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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Aprile 2026 |
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Alma Gjini
Le 237 poesie di Alma Gjini
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È sospeso il tempo
In nuvole scure
Che squarciano il cielo,
E silenzio
Che stropiccia i pensieri
E bisbiglia il canto
Silente dell’erranza
E dipinge le pareti,
Di folate di vento,
Pioggia battente,
Foglie che cadono
Da rami
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Sa di vento l’anima
Ulula verso i barlumi di stelle
Sotto gli occhi del tramonto
Tuffata nella terra bagnata,
Sospira affannata
Sotto il manto di sabbia
Che l’avvolge mentre tesse i giorni
China sull'altare, in preghiera,
Da molto tempo
I
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Se questa lacrima
Sapesse parlar d’amore
Per una notte ancora
Un’alba che nasce,
Un mattino che allaghi
Le stille di pensieri
Che frugano tra vicoli ciechi
Dentro meandri della memoria
Come onde di velluto,
Come oggi anche ieri
Non so cosa
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Strapperei al tempo
che vaga tra le nebbie
in passi lenti e grevi
la spoglia custodia
dei giorni trascorsi
a sciogliere il gelo
E i rivoli d'inchiostro
stessi e cancellati
che vagano nell'aria
come ritagli di nuvole
in attesa di
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Disincantati i giorni,
Fuggevoli l’emozioni
In questa vita
Che il futuro attende
Ho visto l’ultimo uomo
Spirito muliebre
In via delle rovine
Silenzio, tutto deve tacere...
Osservando come crepitano
E danzano le foglie secche
Canticchiando
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Donami una rosa
Oppure anche spine
Ma non lasciarmi sola
Sazia il silenzio
Ingombrante, parla e urla,
Semina sogni nel giardino della nostalgia
E il vento nell'infinito degli occhi
Non sparge nuvole e non apre il cielo
Come tenero germoglio
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Lei scrive e ama
dietro mura innalzate
rimane di notte seduta
barcollando nel angolo del letto,
cercandoti dentro frasi senza senso.
E sparge cuor di cielo
nel giorno senza volto che cala il sipario
colma di calvario di parole
dentro quel
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Avvolgilo il sogno,
Affogalo nel liquido amniotico
Intorno al tuo cuore
E proteggilo sotto questo cielo terso
Attraversalo e nutrilo
Come flebile fruscio che lo disseta
E con l'aurora bevilo
Come goccia di gioia che scorre
Accompagnalo a
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Come un cavallo che scalpita dentro il box
Aspetti a uscire e fare
a pugni con i miei pensieri.
Mi sei pioggia che riemerge dalle sabbie
e mi bagna i capelli
Sguardo che maliziosamente mi spoglia
Carezza che amabilmente sotto le tue
labbra
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Bie shi,
mes flokeve dhe nje jasteku
te perbere prej spinash,
kerkoj te shperhap gersheta frymemarrjesh
dhe brishtesish njerezore.
Gjinjte e mi, i perkasin duarve te tua,
i ke perkedhelur pasionisht
per te ndricuar nete te qindra diteve.
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Te dy takohemi diku,
ndonese trupat nuk bashkohen.
Tekohemi ne te njejten puthje,
ne te njejten enderr,
edhe atehere kur zhgenjehemi
nga pasioni i rreme,
Takohemi ne te njejten loje.
Takohemi kur dritat jane te zbehta,
mbremjeve te gjata
Kur
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S’addensa in silenzio
coccia che scorre
lungo la guancia
Scatena la tempesta
con tuono lampi e fulmini
sopra la mia testa
Luce languida,
impregnata di salino, smorza
un’infinita nostalgia
Sorso del respiro in lungo e largo
onde che
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È un canto folle, la vita, folle speranza
Che trascina dove il sole più non riscalda,
E la nera montagna e tumida di nebbia,
Come un tappeto che sparge le sue frange
S’insinua come una serpe viscida
E porta il tuo viso, puzzle
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Mi rubi il tempo
Come quel nodo alla gola
Dentro un gelo da radura
Ai piedi d’un'ombra su pelle scorticata
Scivoli silenzioso, come onda setosa che
Scorre i tasti sulle note alate del vento
Resta fermo il cuor oscuro telo
Che copre l’ultimo dei
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Portami con te, chiudimi
Sospesa a mezz'aria
Su palmi d'autunno
Come un grido soffocato
Un singhiozzo
Di foglie oramai non più verdi
Che danzano nell’aria
S’adagiano sui passanti
Come un grigio pensiero
Dentro il cielo
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Ti scrivo e gocce di brina colmano il cuore
Anche se le parole non arrivano a destinazione
Eppure diramano e guizzano traboccano respiro
E l’anima mia, morbosa gorge su intensi viali
Cadono così le lettere su mani nude scorticate
Dal dolore
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Invia un messaggio privato a Alma Gjini.
