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Poesie pubblicate: 365’180Autori attivi: 7’451
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Le 70163 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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A lentissimi passi
ti accompagno incontro
alla festa di maggio.
Ogni albero, tutte le siepi.
e i giardini e la campagna
tutto sembra si sia ispirato
alla tua esplosiva bellezza
ed io che ti sento mia
come un re salgo al trono,
rispondo agli
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cchiù nun senti a me vuci
quannu ti chiamu cu rispittusu arduri...
ha divintatu comu na cruci
stu disiu ammiscatu cu l’amuri
intra lu canestru di lu me cori
ca mi riala prufumi e sciuri.
Tu nun u sai
ma quannu pensu a tia
nun agghiorna
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Quella felicità sulle labbra degli altri
è una freccia che trapassa
irruente e spasmodico il sentire
non lascia spazio al divenire
un concerto che attanaglia scandendo il passo
ove a tratti s’ode il classico schiocco che paralizza
quell’unione
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Sai di schiuma
nell’attimo distratto
dove lasci lo sguardo
a decantare i sogni,
nel passo che resta
e corre
come un’ombra
dietro gli occhi.
Sapore di nuvola
nel bianco respiro del mare
ricami la purezza
dell’onda che non teme lo scoglio
in
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Getti d’acqua di speranze
fra una zattera che ci sostiene
e noi
A gambe incrociate
e mani congiunte
oltrepassiamo il fragile ponte
che conduce ad un bosco senza sentiero
Seppelliti i sogni nostri
impassibili restiamo
desolati ed
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Chi sei?
Vista persa su altri cieli.
Ascolto di suoni sussurrati.
Parole di mondi lontani.
Sapori aspri e
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Pietose scuse,
accampate,
come tende sgangherate
in campi di erba gramigna.
Scuse che scivolano
sui bordi affilati dell’intelligenza,
che precipitano
dal sottile filo della boria.
Equilibristi su trampoli di paglia,
arrancano in campi di sabbia
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La pioggia
mi suggerisce cose
ormai perdute
che vagavano nella terra
Momenti lontani
già andati
nel cielo delle ombre
mai disegnate
L’erba bagnata
accenna a promesse
che le nuvole
avevano appena negato
Ai miei sogni
giunti a sera da un
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 | Un cavaliere sorga un cavaliere
su questa terra putrida imperfetta
e tagli la sua rabbia senza fretta
con la spada puntuta del sapere.
Lo nomino castaldo e se non parte
tracciando con vigore sopra un foglio
la sua protervia e dato che lo
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Io tremo. In questi giorni infiniti che non sai
la paura mi guarda col suo volto grigio
un misto di soddisfazione e
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Un irrisorio pensiero,
un granello,
Un frammento di sole
ritocchi di stelle...
sussurri!
Istanti
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Mi riparo, smarrito
da angoscianti certezze,
e da folli insipienze.
Apro e chiudo
l’uscio della coscienza;
ripongo stupidità
e feroci superbie dell’ego,
schiera d’orrori
e quotidianità.
Libero, salgo l’empireo
a intercettar pensieri,
e
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Vieni qui
perché ogni incontro
sia sempre casa
dimenticando i sogni morti
e quelli spezzati,
le anime lontane
e quelle che vicine mai
lo sono state.
Vieni qui
dove non v’è obbligo di pensare
dove il mondo scivola
senza rumore
dove potrai
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Nessun giorno potrà cominciare
senza la nitida alba.
Accopagna l’aurora ...
sorriso del sole, gocciolante
d’amorosi risvegli.
La mente, al riparo d’ogni male,
depone pensieri sulle piume
di ali a volare,
mentre braccia stesi al vento,
toccano
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Quando il vento dall’alto
scende sui quatto poli
e si espande sul tutto
il mio muto pensiero
si apre in parole
sconosciute per la storia.
