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Le 70039 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Cu tine stau
si nu obosesc
florile in gradina
de multa lumina,
ma- mbrac de tine
pe pagini de vis
nimic de zis,
vom trai dincolo
de cer senin,
as dansa
cu iubirea ta,
O, vis de aur!
te doresc
in fulgi de papadie
si- n al inimii
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 | Scivolo del tempo
nel corridoio imbalsamato
con la tua voce libera
ancora organza sul collo.
Un libro a quattro
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Ogni volta che guardo un gommone
rivedo un corpo galleggiare lontano,
seduto sulla riva guardavo l’orizzonte
e senza far rumore qualcosa si muoveva.
Non era un pezzo di legno era un corpo
senza più vita, un uomo che aveva progetti,
cercava
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Coatro fete de calda polenta
strapeghè ia da la panara
e mandè zo
con poco conpanàdego
par nar de corsa
a zugar al s- cianco
'n coele sére longhe de Majo,
i'è storie che no' more,
anca se i caéi i
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 | I sogni non si affettano
come la mortadella
non sfruttano la mente
ma sanno colorare
i cieli e ogni tempesta
col soffio della vita
che si palesa in testa
ed anche se si adagiano
sul trono dei perdenti
i sogni sono demoni
pulviscoli
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| Queste piccole candele sparse
tra tovaglie e tavolini,
mi portano lontano...
da un viso conosciuto,
un sorriso celato,
due mani da stringere.
Chissà
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Rassegnarsi alla vita come in una gran partita,
perdonarsi a vicenda come in una leggenda.
Artefici del proprio destino,
viviamo nell’illusione
o nella realtà del nostro cammino?
Restar svegli per troppe volte,
immobili come statue tutta la notte
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Equidistante
dall’implosiva
centralità dell’io
e dalla sua sfuggente trascendenza
un punto d’appoggio
cerco
per governare
le contraddittorie istanze
che la mia sorte
quotidianamente
reclamano.
Ma
a ben guardare
dell’io
nuovamente
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Avevi il profumo
delle rose al mattino
quando la rugiada
sembra stanca
Di morire fra le foglie
ed il vento gelido
crede di accarezzare
la terra senza far male
Avevi il desiderio
dei bambini che giocano
con un sogno solo
da perdere verso
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Ed or che giunge sera
mesto il cuor ricade
sulla remota lapide
intrisa d’un pianto mai spento
Fronde serene aleggiano
a riparar l’umane spoglie
e un canto di preghiera
s’eleva al cupo cielo
E’l fior posato che anch’esso riposa
ombreggia sul
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Eri
una bambina timida, tu,
Rosa bianco cuore.
Sentivi
il battito della vita,
avevi un cuore puro,
ed eri umile.
Vestivi
come San Francesco,
e nessun sapeva
che in casa,
poco era il pane.
Un giorno
camminasti, per prender
acqua.
Un rumore
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Spiga di grano dorato
figlia delle stelle
tramutata in pane
benedetto
il giorno in cui vedesti la luce
fu festa
di padri, madri
fratelli e sorelle.
Un enorme cocomero
fatto rotolare giu’
per le vie del paese
al suono d’organetto
chiuse lo
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Nelle scale si sentono passi come una brigata
tra poco suonano le sette e fuori tra i rami sento i passerotti
e il fruscio di sogni incastrati tra nubi
ancora un istante e mi alzo
ho riposato qualche ora questa notte
amo la solitudine di questa
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 | Las hojas del almanaque
implacables, se han caído,
como un árbol en invierno
quedando desvestido.
.
La
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 | Libertà sotto braccio,
col viaggio,
a soli vent’anni
sei solo
di fronte al tuo mondo
che danza.
Il sole negli occhi,
sei vero
e hai l’incanto
se hai solo vent’anni.
E gli alberi,
il cielo,
le nuvole,
il mare
ne sono riverbero.
Con
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| Un ombrello che sembra fare il bischerello
si aggira sperduto tra i ciottoli
toccando con fervore quei limiti
che la natura elargisce
sintomo di realtà vivace attira truci sguardi
pronti a raccoglierlo affinché
il domani possa trovare l’occasione
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E quando la fiamma
irraggia il riso
ecco toccare il piacere
dell'amore puro.
Come la trasparenza
purifica ogni
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Anima libra
magnifici
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La fine della primavera
era nell’aria
quasi fosse una morte
annunciata fra le albe
Il cielo non sopportava più
le nubi di passaggio
e gli uccelli temevano
il vento troppo nero
Gocce di speranza
lavavano le foglie
ogni volta che
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tremano i tuoi occhi bambina del silenzio
foglia accartocciata d'una guerra immonda di parole
tu che canti la muta polvere di mamme perdute
nenia d'un angelo sporcato dal buio delle stelle
indifesa poesia di lacrime bevute dal calice
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Ti guardo sfiorire
come una rosa che nemmeno il ghiaccio può imprigionare
e nella morsa del freddo della tua memoria che svanisce
intravedo nelle tue pupille l'amore per me
l'unico faro che mi ha accompagnato, sincero e forte, nella vita.
Ti
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Quando Ti osservo nei miei pensieri
vivo quest’oggi e ritrovo ieri
contavo i passi andavo piano
guardavo in alto c’era la mano
in un abbraccio in una carezza
vibra costante una tenerezza
anche lontana ti sento vicino
sempre in ricerca del Tuo
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Scintilla
il suono come eco sulle mani
sfiori le mie labbra
di parole soavi
e poesia distratta
Infiora l’aria
rotta dal profumo del tuo bacio
la luce di mille soli
sul viso
e nel petto, la solitudine di un quarto di luna
Riflessa
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Rimesta tutto il silenzio.
Ha un mormorio incredibile.
Cerna, disfa, svuota, divide.
A volte urla così tanto che non fa dormire!
Chi l'ha detto che il silenzio tace?
Stride, sforbicia, cigola.
Apre e chiude porte, cassetti e ante del
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 | Implodere in cristallo
la fissità dell'occhio
mi assento dal mio scolorire
inflessibile accanto.
Una volta ho
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| Con amorevoli cure
del giardin fiore iridato,
sei da rugiada baciato
e dal calore del sol.
Cresci col guardo tuo in alto
seguendo i raggi del sole,
cresci al profumo di viole,
di gigli al bianco splendor.
Mira la scia delle stelle
e del ciel
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 | ‘O primmo dice “E’ carna 'e Sua Maestà”
chill’ato ‘nzorfa “Nun m'annummena’!”
‘o terzo te turmenta pecché è festa
e allora ca se mette ‘a meglia vesta.
‘O quarto s’addimmanna si papà
‘a tene tale e quale cu
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| Senza denaro eravamo
mentre il nostro amore
misure non ne aveva,
la terra tutta era poca,
lui saliva oltre le vette
e riempiva il cielo
di notte sconfinava
lassù fra le stelle,
per poi tornare tiepido
fra le nostre mani fredde
e l'alba
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L’albero sembrava malato
ma toglieva la luce
alle ore del giorno
e il vento alle primavere
Era solo la terra
più scura
a pretendere attenzione
e lui soffriva di cento ombre
Cadeva sulle gocce
e qualche volta sognava
di essere in riva
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O, Soare!
Tie ma- nchin
cu flacara din coltul amurgului.
Palpaia un zambet, palpaia.
Cu degetele gandului tau
Mi- l
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Tra erba del destino
Un fiume d'armonia
Canta ogni giorno rosa.
Oh, che melodica arpa
Nido di
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70039 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 27151 al n° 27180.
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