Inventami, tra sospiri e attese
Con addosso solo il verde umido dei prati
A guardare il cielo che pioggia minaccia
Senza quel groviglio di nubi
Gonfie d’acqua
Che non spengono l’incendio
O gli impulsi che infiammano il cuore
E insinuano solo
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Sei dentro quell'abisso dove nascondo i miei più intimi segreti
Dentro la campana che suona, contando le ore senza di te,
Dentro i pugni chiusi e le lacrime che piange il cuore greve
Allo spegnersi del giorno che rabbuia tutto intorno.
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Si sveglierà dal sentire incapace la notte,
Quando tutto brillerà come perla del mare
E il lutto di sorrisi s'annegherà in sbocciar di petali
Inspirando d'aria in volo il tuo respiro
E mi tingerò delle tue parole e le
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Sono qui ancora, ma sono diversa,
Lotto col minuto, e traccio con un dito,
Istanti scanditi d’attesa rastremati come foglie
E annodo intenti nobili intorno al cuore
E adesso penso a te e il delirio ritorna
Come stridulo canto che impreca e
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Abbracciami tu che denudi i miei pensieri
Senza il tuo abbraccio c’è solo una sedia nuda
In mezzo ad un cielo di piombo che pesa di grigio
E frammenta l’anima mia dentro le in confidate intimità
Come un tuo segreto tra i rami di
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Voglio amarti come amo
I fili di ghirlande d’oro e d’argento
Che adornano l’albero di Natale
Senza confini
E averti come onda
Che fa all’amore con lo scoglio
E bagna gli occhi del mare
Con carezze dolci e accorate
E leggerti come favola
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Danzerò sotto un cielo di stelle
Ascoltando il vento che ti soffia sui capelli
E le dita sfioreranno note d’un pentagramma
Come filo che regge il mio cuore al tuo, oggi come ieri
Berrò se devo una lacrima di luna
Che ascolta sotto
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Mi lascerei anche vivere
Se avessi la certezza di non soffrire più
Oltre i cancelli delle mie paure
Ci sono lame fatte di parole
Ma lo sono, sono affamato di vita
Del guardar danzare la notte,
Ma sono anche sazia, sazia
Di ingurgitar
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Sarò il tuo rifugio
anche quando te ne andrai
incavolata con le valige in mano
e quando tornerai
sconfitta dalla potenza di un sogno
e il tuo passo sarà lento pesante
e sottovoce nell'oscura
immensità della notte
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 | Del dolore sono amica
E dei suoi pensieri che fluttuano
Come rondini di carta
Mi riempio i giorni
Con l’alito ghiacciale
E i suoi occhi spenti
Mi bevo le parole
E non compare il sole mentre chiacchieriamo
La mente si sgombra e ripercorro
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 | circondati dal silenzio
gli attimi sbriciolati
in balia del vento
in un battito di ciglia
diventano polvere di pensieri
che tagliano il presente
come un mare
che si estende e ti confonde
ha il tuo odore
il tuo pensiero addosso, il
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ti vidi,
quando la luna confusa e taciturna
fautrice di dubbi
si divertiva a crogiolarsi sul passato
dentro le tempeste che duravano a lungo
è fu come una piacevole scossa
dentro un viaggio che procedeva alla cieca,
senza una direzione
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Come in una prigione
le immagini si susseguono,
chiusa da sola
con la miriade di pensieri
che scorgono solo volti straniti
e sguardi vuoti.
Al sole d'inverno, l'alba sbriciola
fette di sogno
disegnando solo cicatrici
sul corpo in
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Trovo il tuo odore sulle pareti,
lenzuola, labbra, corpo, seno e mani,
mi rattristo perché so che sarà lì
anche domani,
non con te, insieme a me.
Il tuo sguardo mi scruta lento
scivolando sul mio corpo,
che è solo un
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237 poesie trovate. In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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