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Non è mia abitudine
inginocchiarmi per pregare;
non lo faccio neppure
nell’ora della sofferenza
perché io so
quando parlare con Dio.
Nel monento in cui la natura è desta
e, nell’azzurro della volta
si svela lo splendore
io mi rivolgo a te
mia
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La mattina prendo appunti.
Prendo appunti per non disperdere, per contenere.
Per non disperdere un "io" che tenta di farsi giorno.
Prendo appunti per pensare.
Per scordare l’ovvio.
Per dare importanza all’attimo che si veste di luce.
Tiro fuori
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Vince per ora il morbo letal
Che a temporanea resa ci costringe
Nella battaglia dell’usual
Viver nostro quotidiano
Per
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 | Sorpresa e stupore
nel ritrovare l’amico fidato
di un figlio volato in cielo
che da tempo non è più.
Tu, amico suo d’infanzia
l’hai tenuto ancorato al cuore
-vivo nel tempo-
oggi l’hai fatto rivivere ancora
attraverso il suo nome
nelle tua
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| Il sonno sopraggiunge all’improvviso
non ha il maggiordomo che l’annunci
soltanto qualche sbadiglio come lasciapassare
e gli occhietti cominciano la ballata
guai ad ingurgitare un bicchierino di troppo
i riflessi alzano bandiera bianca
la sorpresa
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 | Dopo aver divorato i giorni teneri
palpitiamo incupiti
senza memoria
non ricordiamo più come si guarda
come si osserva...
e neppure sappiamo più stupirci
ora che di sospiri
e meraviglia c’è un grande bisogno:
il mondo ne ha bisogno
ogni angolo
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| “Non sono ancora lesbica, ma dopo
le frivole e sgradevoli avventure ...
gli uomini li reputo malvagi!
Son stanca di
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E poi ci sei tu, che mi sollevi il cuore e ti prendi cura di me
in questo momento di stupore, quando un gesto d’amore
ha
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Oh! amabilissima Madre che nei cuor vigili ed
ogni pudor risani e della vita facesti amor materno...
Madre amabilissima di candor vestita,
azzurro manto di ciel esteso ad
incantar la vita giungi...
Madre serena, di ogni angustia priva
che hai
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Prigioniera di una grata di ferro
lamento la mia solitudine.
Mi manca il mormorio di voci intorno
risate di gioia fanciulle a rincorsi per casa
mi mancano gli abbracci.
Per non impazzire libero la farfalla ch’è in me
svolazzo danzo e canto
invoco
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 | Nel palmo dei miei giorni
nel cavo d’una mano
della vita è corso il tempo
come raggio di
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Mi spinge a lato
il giallo di colza
dell’erta antica
che scivola sotto i passi
lenti e stretti.
E’ ancora aprile
sotto il verde accennato
delle querce pazienti,
è ancora cammino
vestito di nuovi pensieri,
è ancora domenica
piegata alle ore
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In questo periodo insolito
mettiamo le mani in pasta.
Facciamo nuove creazioni che danno ai pasticceri
tanta speranza, in
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Osservo la città...
la mia città,
le mie strade
i miei quartieri deserti,
privi di vita, di schiamazzi
del rincorrersi dei bambini...
incredibile come tutto ora
abbia lo stesso suono e lo stesso colore
surreale...
nessuno parla più...nessuno si
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Non sapranno mai
guardare oltre i miei occhi
né leggere tra le pieghe
delle sofferenze,
perché giammai scrutano
tra le finestre aperte dell’amore
Affiggono pioli
in un’anima in bilico
attraverso i cunei opulenti
di maldicenti pensieri.
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Son l’uomo che la notte
messaggi forse di nascosto:
"T’ho letto m’hai commosso
neanche ti conosco!".
In campo letterario
non posso ambir niente
ma se poesia hai lodato
si compiacerà mente!
Ancor più il Cuore
ove t’ho spogliato l’Alma
con
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Ascolto il silenzio,
ascolto il mare,
il vento mi accarezza,
il sole mi illumina,
la natura mi avvolge,
e io mi
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Molte ombre ci guarderanno
quando il primo bacio
varcherà la soglia di casa
e non avrò paura di sapere
Se il cielo sarà troppo scuro
e se le lune passeranno
oltre le stelle del tempo
come gocce di pioggia antica
Le nuvole ci
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Non dimora forse qui il giorno degli amori
chiesi agli abissi del destino
quale vita non fiorisce prima d’appassire
breve è il respiro che chiede al primo raggio di sole
non sei tu la sposa che veste di rosa il tramonto
e lascia che il sogno
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Ciceremmuolle ciceretuoste
songo penziere nun songo supposte
so’ chelli cose ca vanno p’e nase
e pazzianno te cercano ‘e vase
uno pe’ te e uno p’a mamma
tanto nun sape si doppo fa ‘a famma
cu tutta ‘a forza ca tene l’ammore
pecché c’o mele se cagna
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 | Nascondimi
Nascondimi bene
tra le pagine piegate dei tuoi sogni segreti.