Solo certezze nel mio essere,
una grande voglia
di gridare dolcemente
che la nuova alba
nella mia valle è
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Non è difficile capire
l’aria del mattino
quando si è felici
e il gelo sembra una carezza
Non è facile comprendere
il dolore più forte
se ogni cosa sembra vuota
nel calore della sera
Io prendo i miei giorni
e li getto via
quasi fossero
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Frastuono che rimbomba nella testa
sotto un attacco di bombardamento
come se fosse un turbine in tempesta...
disturbo senza alcun attenuamento...
subendo mi disturba e mi fa male,
desidero un mediano nella mente,
pensiero di un attività
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 | Io non ho nulla di te
eppure parlo al sole, alla luna e alle stelle
chiedendo loro di scendere a vedere
se mai sapranno splendere come la tua pelle
Io non ho nulla di te
ma questa vita mi ha dato tanto
perché conoscerti guardandoti da lontano
ha
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- Incandescente è il ferro che batto
ne farò spada che m’assomiglia
un autoritratto, una meraviglia...
un dono ai posteri venturi
quando tutto di me diverrà mito -
Nel vento che s’alzerà un domani
su sguardi fieri e cuori puri,
di un infuocato
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Perfettamente coscienti
del peccato più bello
che non vuole perdono
assaporiamo
il morso della follia
di anime conficcate come spine
senza mai volerci
strappare via
nella brama di essere
molto più di due corpi
stretti
respiranti
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Non so per quanto tempo ancora
dovrò far finta di non pensarti,
so che non ci sei più,
ma non per questo ho smesso di cercarti.
Ho già scalato il muro della coscienza,
la tua assenza è una terribile presenza;
la tristezza trapassa l’anima che
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Ho solo una vita, tutto e solo una vita
vissuta a volte in assenza di colore
in cui ritrovarsi a combattere senza quel sale
che serve a stuzzicare ogni istante del gustoso vivere
e che a volte anemico, si avvia verso l’infinito confine di sé
dove
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Rune di pensiero andavano
in cerca di quei raggi
ch’ad intesser eran soliti.
Fessure d’un mondo crepato
trepidi colori d’un’arte povera
non acque che d’ocean
tornano in fiume.
E nelle segrete pliche il mio t’amo
così com’era tale
anche
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 | Sono il principe Gufo della Necchia
che lotta per la vita e non invecchia
trasformato così da maga Titta
che più che donna sembra una marmitta.
Ero sì bello che le principesse
volevano da me smanie e promesse
mentre lottavo prode cavaliere
contro
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Se ti ricorderai
di soffiare via le nuvole
io sarò il vento
che non muore mai
e accarezzerò la sera
come un’ombra
scivolata fra gli alberi
cullati dal buio
Se mi ricorderai
avrò sempre fiori
sul marmo lucido
della mia tristezza
discesa
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Adoro quella fetta di luna
che ogni sera
ti spinge ad uscire, sola
per parlare con lei
ed io sono lì che aspetto,
per un po’ immagino
cosa a lei chiedi
e godo al pensiero di essere
l’oggetto delle tue richieste
e così trovo una dolce
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Ho chiuso bene con lo spago
tanti sogni ho messo dentro,
qualche lacrima è caduta, poi
un sospiro di ritorno, la paura
del domani.
Quanta strada ho fatto a piedi
ho le suole consumate, il binario
così lungo sembra non finire mai,
sono partito alle
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 | Sono qui e ti guardo confusa
come apparizione, sogno,
mi sento leggera, posso volare
darti la mano come gabbiano
Trasmigrare, tenendoti stretto
non ti lascerò più, te lo prometto,
verrò con te tra spazi infiniti
dove tutto sarà
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 | Cu a vo’ cotta
e cu a vo’ crura
cu a vo’ longa
e cu a vo’ curta
’un ci pozzu cummattiri
cu tutti sti cristiani
sannu sulu mprisiari
susennu sempri i manu...
sugnu u cchiù bravu
sugnu u menu tintu
ju u sacciu e tu si cunvintu.
Camma
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Un gioco di riflessi
nei tuoi occhi luccicanti
che irradiano la notte
con colori splendenti.
Gocce infinite di luce pulsante
nel tuo sguardo da vergine
di stella nascente.
Un velo d’innocenza
è la tua eleganza
che s’innalza nel cielo
tra
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Nubi addensate oscurano il cielo
Timida luce s’intravvede all’orizzonte
Legami esistenti tra cielo e mente
si fondono, si condizionano.
Al solo vedersi affannano
l’alba dei tuoi pensieri
per il crescere del tuo germoglio.
Madre sfiduciata
dal
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70163 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 23191 al n° 23220.
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