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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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sebina pintaldi
Le 295 poesie di sebina pintaldi
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Sono un percorso alternativo.
Non sceglietemi!
La sottrazione interna dei vuoti vibranti
sfuggiti alla schiusa esistenziale.
Sono un capitombolo di polvere.
Non respiratemi!
Lasciate che mi depositi
tra un gene dominante
e un gene
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L'urlo dell'allodola violata
ha trafitto il pianto della montagna...
Ed essa sull'ala insanguinata
ha coniato l'impronta della natura umana.
Lo sparo trasfigura i suoi tramonti!
Ha dileguato la filigrana dell'amato volo!
E la montagna ruggisce
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Prendimi!
Sono per te!
Allunga la mano.
Divorami in silenzio
come fossi una ferita
di colossale dimensione.
Sentimi!
Sono la contraddizione!
Imballata nella grafica confusa di un abbraccio
che ricorda la terrificante paura per il mare.
Calami
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L'eterna foresta abita il silenzio.
Un silenzio che intimidisce l'uragano!
E' qui che sboccia il fiore d'amianto.
Bello da vedere!
Nocivo da respirare!
Tu, trovagli collocazione.
Si accontenta di stare persino
tra le tue
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Ho strappato la luna all'inverno!
Per affliggermi nell'argento
degli incantevoli suoi silenzi.
Ho perduto le onde del
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Nacqui con il dono di schivare il mondo
come ballerina sorda al ritmo del vento.
Mi feci strada per sbaglio o per dispetto
alla luce accecante di un sole bastardo!
In quella mattina con tacito pianto
mi affacciai alla vita e per tanti fu
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Sei desiderio schiuso!
Ti incurvi nell'incavo dei reni
e pianti semi di fiamma rubata.
Sei la lingua che fugge sulle labbra.
L'interruzione della
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Sei un presagio di eternità!
Ti nascondo agli angoli morti
ubicati tra i vestiti e la pelle.
Sei la diramazione di un vento!
Soffi distratto e infaticabile
gonfiando i contorni
di questa illustrazione
che tutti chiamano cuore.
Forse ti
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 | Ammalami d'amore!
Con uno di quegli amori che ammazzano e poi risanano.
Muta i vuoti del mio sterile cielo
in vortici che sfaldano esistenziali digiuni.
Amami!
Se non sai come farlo, trovati una scusa!
O brama l'arte del possedermi!
In fondo, non
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| Sottopelle
La fecondavano sogni sublimi.
Essi si concedevano e si calavano in lei
pur sapendo che sarebbero rimasti uccisi
nell'attimo stesso in cui avessero investito
le oscillazioni di quell'anima inquieta.
Nulla permaneva in lei.
Ogni cosa, al suo
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| Aveva imparato ad amarsi
senza chiedersi nulla in cambio.
Quando il cuore la reclamava a sé
andava e si cercava oltre la siepe del vento.
Lì, si trovava.
Nella mescolanza dei suoi fitti tumulti.
Poi si accomodava nel mondo
in un modo del
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| Mi colloco negli spazi intimi del crepuscolo interiore!
Dove mi scompongo nell'indecifrato tono
snudato dal perfetto silenzio.
Mi agguanto all'anima.
Ne prosciugo i dolori.
Ai margini di un ordine apparentemente naturale.
Ho ancora
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| Sono la matta tra i matti!
Mi taglio i polsi
con acuminati silenzi
e inclinazioni provvisorie.
Io!
Un accordo improbabile!
Con i recessi dell'anima
più scuri della notte.
Vivo all'ombra
dell'acume randagio.
A passo lento mi riverso
come
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| Fuggo dall'abbraccio intriso di memoria.
Mi rivesto di sonate malinconiche
che profumano di pioggia autunnale.
Tremo.
E tutto per un istinto di conservazione!
Mi penetro nelle ossa...
per scaldarmi sino alle voragini che mi bucano le vene.
Non
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| Imprigionami
nell'antica resina del sacro sesso.
Venera la mia carne!
Come un animale
impigliato nell'odore della sua preda.
Viaggia lungo i pendii dei mie seni.
Io, qui ti nutrirò di stupore selvaggio.
Incrocia le mie pupille!
Divorerò
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| Si generava nell'attimo stesso
in cui la cronologia si disperde.
Moriva!
