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Le 32783 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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I disegni del cielo fuggono
nei colori di semplici nuvole
del giorno ridestato
Mi raccontano una storia
di ciò che sarà dell’inverno
della neve e degli uomini
appesi al filo di un destino
creduto scelto voluto
e persino
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 | Scende la calda sfera e il suo tepore,
del dì l'inezia d'un bagliore resta;
le strade intorno come un cimitero,
e fioco lume appar da ogni finestra.
In me il già vago scade in incertezza,
tristezza induce brividi alla pelle
e
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Sarà la curiosità a far deviare
per viuzze storte e per sentieri
sei come acqua, a rivoli sostieni
il crescente fermento della piena
Si sbaglia il modo e s’aggroviglia il filo
si giunge tardi sbagliando il tempo e il luogo
t’accoglie
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Viaggiano a pari passo
tempo spazio,
batte questo cuore
che stilla ancora amore,
un raggio di luce
abbaglia questa stanza
note soavi
si odono in questo silenzio.
Intrisa in china colorata
una penna è già pronta a stilar
parole
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Del dolore nella sua lunga rincorsa
ne faccio rapida via di solitaria fuga,
mi rivolgo a te, benefica madre,
libera la consistenza d'anima afflitta
immaterialità del vivere astratto.
Nell'equilibrio del tempo e il suo moto,
rivedo i
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| Pagu |
23/11/2015 20:18 | 1679 |
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Eviterò
il calante assenso
ai margini del silenzio...
Graffito nel sentimento
orbito nel dissenso
dentro l'amorfo gelo
e residui di veleno
nell'infinito eco
risuona amaramente
nessuno lo ascolta
lasciandomi annegare.
Rimango in
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Un viale alberato di paure
allineate come pioppi
nell’ombra che mi slega.
E immaginare, il sole stretto al petto
il verso la poesia, e camminare
con tutta la stanchezza dell’età
ma la brama ancora nuova di sognare.
Correre col vento
fra i
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C’è un mare nell’aldilà perduto
un mare
dove son sempre accese l’ore
dove l’attesa non esiste
dove la pioggia scalda come il sole
e il vento è una carezza
che veste
come un lenzuolo
sul letto felice delle nozze
c’è
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Turan |
23/11/2015 15:44| 165 |
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Nitidi
nella luce del mattino
sbucano
dalle crepe del silenzio
i ricordi del passato
si scontrano
nel groviglio dei pensieri
con le fantasiose illusioni
seminate
lungo i sentieri impervi
di un altrove sconosciuto
franano le certezze
in un
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Vidi l’attimo presente
sfocato dalla mente
racconta il passato
celebrandomi di essere nato
Camera oscura della vita
scrive il corso degli eventi
in un’alba fatta di carta
chiude la gioventù dei venti
Nasce tardi non rivela
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Rubami
finanche gli occhi
in questa notte
che s'appresta
a scivolarmi addosso
Dentro
non ho più nulla
da regalarti
ora
che pure la luna
s'è dileguata
nel pozzo
fondo
dell'anima
E il gelo
s'è fatto
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E torno sulla panchina sopra il molo
non parlo non prego non imploro
non v’è rumore d’intorno né alcun suono
ad eco torna il mio canto muto
grida il silenzio in flebile lamento
non ha più voce per il mio tormento
Bramo la luce
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 | Scrivo e ricordo
sulla vetta dei pensieri mi adagio
lascio cadere il ricordo infausto
lo tramortisco con indifferenza
cade rovinosamente sul sentiero
non ha storia
ora è un albero sterile e contorto!
Lontano andrò con la mente
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 | Bozze che s'urtano nel darmi il LA,
sullo stonar di una nota,
sul fuori luogo di un ricciolo di rosa
sul ritardo di un orecchino a ciondolo.
Datemi il MI in forma tonda
e ogni "O" è di riporto su l'immemore che ha giaciglio
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 | Sognar io vorrei
di aprir quella porta
e perdermi nell'azzurro infinito del cielo
Incontrare uomini, donne e bambini
armati di fiori.
Incrociare i nostri sguardi
e scoprire che fra noi ...
c'è solo uno specchio.
...Riflesso
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Ho la stoltezza di chi stolto non è,
ma fa di tutto per sembrarlo.
A cosa serve, un fiore se è reciso?
