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♦ Luca Ventura | |
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Le 241830 poesie pubblicate in esclusiva
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Alle porte chiuse sull’inverno
cammino i miei passi
contemplando il gelo che ho lasciato
dietro di me, come fosse un velo
che si distacca dal mio vivere.
Ogni tanto mi volto a cercarti
e non ti vedo, forse ti sei nascosto
in quei giorni di
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Arrivate con le mani vuote
e il mondo già addosso
con il fiato corto del primo pianto
e una fiducia antica
che non sapete di avere.
Vi diranno presto
che tutto è tardi
che tutto è rotto
che siete nati nel punto sbagliato della storia.
Non
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Tra le tue braccia il tempo si dissolve,
come neve al sole che quieta si scioglie,
i cuori si fondono in un solo fiume,
eco d’amore che l’anima toglie.
È rifugio dolce, porto senza onde,
dove la paura svanisce nel vento
come ali d’ angelo che il
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Dicono che la paura faccia novanta
a volte fa anche centottanta se non la sappiamo gestire
restare calmi ponderando il da farsi
l’unico rimedio per non dargliela vinta
uscire vincitori dovrà essere il nostro traguardo
perché mai dovremmo
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Non saremo angeli
perché io ho la carne
da adorare
non saremo santi
nel cielo che avvelena
le stelle di notte
e la pelle di giorno
non saremo mai altro:
lune contese dal buio.
Non saremo demoni
perché io ho la croce
incisa sulla fronte
e
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E vola e dà e prende e se ne va
ti canta una canzone per benino
poi si lamenta come fa un bambino
che ha perso al gioco e si traveste a lutto
volendo fare l’asso pigliatutto.
E passa e va copiando Alì Babà
coi quaranta ladroni o forse meno
ma il
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Prono è il tramonto sui muti monti
di neve appagati,
mentre fra fronde si spengono
gli ultimi volatili canti
Prono l’animo ascolta,
molesto del giorno che fugge
e quasi s’addorme su foglie restanti
nella terra che brulica
Or una preghiera
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Amo la pioggia
che batte sul tetto,
crea un’atmosfera,
un magico effetto,
il clima ideale
per buone letture
tra saghe, leggende
e solenni avventure...
In un tempo lontano
di sfarzo e ricchezza
spiccava una ninfa
d’innata bellezza,
la divina
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Percorre il male le vie strette e buie
fermandosi nei crepacci del cuore
e negli anfratti della mente
costruendo lì la sua casa, su altari
di una vita distorta dal dolore.
_È tempo di riposare, e fra le foglie
di una quercia godere del sole,
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I gesti sono semi
alcuni germogliano sole
altri diventano notte silenziosa.
C’è una luce che non abbaglia
ma filtra trasmutando il giusto
in polvere d’oro
tra le ciglia del mondo.
Nasce da un dito che esita
da un sorriso appena inclinato
da
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L’abbraccio è un porto senza catene,
una tregua data al cuore stanco e nudo,
è casa accesa quando il mondo è buio,
riparo lieve che dissolve il male.
È come un’alba stretta fra le mani,
che scioglie il gelo antico della pelle,
due respiri che
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Palpita la dolce umanità dimenticata dalla spregevole società di oggi
vale l’egoismo principio cardine che cancella l’altro.
Moltitudine di silenzi ciechi davanti ai poveri infreddoliti
i bambini di Gaza i bambini di Kiev non ci fanno più battere il
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Incredibile come il tempo si affezioni
a chi nella vita tanto ha saputo donare
ricordi si affannano per non venire distrutti
un arrampicarsi che fa solo piacere
fiatone non incide nella ricerca
desiderio si fa in quattro
.
vuoto che sa stare
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Colombe bianche volano nel cielo
per annunciar che torna primavera,
campi e monti si vestiran di fiori
e gemme sbocceran sui nudi rami.
Pure il cielo, pria carico di nubi,
avrà il suo sole sfolgorante e caldo,
i canti torneranno nelle strade
con
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Scioglimi nel tuo respiro
non avrò mai pace
se non ucciderò queste ombre
che ci dividono dal mare.
Prendimi con queste nuvole
l’orizzonte è ancora nero
e il vento prega per noi
una nuova litania del cuore.
Scioglimi nel tuo veleno
fiume che
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Dalle ceneri di un sogno
nascer possono atomi di semi
e generar speranza di rinascita.
