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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Scriverò del nostro amore
scriverò dei pensieri che vanno
immergendosi nell'anima che geme
dei tuoi sorrisi
muore e freme.
Mentre cerco dentro me le parole
tra le lacrime di una corsa affannata
per raccogliere quello che si è
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| Quando un giorno di luglio
conobbi la morte
non rabbrividii come pensavo
mi scrutava ad occhi spalancati
annusando il mio nervoso sudare
sembrava attendere disattenta
con le braccia conserte sul trono
non una parola ho udito
nemmeno un fruscio di
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 | Mi sentirai gemere
quando si alzerà il vento
tra le gocce di pioggia
ci saranno i sorrisi
che non ho potuto darti.
Se cadrà una foglia da un ramo
sarà una ciglia dei miei occhi
ed il petalo di un fiore
avrà la docezza
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Capestro spiraglio d'una tregua ancor mai giunta.
Granitico ed algido torpor d'un mortal bivio di scoscesa solitudine.
Lettiga d'un perpetuo inanimato, cullato da leggendari silenzi.
Mutuo clamor d'un fu presente, paradossal termine d'un esser
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Tu, Corradino della casa di Svevia,
che sfidasti con forza l'avverso destino
invano tentando di riprenderti il trono,
Dove giacciono le spoglie mortali
che testimoni furono
di gloriose tue gesta?
Ancora piangono la pietra e il cippo
Dove con
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Gelide e notturne alghe
fluttuano dormienti
al ritmo del mare.
Insieme a loro
mi sciolgo
e mi
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E' rantolo il respiro
che ancor oggi non è ricordo
Quella mano
sempre forte che sol al tatto stringea la mia
Quegli occhi di velo offuscati
aperti a luce di nuovi orizzonti
Oltre
oltre il sipario di quell'ultimo atto di
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Orrore! Sònan le triste campane
che della morte nunzian l'ora estrema.
Cantano i neri preti; e l'anatema
si perde nel cielo, nel bruto tònar.
Infamia! La piazza s'empie di sgherri,
di gente crudel che furor non molla.
Le preci
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Nei giorni passati
su divano ozioso
trascorsi attimi desiderati
Dal mattino prezioso
di sapido grigiore
nell'essere ansioso
Su quello squallore
le labbra asciutte
di dolce dolore
Nell'aspirare brutte
arie di dipendenza
a vite
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Nella guerra dei giusti
schegge di condanne
conficcate nell'anima
piovono a tradimento
crocifiggendo sentenze
su cuori di legno.
Sentimenti pugnalati
alle spalle della fiducia
spirano agonizzando
tra le fauci sanguinanti
di mordaci
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Una nuova sofferenza
è apparsa nella mia vita,
mi accompagna in silenzio,
mi addolcisce i ricordi.
Mi lascio pettinare
ad ogni spazzolata
la mia vita si accorcia,
si avvicina sempre più a te.
Aspettami,
non oltrepassare quel
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Eri lì con il flebile filo che regala la morte,
ed eri lì impreparata, sperduta
ed un insolito senso d'abbandono.
Forse imploravi,
ma lei impavida ti stringeva sempre più a se,
si saziava adagio della limpidezza della tua
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Strattonati
dagli insulti di una vita
che continua ad esigere
senza mai
nulla a rendere.
Umile alba
a fronteggiare il sole...
Insidiose stelle
a braccare il buio...
E' fievole la notte
che cala sul sipario
ad offuscar le membra
di un
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Un manto di nebbia ad incoronare
in cima alla collina, alti cipressi.
Esili atomi sciolti in lacrime di pioggia
a nasconder l'odore della morte.
Soffice, il vento tra fioche fiammelle,
è la voce del silenzio che canta
al tempo che si
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| Vilma |
23/05/2011 04:19 | 1595 |
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 | Ci si incammina separatamente,
oddio! Quanti dubbi inerenti
si ergono per chi è ancor vivente.
Di paura e di ovvi lamenti,
che ci saranno in quei momenti,
per chi fa da testimone, scorge,
e chi dall’altra parte aspetta che sorge!
