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Le 37773 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Legami i fianchi
costringimi i polsi
ma con lacci invisibili
corde tese sono le voglie
null’altro a
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| Sabyr |
13/10/2017 08:59 | 4950 |
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 | Per lunghe ore seguo
ghirigori degli occhi
fluidi pensanti
girano pagine, vagheggiano
di mappe antiche e
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Era da poco l’estate.
Solcava i campi,
irrorando
respiri nuovi,
e aria tiepida.
Fu inverosimile,
l’estasi propagarsi
sulle pareti scoscese
alle soglie
d’un’inaspettata parentesi
lasciata al caso,
entrare
dopo un freddo inverno,
in
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Acqua correvi
così veloce
come una forza
sgorgavi alla foce
ad ogni zampillo
qualche intervallo
su quel lago ghiacciato
un nuovo ballo
così bagnavi
questa mia pelle
scottata dal sole
specchiata di stelle
forse il fragore
dava ristoro
questa
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De l’autre côté du téléphone
J’entends mon propre pouls
c’est une chanson chaotique
un miroir d’aujourd’hui
qui va se
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E’ questo ‘n nome antico, ch’evoca avventure,
de cavalieri erranti, de spade, de armature,
de arcani miti celtici e
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resilienza questo vivere
morigerato e anse d’ombre
dappresso dove annega il grido
sudate notti e sogni
scollati da grigie albe
e
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Ed or mi tocca dire fuor dai denti
Che stufo son di questo brutt’andazzo
Che dà lustro e ricchezza ai prepotenti
Mentre
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Del dio Nettuno fu figlio, Taras
fondatore di vetusto centro dalle mille fortune
d’antica storia vissuta tra le mura architettate
al suo fianco Satyria, genitrice di grande levatura
Un delfino accompagna la celebre avventura
di quei naviganti la
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 | Non importa quali
strade percorriamo io e te,
non importa se corriamo,
se camminiamo lentamente,
in punta di piedi,
mano nella mano,
occhi negli occhi.
Le lingue sfiorano il cuore
e si ritraggono elettrizzate, doloranti.
C’è un limite oltre il
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| In siderali spazi
solitario vago
fra ineguagliabili perfezioni
e infinita giustizia
ma vuoto immenso
in atmosfera senza fine
eternità assoluta.
Con nostalgia ho memoria
della mia Terra
donde venni
e il cui ricordo m’opprime
implacabile
e
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| La scaessàgna l’éra senpre bela,
siora de fiori anca de inverno,
sui vèci péoni marsi patòchi,
rénto nei busi de i formigàri
fioréa pianin pianin
i fioreti tardìi de le sicòrie,
e fra le ciaèghe piéne
de fresco paltan
se adegàa a alsàrse
mòrbio
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 | Quando non ascolti la voce della voglia
è un po’ come chi l’inchiostro prende
ma prima di donarlo alla profondità del
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Il mio cuore piange
pensando alla tua solitudine.
Il tuo paradiso era racchiuso
nella lontananza dei non- luoghi
che frequentavi per dare sollievo
alla tua disperazione.
Avevi smarrito quel sorriso
che illuminava il tuo viso
da legionario
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L’orologio del tempo
sembra esser impazzito.
Basta un soffio di vento
e ti trovi a vagare smarrito,
in un luogo, un altrove,
dove il suo potere pare esser cessato.
Tra le rughe del volto di un uomo,
su cui la candida ingenuità è di nuovo
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Con te principio a fondere la notte
prima che l’alba addensi
e spazzi oltre
la luce di onde gravide al tuo fiato.
Come
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 | Costa fatica l’amare
anche se sembra il contrario
secondo versi di passione
che esaltano il desiderio.
Amare è insieme accettarsi
ed i difetti non mancano
tali da dare ombra ai pregi.
Siamo viventi speciali
che hanno bisogno di spazio
patendo
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| Sorge la bianca aurora
nel verde mio giardino,
e irrora ogni mattino
un tenero bel fior.
Tu sei quel fiore aulente
da amore vezzeggiato,
dal sole pur baciato
col caldo suo splendor.
Col suo nitor la luna
i petali circonda,
come del mare
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 | Di te sconfino in aurei plessi, come
irradiasse cielo da libertà
di vene e spire
in deflagrazione. Principio
in forma
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| la forma assumi dell’involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di
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 | Un altro giorno è nato
s’affaccia curioso a guardare
che cosa succede nel mondo.
Da me tutto uguale
la stampa col solito scandalo
le nebbie d’ottobre
le piogge e il sereno
le promesse di futuro migliore
le previsioni di lutto.
Non è
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| Bisogna guardare oltre
Oltre il velo dei vestiti
ove lo sguardo non vede
immagina oltre
naviga verso sentieri di pelle
sudore futuro che profuma di buono
oltre il profumo spruzzato.
E le mani vanno oltre il massaggio
non servono unghie oltre
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| So fare solo quel che posso fare
e non mi metto certo in evidenza
con le forme profonde del poetare
e per questo vi chiedo la pazienza.
Soltanto nel sonetto so rimare
e con l’haiku non ho la confidenza
ch’è troppo complicato a compilare
e al
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| Cammina nell’autunno ancora acerba
mattina di bambini e di pacciame
attorno gonfie viscere – letame -
il male vomitato
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Discolo spensierato un Amorino
giocherellando con archetto e frecce
un dardo acuto si lasciò sfuggire
che oltrepassando di Venere il boschetto
il gluteo ferì d’un giovinetto
e il grido che strappò con la ferita
incuriosì vicina lì una ninfa
così
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Un po’ la segui
poi la precedi
la brezza irrazionale
folgore al viso che s’incurva
tenera taglia il mondo
da un
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Conosciuta come Meneghini Callas
per quello Stato chiamato Ellas
dove anche il genitore
nacque come l’Armatore
che la volle far sua sposa
quando era, Lei, famosa.
Quasi fu una "rapina"
la morte della "Divina"
che, ancor giovane, tanto,
lasciò
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rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante
anime siamo
che si cercano
fiume d’echi
la
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In questo autunno
che la luce del sole
debole, viene meno
il mio cuore si alza
e fortemente si illumina
all’ascolto delle Tue parole
e la strada
mi sembra un nuovo sorriso
e la piazza
mi gronda di speranze
e la festa m’ invade
ed il Tuo tutto
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Se le stelle si affacciassero
dall’immensità del cielo
percepirebbero la mia sofferenza.
L’angoscia che provo
è simile ad una corona di spine
che mi avvolge il cranio.
Il pallore immobile della morte
mi impedisce di scrivere
versi
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