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Le 12 poesie pubblicate il giorno 21/02/2026
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La mamma è colei che ti custodisce per nove mesi,
che si prende cura prima di sapere,
di vedere,
di conoscere;
che ti custodisce,
che ti protegge.
La mamma è colei che ti racconta storie,
che ti regala il primo sorriso,
che ti stringe tra le
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Una mano si alza piano,
cercando il sorriso nel cielo,
il vento l’ha portato lontano
restano spente le stanze al gelo;
è volato via come un gabbiano,
oltre l’azzurro chiaro delle stelle,
ha sciolto il nodo stretto della mano
ombre lunghe e teneri
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Al fiorire delle camelie
Sei andata
in silenzio perfetto
lasciando soltanto
il tuo corpo sul letto
ora son solo qui
e mi guarda milu’
quella gatta
che ti piaceva di più
e’ stata una camminata
di quarantotto anni
tra gioie e dolori
ma felici
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Ripeto tutto
come in un ritornello:
nacqui ch’ero povero
e crebbi in povertà
divenni poi ricco
ma non di denaro,
in me era più importante
l’essere un anima buona,
poi, come in refrain
tutto riiniziò da capo...
e quindi rinacqui
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Se la fine
è solo uno sguardo
non guardarmi
e posa le ombre
fino alla sera
accarezza le stelle
finché non tremerò
con l’ultimo respiro.
Se la fine
è solo un silenzio
parlami ancora
e culla le lune
che ci guardavano
di notte
mentre il
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Se un perde bellezza,
tutto divien freddezza
e’l campare vien muto
e non s’è più arguto
Resta un gentil pensier in testa
per evitare via mesta,
anco se fugace,
che piglia nell’animo rapace
Ancor il cor preme,
ma sentir non converrebbe,
ché
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In piazze d’ombra e geometrie di gesso,
si ferma il tempo sopra un orizzonte,
un manichino siede nel riflesso
di un’architettura immota e senza impronte.
Sulla muraglia che il meriggio abbaglia,
tra cocci aguzzi e l’arsura del pruno,
il varco tace
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i miei poeti che attraversano il tempo ed il cielo. nel tremito del vento
l’età moderna con Neruda che sillabava l’alfabeto del cuore.
C era un furioso silenzio quando Quasimodo denunciava la tragedia della guerra.
"E come potevamo noi cantare con il
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Essere nodo di stelle
e vento antico tra le costellazioni.
Portare spine come reliquie
e luce come preghiera nascosta.
Restare quando il cuore è tempio aperto
discostarsi quando diventa corridoio d’ombra
senza candele.
Avere ambizione che
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi
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Vista e cuore si adeguano al momento
senza scombussolare chi dintorno
vorrebbe poter sindacare in maniera non sempre consona
aria frizzante anticipa il momento
aprendo il tragitto a chi lassù già si è messo in volo
coprendo chilometri e
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Perché ti adombri mare profondo?
Immenso ti miro fino al finir
dell’orizzonte, promessa eterna
di vita che dà gioia ai pensieri.
Ora è mantello azzurro il cielo,
cupezza scompare, torna certezza
di un placido scivolar dell’onde
battito continuo
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