Metti punti e chiudi parentesi/tira lineette e graffette.
Ma non sai che col tempo
a furia di leggermi e sillabarmi sul tuo corpo
divento parola.
Straccio le righe ben
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| Sapete quante volte mi son detto:
da domani smetto
e quante volte me lo son promesso
mentre a testa china
cercavo di fuggire via da me stesso
o davanti allo specchio
con la testa pesante come un macigno
Ma la tentazione mi percuote
come un padrone
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 | Flebili sguardi si distendono sull’orizzonte
di sole e vento.
Oscurità e luce presenziano la primavera
del contagio, della pandemica sofferenza,
delle migliaia vittime, ignare
della convulsa tragedia.
Coronavirus ... piccolissimo guerriero
avanza
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| "Su letti di frumento
biondo e steso a covoni,
nella corte grande, di sera
a contar le stelle,
mano nella mano,
con le lucciole
che ci facevano festa,
le nostre feste di luglio,
te le ricordi?"
Mi dissi quel giorno
che guardammo il
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Tende al pensiero fragile
e ancor si muta
l’istinto alla bellezza che in me migra
come un’ancora più profonda
mi sembra il cuore
sbattuto dall’onda e dai tuoi occhi
e l’anima del mare mi è più vicina
dei sentieri della notte, sparsi sui rami
nel
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Riuscirò ad intuire la luce che luce non è?
Perduto nell’immenso vuoto che tutto riempie
sono granello di sabbia o infinito buio?
Tutto s’avvolge su se stesso,
si compenetra e s’annulla
o si rigenera in altro ancora,
si sfalda, si consuma,
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Non si può cominciare la giornata
con un pensiero che assilla
è bene levarselo subito di torno
fare pulizia nel cervello
la prima cosa da mettere in pratica
un vuoto in questo caso
che è manna piovuta dal cielo
scandagliare riporre al posto
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Pasqua suonavan a festa le campane
al sole risplendevan della cornus
rubra i rosei fiori e si rallegrava
l’aria di musica
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Un malinconico ricordo
la primavera del dolore
un serpeggiante labirinto
una folle malinconia.
Come macigno pesa il vuoto
la solitudine, l’assenza.
Rimane sospeso nell’aria
un sogno intrecciato nel tempo.
Con la musica d’un violino
un dolce
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Cipria stellare nel ciel questa sera
rischiara sino una luna nera
vestita di nubi a farle ombra
ma che ora riluce del tutto sgombra.
Proprio là si riflette la magica luna,
in quel mio pozzo come fosse in laguna,
bella, splendente e pur
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| Vivì |
15/04/2020 06:37 | 1069 |
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Si è come il vento nei silenzi al brusco dei mattini
le sue pie carezze verdi più d’ogni giorno di luce
calda scaldata dal
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Nel mondo siam ben oltre sei miliardi
d’età diversa, razze e religioni,
poteri che diventano infingardi
creando danni a le popolazioni.
I deboli rimangon sopraffatti
da flaccide politiche sociali
ed i potenti compiono misfatti
per i vantaggi
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Un giorno
dopo l’altro
del futuro preannunciato
la visione
prende corpo.
E
mentre
la nera marea
tra le strade deserte
indisturbata
dilaga
del consenso
percepisco l’orrore.
La
semplice
innocente ignoranza
un insulto alla Vita
che
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Spengo la luce
e mi lascio portare via
dalle stelle
che non vedo più
Respiro la polvere
e questa stanza
è l’impero degli angeli
ormai caduti
Da questo mondo
verso una terra
che ingoia tutto
anche i sogni finiti
E i ricordi più veri
che
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Sphère amère,
danse solitaire,
versants boisés,
champs de blés.
Sur ce sentier sinueux,
les bourgeons des amoureux,
entrelacent chaque pétale,
et caressent l’herbe sentimental.
Les âmes unies,
redessinent un paradis,
brodé par des
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Attraverso la mia finestra chiusa
continuerò a guardarti amore.
No, non sarai sola!
Come silenti gocce di pioggia,
guarderò le mie lacrime
scivolar sui vetri,
e, come sole invadente
entrerà poi il tuo sorriso
e la mia stanza illuminare.
Con
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Nevica nevica
la neve dal cielo,
come sempre s’allieta a scender sulla terra,
fiocchi di tenerezza intrecciano allegrezza
nel cammino.
Portaci novità di grazia
dolce neve,
cumuli di carità ai bordi del dolore
pioggia di piume;
inondaci di novità
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Forse siamo ostaggio del tempo,
come collocati dalla nascita in un campo,
liberi di scegliere nello spazio circolare una direzione,
di inseguire e di ricordare l’avvicendarsi di un’emozione.
Ma come un fiore che ha il destino segnato,
siamo spesso
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Guardami
ancora qui
il valzer di Verdi
al nuovo giorno
mi colora.
Vestita di poesia
canto
sul nido del cielo
la vita
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Questo tuo sorriso,
è capace di cancellare le sere
per vivere soltanto per me.
Nei silenzi, di notti stellate,
quando sorridi,
concedi di sognare.