Linfa vitale è la speme,
respiro dell’anima che morendo
si rinnova e nutrita,
si fa fiamma e gemma,
divenendo energia e vita.
Lì, sotto la cenere
cova
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Esulta il cuore in brividi di desiderio tra effluvi
profumati mai cancellati, in abbracci spirituali
Rami in linfa vitale, pelle che inspira
in pori odorosi vogliosi, che agognano d’esser
inebriati, brividi di desiderio dove albeggia
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Del navigante ambita meta
centro dell’arco stella cometa
ombra lanterna su terra ferma
la prua la poppa si danno mano
un solo porto che ti conferma:
“nel mare aperto vai lontano”
respiri solo marino sale
centro d’umano multicolore
nelle sue
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Tenace vento sospinge i passi
lungo la via segnata dei viventi
sfiora la lieve e fragile veste
di profumati petali affidati al tempo.
È un dolce brivido l’alba che si apre
lento chiarore su ombre in dissolvenza
così la vita, al levarsi del
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Fuggo dal mio destino
e mi nascondo là, dove non so,
non mi va di farmi vedere
vivo nell’ombra
in quella parte che ognuno
rifugge come fosse il male,
eppure io...
Sì sicuramente lo sono
non può essere altrimenti
in molti me lo dicono,
no
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Mi è morta la notte
l’ho sepolta
nel mio cuore
e, vivo nell’alba
che versa luce
nella mia valle
gronda di fiori,
alto
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Panino farcito di stanchezza
che non vorremmo mai addentare
potrebbe rivelarsi la nostra soluzione
quando per motivi indescrivibili
il buio prenderà il sopravvento
richiedendo un minimo di forza
onde lasciar passare il momento
quel ripieno dovrà
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Sfioro gli occhi stanchi di depressione
rosario di un istante malato di lacrime.
Accarezzo i sogni sottili di te
parla la corolla cucita di petali.
Eccomi foglia che cade rossastra di tramonti
un esclamativo vestito di silenzio geme latrati
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Nell’abbraccio,
il mondo si dissolve in un sussurro di seta,
dove le mani diventano fiumi che scorrono
tra le crepe dell’anima,
unendo echi di tempeste passate
a promesse di albe serene.
Ti stringo e il cuore batte come un tamburo antico,
ritmo
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Chiedo a Te, o mio Signore,
di vestirmi di vero amore,
di abiti lievi di gentilezza,
cuciti a filo di tenerezza.
Non chiedo oro, non chiedo niente,
solo mani colme, cuore presente,
che ognuno di noi, ogni giorno sia
gesto di cura e di
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Non ti cerco.
Cammino dove il passo dimentica il nome
e il cuore impara a non trattenere.
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Ogni cosa accade senza chiedere,
come il vento che non sa
di muovere le foglie.
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Ti sento nel vuoto che resta
quando il pensiero si arrende
e la luce
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Quando giunge sera
ogni cosa par più tacere
e l’animo stanco si riposa,
che nel giorno ha avuto poca posa
S’abbraccia il dolce focolare,
che un po’ rincuora
e pensieri scagiona,
che tutto par appisolare
Ci si trastulla pur in
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È perché mi manchi
oppure perché sento
le foglie cadere
una dopo l’altra
e il mio respiro
si fa corto a pensare
all’inverno che cala
e gela la pelle
in un velo di opale.
È perché sono debole
e non so amare
come una volta
e allora chiedo
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Sapessi
quanto son lunghe le ore della notte
quando scruto le stelle
e aspetto che Morfeo mi porti
in quell’angolo del sogno
dove la luna bacia il nostro incontro
e vedo il tuo sorriso
tra polvere di stelle.
In un magico vento
profumo di neve
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Non al centro del dire
ma sulla soglia del senso
nel bianco che accoglie le parole
come mattino
che ancora non chiede nome
come spazio sospeso
tra un sogno e il risveglio.
Io sono qui
quando lascio cadere il peso
di ogni definizione
quando
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graffia la luna rosa come la guancia imbellettata dal respiro del rossetto
freddo silenzio che soffia la moltitudine dei cirri.
Rima baciata che respiri la calda brevità dello stordimento
soffia la parola tuono di un fiore vissuto dal mare
Nel vento
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241830 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 781 al n° 810.
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