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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Febbraio 2026 |
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Raffyka Danse Macabre
Le 73 poesie di Raffyka Danse Macabre
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Dimora delle anime dannate
Nella notte claustrofobica ospite
tuo son stato, per me non hai limite.
Speranze cadute e illusioni spente
Un incubo impossibile; quella morte
Quella violenza: son desto è la realtà!
Il collo della zebra
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 | Come il martello del violento ferraio
Batte sulla spada mai forgiata
Travolto dal tempo vive nel ghiaccio
Questo sogno dalla storia spezzata
Impotente l'incudine osserva
Il disegno di gioia cosparso
Mentre il boia pietà non riserva
Al
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 | Son desto troppo presto, mio sole
Che ancora non illumini alcun specchio
I raggi mi accecano e le parole
Consumano i riflessi dall'occhio
Son desto troppo presto, mia luna
Questa notte è troppo illuminata
I raggi mi accecano e la
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| Dopo ogni risacca la baia
sola, petrosa e abbandonata senza
il mare immenso da un sole immane
viene prosciugata in ogni essenza
Giorno dopo giorno il crudele boia
logora lentamente il giustiziato
con l'assenza per curare la sua noia
quel mare
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 | dipinge righe difficili
sulla sua tela finale
parole scorrono flebili
in un tripudio vitale
la candela danza distorta
nella tenebra che lenta piomba
come il giullare sulla tomba
della religione già morta
per luoghi lontani parto
dove
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 | Mille e mille sono gli impressi tocchi
Su questa fresca tavola complessa
La mia anima invisibile è riflessa
Nell'arte abitante prigioniera gli occhi
Del genio ogni distillata goccia
Raccolgo in un'ampolla di fiele
Unico giaciglio privo di
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 | M'innalzo, nel lembo d'infinito
sopra i miei occhi carichi di pianto
la mia sporca umanità ho tradito
elevandomi, senza rimpianto.
la torre d'avorio miro dall'alto
o il sole degli insonni annerito
nell'ombra finché l'astro
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 | Sotto questa ampia volta sconosciuta
ogni giorno, come mai vissuta
con la stessa commedia la natura
esibisce uguale e senza variazioni
di sé stessa costanti emozioni
con la stessa forma e identica misura
Che sia il terremoto o l'alba
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 | E all'improvviso il cerchio si chiude
urlò l'eremita, re del suo monte
abbandonato, col fior che si schiude
unico amico insieme a Orizzonte
e all'improvviso il cerchio si chiude.
E all'improvviso morì la rosa
urla il poeta
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| L'angoscia insensata
tutto il mio tempo brucia
Sento il tuono delle lancette grevi
Che sul tenero volto di Eros piaghe
profonde scavano col cesello
Le Redini delle mie paurose bighe
Troppo fragili, senza più controllo
Temono la fine di
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 | Nessuno sa cos'è la vita
Se nella sua intera giornata
Non ha mai scelto di avere
Un'ora sola per vivere
Elisir della giovinezza per tutti
Per poveri stolti bramanti gli anni
Che il tempo ha sottratto nei suoi furti
Restituendo dolori e
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Invia un messaggio privato a Raffyka Danse Macabre.
 | Era lì insieme alle altre eppure sola
Il profilo spigoloso e rampante
Intorno a lei c'è profumo di viola
E il verde dell'edera rampicante
È così candida seppur vissuta
Meravigliosamente marmorea
La sua veste triste e
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 | l'infinito è il rifugio del disperato
ma dalle mie preghiere dio è scappato.
distante, esiliato
superai i fondi
toccai gelidi muri
dal colore pesto.
rosso scarlatto
in pozzi profondi
fatale chimera
racchiusa in un gesto
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73 poesie trovate. In questa pagina dal n° 61 al n° 73.
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