Inizia ad appassire anche quando ti sorride.
O il mare, se non l'attraversi?
Il fiore nel vaso, il corpo mio sull'erba,
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Sopra il vetro tremulo dei nostri caldi
debolmente piangono i miei sogni artigianali;
l’invisibile amore delle nostre altere braccia di corallo
scivola leggero d’ansia e del veloce amplesso,
straniero ed infedele ai giochi della notte;
Nel chiuso
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Il giorno muore solitario
quando il rosso, il gomitolo
dipana in cento sfumature
E segue un cielo abissale
che risucchia i tuoi pensieri
se camminando lento lungo un viale
il capo volgi alla nera coltre
Accade
prima che si popoli il vuoto di
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Troppe ombre
danzano in troppa luce
Gli elementi si sovvertono
oceani di fuoco
cieli d'acqua
fiumi di terra
e onde d'aria
caos imperante
Un vago pensiero razionale
incalza le acrobazie
della mia mente
cerca disperatamente
di farmi restare
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| Sabyr |
21/11/2015 06:10 | 1016 |
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E’ un alba d’ oro che piano indora
il fresco mattino grigio sul viale
e si eleva solenne e puntuale
senza nulla in se che si deteriora.
- Andiamo, cuor mio, nell’oro e in gloria!-
E’ il bel mezzogiorno d’ autunno,
che nei cespugli e nelle folte
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 | Son scalza dinanzi a questo mondo
che non si vuole inginocchaire
palmi bucati a rimembrar il ricordo
la notte un tempo che malgrado io lo fugga...
purtroppo non mi vuole abbandonare.
E sarò carne per chi si vorrà dissetare
acqua per
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Do le spalle alla nostalgia a ricordi dal sapore
di malinconia, a chimere che nascono e poi muoiono
nella delusione, nella ritrosia, al buio della notte
che la luce fugge via.
Do le spalle ad ombre che vestono l’anima,
che indifferenti camminano
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Margini
dalla casuale novità
più non visito
combattendo forme
di cianotica tetralogia
con poche inusuali
traballanti sicurezze...
e se volete ammirarmi
soccombe anche l'orgoglio
poiché strizzare
all'ostensione
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Rovistando nel vuoto
trovo il senso dei miei dubbi
i rumori di ieri
i silenzi di oggi
un tempo passato a sognare
i giorni di adesso pieni d’ansia
la forza di arrampicarmi sull’incoscienza
di prima
la paura di cadere di adesso
la voglia di
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 | Staziono in questo corpo
edificato
come un tempio incrollabile,
ma nel tempo
lo spirito che vi abita
l'abbandona
stanco di sostare
nel mezzo,
punto di congiunzione tra cielo e mare
incontrovertibili,
dove l'onda si piega al respiro di un
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Ormai mi sono abituato
ad essere incompreso
a sperare che le cose cambino
senza che nulla muti
A volte respiro le albe
come se fossero un film già visto
e sento le parole vuote
quasi soffi un vento freddo
Non ho mai tempo
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inventerò arpeggi liquidi
da versare nei calici
di melodie di seta
a diventar vivo
nel sogno sdoppiato a due metri dal cielo
imploderò
per sbaglio o per ragione
strisciando sul cordone ombelicale
giungerò cariatide
tra le
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Ci sono sassi che raccontano
di giorni arroventati
e freddi inverni.
Marosi gonfi di tempeste
e sponde altere,
il canto...
a trattenere.
Notti insonni e fallaci,
tizzoni ardenti nel cuore.
Ambascia d’animo
non apre il cielo
e rivoli
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Ma il fiore che coltivai
ora triste sorride, e s'accoglie
come in un abbraccio, s'accoglie nella luce,
aspetta la sua pioggia
sul davanzale, di ogni mia
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L'alito asciutto dei fiori rappresi
richiama i sensi alla presenza della veglia
e sollevandoli da terra
li avvita negli ultimi raggi di luce
che s'accendono sulle cime degli alberi.
Proteso verso il centro è l'ascolto ramificato
di
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e sono sempre parte oscura
seconda faccia della luna,
vita non- vita
costante andare e ritornare
come onde sulla battigia,
eterno contrasto
tra pensare e non- pensare,
udire e non- udire
essenza non- essenza.
Ricordo di primavere e di
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32783 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9601 al n° 9630.
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