Ogni qualvolta si foderava di emozioni.
Poi tornava a respirare!
Scandagliando sottopelle
i toni ondulatori delle sue perturbazioni.
Ella ascoltava ogni singolo frammento di
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a sebina pintaldi.
| Rimango immobile
nel cono d'ombra
che mi attraversa.
Mi scava dentro voragini
che odorano di tempesta.
Mi soffermo nell'arcano punto cruciale.
Qui io tesso l'oro filato
che si accavalla all'io ignoto.
Sono primitiva.
Feconda.
Mi lascio andare nella
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| Si allacciava alla sua stessa carne
come un ruggito infiammato da primordiali istinti.
Sapeva di essersi smarrita!
In quella nota dolente e irrecuperabile
sventrata nell'estrazione del sé.
Si rovesciava negli intimi sussulti
battezzati dai suoi
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| Cosa io sia non saprei!
Forse una fabbrica di ricordi
che mutano le braccia in tenaglie invasate
mimetizzate ai rovi.
Mi penetra sino alle viscere
il grumoso nodo della matassa
che si districa nello schianto
delle confuse e interne mie lotte.
Odoro di
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| Convivo con l'alternativa di me stessa.
Mi colma.
Mi svuota.
Ma non mi appartiene!
La nostra anima è attraversata
da solchi paralleli e
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| Mi confondo con i mutamenti acquatici.
E scivolo lungo i cristalli
della mia anima caleidoscopica.
All'improvviso mi profumo di malinconia...
Con un sorso di cielo e un preludio di velluto.
Io!
Una canna impigliata nei sotterranei del mio
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| Si beava d'amori immaginari!
Ne respirava gli aloni!
Ne faceva il pieno dagli occhi alle radici.
Non era matta!
Era l'anello di una catena emozionale
consacrata alla suggestione.
Alle sfumature.
A quelle passioni struggenti
alle quali è vietato
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| Fecondami nel baricentro umido e inquieto.
Inchiodami nel sonoro rosso vermiglio.
Sì!
Leccami nell'eccitata foresta
intrisa di rugiada
tremula di baci foderati di miele.
Sfaldami nella fiamma del sacro sesso!
Io sono il solco del fior
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| Io!
L'incompiuta sinfonia del mare!
Incurvo nell'urlo dell'eterno fiume
annego nell'ora che urge i miei sospiri
mi nutro nel sole di ogni singolo fiore.
Vi è un sottile confine
tra l'anima e le incessanti lotte
attraversato dal fugace ponte
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| Si spiegava in una graffiante miscela
che sapeva di vita, polvere e desideri.
Nasceva ad ogni alba.
Seduta alla finestra
si stordiva di luce
nell'odore del cielo.
A tratti si dileguava nei mormorii
strappati agli invisibili spazi celesti
di
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| Le decisioni importanti
le ho sempre prese in un solo istante.
Fu così che io mi proclamai
l'equilibrista del mio arco vitale.
Non sarei rimasta l'illegittimo clown
orfano dello stupore!
Allora mi sfregiai il viso.
Ingoiai il fiore.
Mi
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| Aveva frantumato
quell'urgenza di scappare
tra le ciglia taglienti
e l'incessante errare.
Aveva capito quasi fin da subito
che non sempre uccide
tutto quello che fa rumore.
Era arruolata nella guerra con se stessa!
Si feriva!
Nello scontro irruente con
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| Svuotami le ossa...
Oh riverbero di mare!
Brucia l'agonia
che pretese la mia pelle.
Ha la forma indistinta l'ombra del mio cielo!
E' orfana di stelle.
Di alleanze.
Di padrone.
Liberami nel canto dell'acqua che disseta!
Annegami nel riposo dell'anima
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| E il tramonto mi sapeva d'anima risanata!
Lo contemplavo!
Ed esso mi implorava di non andare...
Di non sottrarmi al declino
degli ultimi sprazzi di fioca luce.
Povero e solenne!
Esigeva d'essere scortato
sino agli estremi sospiri che deflorano il
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| Sono attenta a vivere con enfasi la mia vita.
Mi avviluppa solamente quella!
Colleziono orme.
Odori.
Istinti.
Indissolubili muri eretti.
Sono restia a darmi.
A dare...
In nome di un senso inteso come dovere.
Io!
Così propensa al
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295 poesie trovate. In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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