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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Febbraio 2026 |
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Le 74558 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Che cosa c’è al di là del sole:
pianto di bimbo, dolore di madre,
aride terre, sorgenti amare,
aridi fiumi riversati verso il mare,
stridenti gabbiani sulle onde,
aironi a stremo su innevate vette
vuoti nidi su spogli rami.
Niente sussiste
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Se a un cor gentil
Amor non s’appressa,
muta diviene vita flebile
e l’animo s’arresta
Il tempo non s’assesta
e’l corso diviene vile
che par sempre batter testa
ed essere come porco in ovile
Allor al Santo ci si rivolge,
ch’esso tutto volge
e
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voglio rischiare vedere quello che c e alla fine del tunnel
in silenzio dirigo i miei passi nelle strade piene di buche
voglio amare le solitudini dell’altro nel mio cuore vestito di gentilezza
io vado avanti con il mio coraggio che urla io ci sono
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 | C’era un dolce sole stamani,
ora un’aria grigia che mi gela,
ma non demordo e attendo...
perché fra pochi giorni verrà.
Si, con un tepore dolce nell’aria
di un sole che non sfinisce
e coccola con le sue carezze
...verrà la primavera.
Intorno
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Nulla si disfa,
nulla si crea,
eppure crescendo
si plasma un’idea,
quel che ci accade
non è frutto del caso
ma un piano celeste
di cui sono persuaso!
Col fluire del tempo
si denota una meta,
per anni è nascosta,
agli occhi è segreta,
poi,
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A pennellar vita son tele e colori,
immagini dorate e sfumature,
alti monti e acqua sotto i ponti.
Vita maliarda ad allegorica avvenenza,
sogni a svanir e tornar su vecchi luoghi,
ove il cuor crebbe d’ amor cordiale.
A pennellar vita su tele
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 | Sembrava che il tempo fosse tutto mio
ma ora odo una lontana voce:
“quel che è deciso, lo decido soltanto io”
torna continuamente e non tace.
Più lungo il passato, più breve il futuro
la voce non tace nel mio tempo insicuro.
La vita è una grande
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 | Falsità sorrisi nati su bocche rugose, bavose prive di
ogni identità che nascono con cattiveria ed iniquità
Con lingue biforcute simili a serpi velenose
offendono l’onore, la dignità di chi colpa non ne ha
Povere prede innocenti colpite
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 | Lasciami andare
dove la neve non si sporca,
e il tempo di chi sogna
non andrà a scadere mai.
Dalla finestra di fronde
si affaccia il mare,
e l’orizzonte è un ponte
che non chiude mai.
Voglio migrare
dove la terra è generosa
e l’orto che da
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Marzo è un po’ distratto
a volte pure matto
più spesso ti canzona
e la stagione intona
dei fiori e degli odori
sui prati coi colori
nel cielo con le ali
con rondini postali
nel nido ormai imbiancato
del nuovo appena nato
che esclama a te
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Vorrei poter disegnare il bello
aggettivo da considerarsi inutile
constatato quanto dintorno accade
occorrerebbe un miracolo che potesse
come bacchetta magica sa fare
rivoltare la matassa
procurando soltanto il massimo
dove potersi
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Non ho una terra
e sono senza amore
non ho un respiro
mi manca il calore
che non ho mai dato
e ho preso perle
dal mio cielo segreto
senza più stelle.
Non ho un sentiero
sono senza rifugio
e ogni stanza buia
è il luogo d’esilio
dove mi
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I nostri anni
non son mai uguali,
come foglie al vento,
mutan colore,
parole e sembianze,
e di perduto tempo,
un vano lamento,
con gente persa
in memorie erranti.
Amore, odio,
in petto alberga ardente,
e nuovi numeri,
come nuove
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Si carica la sera
delle mie preghiere
quelle non dite,
ma fortemente meditate,
e sale il desiderio
di riempire quel vuoto
che niente è entrato
a correre nel mio sangue.
Esco, vedo le stelle
che mi cercano
e non mi vogliono ...
leggero sui
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sono nel mondo delle anime sole a digrignare il freddo della notte
c e tanto buio ed un lunghissimo silenzio uccide l’ultimo rantolo d’umanità
io cinquantenne voglio sognare il tremito inquieto degli esseri diversi
lasciatemi vivere con la mia muta
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Uno sguardo basta uno sguardo
che il DNA su alcuni oggetti si fa vivo
interpretando il calore che occhi emanano
e non potrebbe essere altrimenti
quando il bene fa salti mortali
affinché niente possa ledere il giorno
prova ineccepibile da
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Sembrerò spensierato
se terrò i capelli
corti sui lati
e forse il tuo sorriso
si impiglierà alle ciglia
e non se ne andrà
via con le nuvole
di qualche cielo strano.
