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♦ Raffaele48 | |
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Aprile 2026 |
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Le 69941 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Accarezzami
con le spighe di metallo
del buio che verrà
e del vento fra i campi
di luce brunita dal cosmo
Trame di petrolio nel cielo
diretto verso orizzonti
di stagioni perdute
come l’inverno
che deve arrivare e morire
Tante parole da
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Ferme le foglie poi s’alza il vento
e s’alzan tutte danzando al vento
e al mutar o al cessar di questo
rotolano si rialzan
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 | Sono lunghi i sentieri tortuosi
che nella vita scorri con fatica,
mentre osserva l’invincibile "nemica"
e si avvicina con passi bramosi
Niente può fermar la ruota
che gira in mezzo al denso fumo
ti rimangono memorie, il suo profumo
ma a volte
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In equilibrio sto, sul filo
sotto di me solo il vuoto...
Nonostante il vento
porti lontano da me la paura
che va cercando nelle nuvole
ciò che indica la prossima meta.
Intanto nel margine nel giorno
contento vado oltre ogni
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Ferma a guardare il vuoto,
ricordi impazzano e, confusa,
il cuore si agita.
Un pensiero, segue l’altro,
nel sorriso che ha spento quel momento,
rifiorisce un nuovo sole.
Ha scelto, nulla può tornare come prima,
le rose sono essiccate,
le orme
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Tra piane e dirupi il fiume va al mare;
così passano i giorni, i mesi e gli anni,
tra gioie, sospiri e pur tanti affanni,
che sull’onda del tempo fan volare.
E tu, che voli nell’aer senza inganni
d’un limpido cielo che fa incantare,
sai, con
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Vivo con volti senza contorni
che si perdono tra le dita lente.
Non ricordo
di essere stata bambina
o forse ho solo dimenticato
il profumo che hanno le rose
quando sbocciano tra le spine.
Ho memoria di preziosi silenzi
a trasformare i
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Sul letto di foglie
colorate ma morte,
mi stendevi il corpo
simile all’albero
che tutto aveva dato.
Levata la sciarpa,
avevi nudo il collo,
azzurri i tuoi occhi
specchiavano il cielo
mentre io morivo
per la voglia di averti.
E venne il
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Non avevo un nome
da spendere
quando i mattini
erano troppo lunghi
Le sere molto brevi
per arroventare
il ferro sulle ombre
e svanire un ricordo
Che non faceva male
nemmeno
riaprendo ferite
deserte al silenzio
Non potevo temere
gli anni
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Piogge e lacrime grondano i cipressi:
i cieli ed i dolenti son gli stessi.
Pure cambiando secoli e stagioni,
anche usi, costumi e
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Giorno dei morti
fiori nei
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 | Non vorrei più visitare le pietre
per non calpestare i violini. Suonano
per anime, ghirlande e tutto il resto.
Dopo,
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Anema mia... rusella ‘mpusemata
tu me sperfuma ‘a vita e pure ‘o sciato
e si me scappa quacche fessaria
tu puntualmente ’a spuzza e m’ammanìa.
Sì na tempesta e spiercie dinto e fora
e si me ‘nfonno ah che quarantore:
pe quanti lampe fanno
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La sera mi toglie la pelle
entra nei pori
lascia le stelle al cielo
e non ho voglia di morire
Di nostalgia per le albe
o di altro sole che non sia
quello dell’inverno
ancora da venire
La notte mi spezza il respiro
con la prima nebbia
gelida
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 | Si tingono d’Argento i capelli,
si accende lo sguardo,
nel volto del viandante.
Sessanta battiti da amare e
sessanta storie da
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| Fremeva
l’alba
tra le palpebre chiuse
e nel Sogno
che sogno non era
l’impersonale vastità
divenne volto.
Da
profondità insondabili
una voce
che
di suoni e parole
adombrarsi non poteva
sussurrava
il mistero stesso di
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| Inizio con la festa d’Ognissanti
e il ricordo dei Morti tutti quanti,
Novembre son, l’undecimo fratello,
mi chiaman triste, ma son pure bello.