Con eterne
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 | Sulla cima di un colle
sto solitario
sotto il sole che scioglie
un albero alle spalle
nato nel desiderio
di primavere acerbe
mi accogli grande quercia
limitata di membra,
nella radice l'anima
avvolge la tua ombra
solida e ferma
quando
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 | Odi che l'ultimo momento
sta per arrivare,
anche se così non è.
Spento e grigio come
quella pietra infissa nella
terra nuda d'erba,
un disperato infelice che
fugge in compagnia,
lontano da una vita
troppo dura.
Perché
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 | Quante lacrime
quanti dolori
soffocano questi cuori
ma non fanno resuscitare
i tuoi ricordi.
Ieri ceri
oggi non più.
Un sorriso cancellato
una stella spenta
ma i tuoi insegnamenti
ci illuminano
il nostro cammino
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| Innanzi l'orizzonte
sempre più distante,
l'alba luminosa.
Luce di gioia
dei nostri giorni
nei nostri cuori.
Al calar della sera
viviamo l'attesa
di una vita
che mai finirà.
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Gelido giace, golem inanimato,
freddo levigato marmo
candore della fredda pelle
pietra dura giaciglio di morte.
Nel rispettoso silenzio,
s'odono urla di vividi tempi,
ricchi di colori, passati
tra amori e passioni
bollenti,
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se il tuo dolore porti dentro
esprimi le tue parole,
non tenere dentro
quello che ora puoi dire
che domani tardi sarà
pensami e guardami
come se fossi io
l'ombra che accanto a te
cammina,
parlami come la notte nel sonno
di me sognavi,
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Vivi da solo, interrogando
le oscure onde
sollevate dal vento.
Vivi... e il tuo destino
è legato ad una
onda furiosa.
Vivi...
e ti domandi se è la morte
quella che stai vivendo.
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Ascolta la mia voce
guardami con gli occhi del cuore,
sono l'essenza e la gioia.
Rivivimi nell'alba che sorge,
cercami nelle brillanti stelle
che cullano i sogni.
Senti sfiorare il tuo viso
dal soffio del mio respiro?
E' una carezza nel
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Concentrato d'amaro assenzio
stilla dai tuoi dolci occhi
mentre la musica dei rintocchi
asciuga un ritmato silenzio.
Oscilla la fioca speranza
al cospetto del sordo dolore.
E nel buio cieco della stanza
si confonde del pianto il
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Non ci abitueremo
nè che tu venga tardi
nè che tu giunga presto
Non diventerai mai
vicina di casa
nè che tu dia l'avviso
nè che tu appaia all'improvviso
Perché il dolore che arrechi
l'immobilità
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Rauca la gola
voglio la tua ombra rivedere
come ieri
I viali color rame
ad assordare pensiero nelle tempie
in aspra luce
Era mia madre a parlarmi
di ossa umane che tornava
nella terra bruciata
Piangeva dolcemente
nella mia
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Ho visto cieli
colorarsi di speranza
e poi morire
come farfalle di un giorno
Ho visto albe
nascere piano
paurosamente illegittime
sui tuoi capelli
Ho visto notti
piangere stelle
spezzare la vita
per niente, un destino
Ho udito lamenti
sogni
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 | E' finita la telefonata
quindici minuti dopo,
senza ritegno piango
e vedo il tuo volto
insignificante caduta
importante è rialzarsi da ogni buca
occhi verdi, occhi d' uomo
piangono all'unisono
dolore che mi parla
mentre tu
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Fredda Signora
Non vi è pensiero
dove la tua immagine
non sia scolpita
La tua falce
paura fa
a principi e re
ma un vero uomo
alla tua corruzione
non cede
Silenziosa arrivi
Inevitabile sarà l’appuntamento
Mi guarderai
Con
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Di maggio il vento
par fiorire dall'oriente,
vi s'annusan lontani suoni
e vi s'ascoltano profumi:
Dal piangìo della mimosa
al fremer del glicine precoce,
che la soffiata frettolosa
vuol già spogliar dei suoi colori.
Di
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Siamo tornati sulla soglia antica.
Non ci attende che la morte
-amica o nemica?-
Alito gelido tra nere ali di pipistrello
sul viso solcato dal dubbio.
E il corpo tremante abbracciato alla sua ombra.
Freddo riflesso d'uno specchio in
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3901 al n° 3930.
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