La fortuna mi sposa con l’alba,
si ferma sul tuo sorriso,
mi stringe mi afferra, e mi illumina
il
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Tutto è singolare, emergenziale al tempo del contagio. C’è bisogno di viva fantasia ed equilibrio
per stare dentro alla clausura involontaria. E allora, ti do il benvenuto, Genio notturno, che vieni
a farmi visita con l’immaginario onirico. Tu sei
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Tutto muove
scuote e sveglia
dal suo
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Troppo bello d’esser vero
l’unione nel canto
tra lirico bisogno
vivendo un sogno?
Non avrei chiesto tanto
ma pur solo l’incanto
profumato dei suoi capelli
più vicino a Lei.
Se l’avessi saputo
atteso minuto non avrei
per condurla nel mare
di
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perplessi siano le orme lasciate
sulla battigia umida dallo scroscio
delle onde che si frastagliavano
sulla pelle ancora bianca
e respiravo il mare teneramente
l’innocenza si perdeva dentro ai sogni
di quando fanciulli ammiravamo
le gesta dei
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Nel deserto di foglie
più non giocano i bambini.
L’arenile accoglie l’onda
imbrunita con scorie abbandonate
ferite da spicchi di sole.
Un vecchio scava la sabbia
inseguendo il ricordo di conchiglie
di stagioni lontane.
Dalla finestra sul
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Ci fa riflettere, non si sa come viene
trasmesso è per questo che bisogno stare,
attenti...
E’ così che possiamo vedere il rispetto
che abbiamo verso l’universo
perche siamo importanti.
Non dobbiamo mettere
a rischio la nostra vita, né quella
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Ho sognato di trovarmi tra tanta gente
era una felicità che non si vede
la solitudine correva incontro alla vita.
Dove andare quando il sogno feconda lusinghe
e i piedi scalzi del sole
scendono dal monte fino a valle .
L’amore ristoro di tante
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Chi sei tu, che sogni nei miei sogni?
Tu che catturi il vento
e me lo restituisci nella notte oscura?
Tu che mi osservi e ridi
e sei mistero...
Chi sei tu che corri
sulle praterie dei miei pensieri?
Nuvola
Inafferrabile aria...
silenzioso
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 | Voglio riempirmi gli occhi di te
e in te esserci ancora.
Voglio ricordare
annodarmi a quei giorni di felicità.
In balzi di luna ritrovare il mio cielo.
Un mattino che non ho mai perduto.
"Racconta" mi dici la mattina quando mi alzo.
"Raccontami tu,
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Filtra la fioca luce della sera
e allegro il cervo mostra nuove corna;
s’apre la gemma e su ogni ramo torna
spandendo il suo profumo: è primavera!
Va via l’inverno, la stagione nera;
tutto rinasce, si rinnova e aggiorna,
ma dall’addio più niente
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Filastrocca della voce, puoi cantarla se ti piace
Se la gridi è più efficace o... misteriosa sottovoce...
La mia voce, assai vivace, dove vuole mi conduce!
Come il vento, come il mare può volare o navigare,
la mia voce.
Dentro me c’è una casetta,
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Saremo accanto
- forse –
- un giorno -
e verrò a cercarti
nelle parole sospese
come quadri impolverati
su muri appena imbiancati
Bastavano gli occhi
a carpire le emozioni
- e le labbra già mi tremavano -
Le mani lontane
per
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 | La finestra è il mio mondo:
a rammentarmi che siamo in primavera
tra i verdi acerbi
l’efflorescenza del vecchio ciliegio.
Magari è un’illusione
un miraggio che dura poco
fino al tramonto o forse al primo sole...
Ma cosa importa?
La sento
e tanto
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| ‘Na crose che sale sora al monte
’na dona ch’el volto suo nasconde
l’è quel che gh’emo ne la mente
in sto momento che vita ne confonde.
Ma questa l’è ‘na storia non finia
par ci ghe crede la continua in gloria
par ci la fede se l’è mesa via
i
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| Ottantanni una nullità
Che non riesco neanche
A scrollare una tovaglia
No non mi mancano le forze
È che
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| Pasqua suonavan a festa le campane
al sole risplendevan della cornus
rubra i rosei fiori
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Sinuosa porgea donzella gentil spoglie
ella come non mai tanto ammirata
circuìto al fin si accingeva anch’egli
tra le soffuse luci su candida amata
Ogni moina fu presto cancellata
al suo divenir sposa in voglie
giacea felice d’amor la gioia
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E i gesti
pesano il tempo
uscendo da se stessi,
gli specchi mandano
miti balletti tra le stanze
una nell’altra -
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Che dire di noi amici,
cresciuti nel proprio sogno,
ciascuno ha condiviso
il suo paradiso.
Nel nostro fantasticare,
diversi.
Nel nostro fare,
divisi.
Nel nostro camminare,
dispersi.
Ci siamo ritrovati
quando lo scandire
del Tempo lo
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Può essere arma
il salto
che dall’universo decade al suolo
tra schegge difformi d’azzurri cristalli
così le parole
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