Ti parlerò d’amore
senza mai nominarlo
e penserò alla morte
solo quando
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io ti dedico la goccia stillante di tutti i tuoi sguardi forti che hai fatto quando ero nel buio
in silenzio affronti a muso duro tutti i tuoi piccoli inferni di questo mondo marcio
donna nuda di maschere che offre la sua anima ai pochi che hanno il
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Or cedi malumor,
ché più via non ti si offre
e pur gettati in fossa,
ché’l mal si dirama
Muori senza rumor,
ché animo più non soffre
e di vivo color s’arrossa
e sol Amor brama
Dolce tepore aleggia
in vive folate,
lo spirito non più
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Traccio
su una nuvola
il sentiero del tempo
e
rincorro leggera
il movimento vissuto...
scivolo
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 | Tra le spine del silenzio,
io passo, con l’iponenza di chi sa
che ogni passo è un atto di coraggio.
Attorno a me, un mondo che ondeggia,
incorniciato da bellezza e mistero.
L’anima mia, dolce e ardente
accarezza l’imbrunire,
giocando con i colori
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| Basta spalancare gli occhi
quel numero in quel giorno prende forma
desidereresti poterlo depennare dal calendario
sai bene che non puoi
indimenticabili attimi ritornano imperterriti
non immaginavano a cosa andavano incontro
solo oggi prendendo
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 | Un nodo dentro l’anima.
Bricciole di istanti
interminabili attese.
Quando hai chiuso
il sole del mattino
dietro le tende
senza far rumore
ho visto chiaro
nel tuo sorriso
un amore
che non sapeva
rischiare di più.
Lacrime autentiche
che
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 | Ti ho detto che il tuo nome
è come una cantilena
cosicché a pronunciarlo
ti si avviluppa intorno,
e per sortilegio
evoca una janara
e convoca insieme
mille altre voci
di anime disperse,
aggrappate alla vita,
in unico respiro
di sogni e
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 | Ancora un giorno muore
sui bianchi guanciali
e l’anima palpita
mentre l’onda
scivola piano
nelle vertebre dei sensi.
Lascio trepida una carezza
sulle guance della sera
mentre riposo
tra lenzuola di sogni
e ascolto musica e canti
che colorano la
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Eri fredda
come la neve in inverno
eri pallida
una luna nel cielo scuro
che non chiedeva amore
ma il respiro
di cento notti gelide
fatte per temere
tutto il male del mondo
e ogni cosa
che l’ombra ha lasciato
andare nel buio
dove nessuno
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E si ‘o gelato fosse medicina
venesse addo Giò Ice ogne matina...
Me ne magnasse uno a ciucculata
e ghiesse a fatica’ tutto priato.
E si Giò Ice fosse na muntagna
scalasse cu piacere sta cuccagna
e ‘a lengua accarezzasse ogne parete
na vota
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Quand’uno d’umor
cattivo soffre
e pur d’accidia s’infossa,
sol pace brama
Manco di Natura l’amor
più non gli offre,
sicché l’animo suo s’affossa
e più non ama
In ria via veleggia,
che vele son forate
da vento di tormento
E niuno stendardo
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 | La musica dell’Eden
è il placido silenzio,
il suo unico colore
il nero del buio,
il suo albero da frutto
è il fatidico melo
dal quale Adamo
raccolse il pomo
con cui tentò Eva.
Da lì nacque il peccato,
la conseguente pena.
E’ rimasto solo il
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| - Variopinto Carnevale, adesso dove vai?
- Sarò in Marzo, non lo sai?
al Febbraio sempre consegnato,
verso l’altro mese or son relegato,
ma sol quest’anno ci starò,
al successivo tosto qui ritornerò.
Calendario in alternanza
muta date
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| Tutto finisce bisogna rendersene conto
inutile accumulare e per chi
se un domani ogni cosa sarà gettata
vecchi insegnamenti sembrano non aver attecchito
visto che ritornano anche se a distanza di anni
la scusa è mancanza di spazio e questo lo
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74558 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3001 al n° 3030.
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