinar
- fra un po’ - il poter accarezzar
nei confini tangibili d’un sogno
la Donna di cui ho
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Verrò a cercarti
in quell’abbraccio d’un battito.
La consuetudine non è del tempo.
La traccia lasciata
su chilometri di strada
non riduce il delicato equilibrio.
In un bacio vive il respiro
mai spento all’abitudine.
E’ stato l’impossibile
ad
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Non alziamo più gli occhi al cielo
tappeto oscuro illuminato di riferimenti
matematici simboli
in attesa ancora d’essere capiti.
Cerchiamo noi stessi
senza osservare cosa siamo
parte del tutto
scritto nel dettato di Dio
firmato da mille
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Quando l’amore viene proclamato
sopra fogli di carta immacolati,
è spesso amor finito, oppur malato,
che s’accontenta di verbali afflati.
L’amore dall’affetto consacrato
esula da contesti idealizzati,
e vive la sua vita in appartato
ambiente, con
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Brucia d’arsura
piange Madre
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Nella lunga notte, quella:
del dolore che rinasce,
dell’alba che tarda,
dei sogni che si accavallano,
le tue mani, leggere,
profumate dalle mie lacrime
sono una scala
che mi fa salire
nella luce dell’amore,
quello che supera
qualsiasi
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Sconfina la soglia del pensiero
quell’indicibile manciata d’emozione
che solo tu
hai saputo esternare
nel ruolo breve
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la luce- energia
fatta densa
nella materia si oscura
di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?
forse
corpi-
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Ci ha riposto la salita
la vita a volte tetra,
aleatoria l’uscita
con scala in pietra!
Nel mentre una voce
dirimerà ogni
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All’alba e al tramonto
profondo silenzio
mi dà la tua finestra
ed il vuoto è in me
fiori senza l’acqua,
spariti i colori
rimane la rondine
che si prepara al viaggio
passano nuvole di ricordi,
entrano ed escono
dal mio essere freddo,
non
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Ho paura del vento
che riporta l’eco
della mia voce stridula.
Ho paura del tremolio
che proietta la mia ombra
sull’asfalto rovente
dell’estate.
Ho paura della conchiglia
che raccoglie il pianto
sommesso del mare.
Ho paura di bere
il
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Ai tempi lontani di Noè
girava il sole attorno alla terra,
tracciava il letto al Giordano,
al Tigri e all’Eufrate,
ingrossava il Nilo
e aveva la luna al suo fianco,
lui, il sole, era l’amato re,
al tempo di Cristo
nei suoi giri il sole
dettava
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 | Dovevate forgiarvi diversi,
spendere luce sui libri
e più calli alle mani
e schegge di voi sminate.
Non l’ignavia
di chi non suda
di chi
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| Mi piace pensare
che oltre la morte,
ci sia una scala
fatta di nuvole bianche
e che mi porti
in prati di stelle,
dove la luce nasce
negli occhi di chi ho amato
e tanto mi hanno amato
e là, veder sgorgare
ruscelli di ricordi
e in questi
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| in un dove che non sappiamo
dicono c’ è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza
in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l’agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove
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 | Nella penombra astrusa
carpisce aliti d’esoterismo
a vanto di presagire segreti e malìe
la cartomante.
Adopra tonalità
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| Canto l’alba che sorge nei tuoi occhi
e l’aurora che le tue gote adorna
d’una fresca rugiada adamantina,
mentre il sole già riflette il tuo sguardo.
Ed io la tua fragranza respiro
di prati odorosi e verdi vallate,
tra il lieto garrir di rondini
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| Voglio cantare
un canto tutto nuovo,
poi l’alba domani
mi darà parole
che ora non conosco.
Parole che nascono,
negli occhi dell’uomo,
che cercano Dio,
che costruiscono la storia
che daranno gloria
se fra loro si scoprono
dolcemente i versi
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Diventano una figura unica,
occhi labbra bocca parole...
Diventano un’unica sembianza,
quella di una nuvola di opacità e latta
e di plastica bruciata...
E il fiume di fumo dalle pupille mi guarda
come i lupi alla ricerca d’acqua
nei boschi
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Quando viene a mancare
una persona cara sembra
che tempo e luogo
non abbiano più significato
e mi sento come naufrago alla deriva,
mentre tu sei ancor lì dove s’acquattano i pensieri.
Scema l’ultimo raggio alle colline...
chissà qual sorte
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È nell’aria che sento poetare
tra arpeggi di chitarre lontane
pur senza mappa a viaggiar
innanzi orizzonti condivisi col mare.
Se la vedessi le direi "Salpiamo
verso il mondo ove ci apparteniamo!"
ma per farlo avrò bisogno di Lei
inconscio scrigno
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Ritorna il cielo
coi colori dell’estate.
Rosso il tramonto,
e i grilli
cantano al ritorno.
La brezza,
abbraccia l’esilio di parole,
troppo tempo
soffocate dall’inverno,
per troppe ore
sottomesse al gelo
dai brividi
di urla nella
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37766 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 3511 al n° 3540.
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