Va il contadin nei campi a seminare,
contento è veder loro germogliare,
e poi gustar del suo lavoro il
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Nulla di premeditato
le parole
coltelli invisibili piantati
tra il cuore ed il pensiero.
Un delitto perfetto
compie la poesia
quando mi trapassa l’anima
con versi d’amore.
Perdo il tempo
sminuzzando le ore
tra quei bagliori
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Sfumano le ombre sul mare
di un addio che sa di certo,
mentre il cuore danza sull’onda
di un tempo creduto amico
e va nell’incerto cammino
nonostante l’anima si bagna di sé.
Si spegne la luce del poeta
laddove rimangono le sue parole
come
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L’è rivà l’ora de le castagne,
de i maroni grossi e dolsi,
del novo vin de nome:"Novelo."
Sémo ‘n mèso al tenpo pì belo
Coel vecio e caro filò
l’è tornà de noo a la moda;
ganbe al caldo e soto la tola
e par finirla: vin bon e pasta fròla.
No’
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 | Passa parte a parte la nebbia
lascia verbi all’infinito -sono
grani incompiuti a stringere le bocche.
Gela il silenzio,
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Scialba luce del nascosto sole
tinge l’alba di delicate
sfumature,
nebbia sospesa tra cielo e terra
scende gocciolante sulla grigia serra.
Sommerso è il mar
d’un silenzio immenso,
non odo frusciar di foglie,
non vedo gabbiani volar verso
il
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Qui nessuno ti ha dimenticata
e la luce della sera
è una lanterna appesa al cuore
che brucia nel ricordo
La porta è aperta
e tre candele segnano il tempo
nel fuoco del tuo nome
scritto con le ombre
Qui qualcuno lascerà lo spazio
per
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Tanto tempo fa un giovinastro brioso
che non faceva altro che divertirsi,
a scuola altresì bullo, era pur noioso;
scocciava le ragazze allo sfinirsi.
In un vespro, con gli amici in segreto,
si fece convinto di andare immune
nel cimitero; ad aprire
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Ho percorso la strada di parole
immaginate pronunciate scritte
ho raccolto vittorie e sconfitte
e con loro m’accompagna il sole
l’ho cercate nella pura fantasia
dove sogni sorreggono il mondo
danzando con loro in girotondo
come stelle mi indicano
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Cammino
su aride zolle
eppure
tra l’erba alta di una calda estate
la mia mano
dolcemente
scivola.
Vivido ricordo
di un giorno di sole
o intima brama
che le dimensioni attraversa
alla ricerca
di perenni
paesaggi
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Niente più allieta il giorno
non rimane che sperare che questo silenzio duri poco
campane a festa rintoccano nel cuore
desiderio irrefrenabile scalpita
come destriero pronto a vincere la partita
ovunque aleggia quel tepore
colmo di colori e
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Miste essenze
profumo di bosco
di fiori selvatici.
Sorride il silenzio ai lievi fruscii
al frullar d’ali leggero
ai canti d’uccelli che cercan l’amore.
Il bosco si sveglia
infonde la linfa
e nella valle mescolanza d’aromi
la terra
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E giù non hai brinato un sol momento
col gaspo che si è acceso in bertolina
copiosamente attinto all’agostina
sorpresa a pellagare assieme al vento.
E dietro scopri a tinta il monumento
che si spalena a specchio in cartolina
coi piedi argento fuso
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Fiocchi rosa a volar come farfalle
ti parlano Donna di Prevenzione,
Ottobre di ricerca e amore,
sveglia tuo pensier
alla lotta contro il tumore.
Un fior che profuma di paura,
un fior col pallore della morte
spunta sul petto,
cuscino di gioia e...
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Qualche sogno lo lascerò per il mare
e le altre ombre
in questa pianura
dove il bosco ha radici antiche
E ci sono presenze
che il mondo non ha riconosciuto
come reali
se non negli incubi dei bambini
Qualche battito lo terrò per la
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69941 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 25141 al n° 25170.
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