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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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carla vercelli
Le 804 poesie di carla vercelli
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Io, che ti ascolto
e la mia mente compie viaggi
dove non mi sposto dall’orbita dei tuoi occhi.
Io, che non baratterei
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Ho ripiegato con cura i fogli, le missive,
come li riponessi nel baule dei ricordi.
Nell’aria incupita ho misto alle
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Parlami d’amore, mi chiedi
parlami d’amore, ti chiedo
Che siano le parole i baci non dati,
gli aggettivi le carezze, gli
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L’ascesa è silenziosa
come la vastità
che circonda
ovattata.
Il freddo lacera vuoti.
E’ un pieno d’ombre
bianche le ali
l’abetaia inerte
a vegliare l’infinito
Ruzzola la luce rauca
d’un rifugio ed è già
il senso compiuto
del cammino,
il
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Non so in quale punto
impreciso
una nuvola affonda
fantasma di un veliero
in un mare surrealista
Lo spazio delle
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Il bambinello stava intirizzito
dal gelo nell’antro inospitale
quand’ecco un angelo insignito
si fece largo sul manto virginale.
E s’accostò a un asinello e un bue,
l’un giovane, l’altro un po’ più vecchio,
della grotta guardiani
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Sedie in bellavista
sul postindaffarato e ciarliero
pomeriggio parigino.
Ho smarrito le chiavi
d’ufficio della realtà
nell’acqua stagnante delle fontane.
Lenta e gioiosa affiora la procedura
del sogno: osservo bambini
navigare barchette in
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 | Io sono in questo mare capovolto
che sopra me dispensa luci e stelle
lampare di pescatori a irretire conchiglie
per udire la tua voce in un ricordo.
Io sono in questa falce di luna
raminga e interrogativa, nel nembo
ascoso che la ghermisce tra i
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Rosseggia in tripudio
il bosco sottostante
alla tua pietra scabra e linda,
chiesa di collina
che ti stagli su una preghiera azzurra
Nel sole annuvolato di un’isola tirrena
il viandante mesto rivolge un pensiero
al tuo portone chiuso,
ai vetri
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Ora anche settembre
ci scorre negli umori.
Lo scorgo dai fiumi ingrossati,
lo vedo nelle foglie dorate
che ciangottano di noi
prima d’affidarsi alle spire
del vento che disperderà
pure le nostre parole
nei chiaroscuri dei sentieri.
Mi chiedo,
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 | Ho sempre detestato le promesse
perché io stessa mi reputo incapace
a mantenerne salde le premesse
quando il cuore esulta e la mente tace.
Pertanto amore mio non sei fallace
s’esponi chiaro quelle scuse ammesse
più del silenzio e le parole
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Urlo di bellezza atavica, nelle grotte di roccia lavica
l’ardente voce del mare ventoso e incontrastato
si smorza appena della sua nenia cosmica
fino all’erba bruciata disseminata di pietrisco.
Scorrerie piratesche subite nel turbolento
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L’estate ci sorprese, ci sorprende
sempre inadatti, in questa inettitudine afosa
anche ad amare, ad amarci.
Un risveglio in velo d’organza sul tuo petto nudo,
alle radici di un melo che sta per fruttificare in una notte
di plenilunio fiorito tra
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Ho bisogno di decifrarti
come una pittura rupestre incaica
ai piedi della Cordillera Andina.
Hai una simbologia
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Vi fu un’età
non molto tempo fa
che sulle fronde degli alberi
albergavano fringuelli e usignoli
il cane correva veloce
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"Sembri una zarina"
luccica in ghiaccio appena sciolto
lo sguardo di velluto chiaro
che m’avvolge
e io fantastico
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Leggi la biografia di questo autore!
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Indirizzo personale di carla vercelli: carlavercelli.scrivere.info
Gratuità L’Anno Santo della Misericordia (Spirituale) (Spirituale) |
Mi rinnamoro invece
perché devo valutare
la luminosità del sole
e i colori sfavillanti
che ti scintillano nelle iridi
quando guardiamo qualcosa insieme.
Perché devo abbuffarmi di fragole e panna
mentre ti leggo come un libro aperto e
arieggiare
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Ci fosse pure uno squarcio celeste
una strettoia recintata da parapetti di nembi
non sarebbe così affascinante
camminare sul cielo
quanto sostare statuari
sull’orlo dello strapiombo
davanti l’immensità dell’oceano
alle spalle un cuore
che attrae e
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Al culmine di bella scarpinata
di nebbia e sole folta la foresta
si odono fragori di cascata
che danno sensazioni d’una
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Il tuo sorriso
è il viatico
all’esplosione dei sensi
Hai occhi che suppongono già il mare
scuri e penetranti
flussi magnetici
ridenti d’onde
lambiscono dune e anfratti
Mi esplori piano
dalla spiaggia dorata dei capelli
ai meandri del
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Agghindata e schiva
con la soave regalità di un angelo
e il piglio terreno di una creatura di carne
vorrei essere per te
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 | In sospiro di vento
si dirama il verde dei boschi,
esala copioso dalle risaie,
dai campi di grano biondeggianti
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 | Non mi chiama amore
Non mette in gioco
la vita,
l’identità
l’alterità
che in me cerca
tuttavia
la sua mano
scorre lieve
stella filante
perlacea nube
evanescente nulla
sulla mia schiena
nuda
Ed io
non so più chi sono
se non in
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Venezia affonda nei miasmi dei canali
riemerge e svetta tra lo sfarzo marmoreo dei palazzi
si contorce nell’angustia delle calli
sorride alla sorpresa dei campielli asimmetrici
Persino il meticoloso disordine dei colombi
amplifica il completo
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La mia casa è un guscio di volute,
un nido d’allodole che s’infervorano al mattino,
una tana di volpe dal musetto aguzzo e la zampata ardita.
E vivo nascosta, segreta, innamorata,
l’increspatura di un’onda lontana sulla pelle candida,
il profumo
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Ti telefonerò da New York e dirò di raggiungermi
perché da Tiffany svendono sogni lucenti a colazione
e al Metropolitan suonano la nostra canzone
Non ci sarò per nessuno tranne che per te e
quando arriverai accenneremo un foxtrot
sulla Fifth
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Della tua bellezza ammetto il turbamento
-lo splendore del tuo giovane corpo
offusca il fulgido riverbero lunare
sul fiume dei miei sensi impazziti
La tua corte serrata e inequivocabile
è poi caccia spietata all’ultimo respiro,
scavalca gli anni e
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Vorrei che tu mi amassi
di quell’amore che va oltre e dopo
Dopo gli incontri, i baci, i gemiti,
gli orgasmi, le promesse, le spiegazioni,
le parole
Oltre le ore vuote, le incertezze, le assenze,
le attese, i rinnovi, gli scongiuri,
i
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Ti ho mai detto di quella allegria
che mi esiste, abita nel seminterrato
di me, ma discreta o sfrontata invade
il piano nobile anche non invitata,
sovverte spensierata il mio falso ordine mentale,
il rigore impagliato di sedie e cuscini,
dà fuoco
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Siamo vetrate
ad illuminare le splendide navate
o l’abside di una cattedrale gotica
al momento delle Lodi mattutine
quando il sole è un giocoso infante
a cui arride il destino in uno o più rosoni
della controfacciata
Policromiamo i banchi
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804 poesie trovate. In questa pagina dal n° 631 al n° 660.
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