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Marzo 2026 |
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Le 70043 poesie con accompagnamento multimediale
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sale a te il fiore implacabile d’acciaio sorgente di bellezza
tu che sogni la morte nel soffio di un bacio
io ti ringrazio perché mi hai dato i tre minuti di miracolo
ho conosciuto tante e tante vite indifferenti
ha accarezzato il viso di una leucemia
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Sol di linea sottile
si dolce collina si sciolse al dolce zefiro
e di eco rimase voce.
Amore rispose
e si abbracciò alla sua scia
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ti vorrei trovare nel bacio del vento
tu non mi vedrai ma io sarò lì nelle stelle
io muoio nei sogni fioriti di una careza
se guardo la luna di cristallo se tocco l’impalpabile cenere tutto mi porta a te
nel silenzio argentino della notte soffia il
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Forse è colpa del vento
che spiega le lenzuola nel letto dove si addormentano i pensieri
forse è colpa del vento
che spinge una piccola nuvola verso un gigante d’azzurro
-in cui nascondersi-
forse è colpa del vento
una voce che si perde dentro ad un
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nel silenzio argentino delle nuvole io ti insegno ad amarmi
io ti bacio a piedi uniti contro le porte incendiate della notte
non ti dimentico o brace ardente dell’amore
tra le mie braccia resta il silenzio delle tue isole
io ti amo nell’accesa
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Una carezza si posa sul viso,
segue ogni piega, ogni smorfia,
ogni contorno indurito e scavato dal tempo.
Ricordi di spazi senza dolore
cullati dalla brezza di anime sincrone
che danzano strette il loro tempo migliore.
Raggi di luna a rischiarar
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Quando in alto non vi erano ancora cieli,
e in basso la terra non portava nome,
quando le acque erano una sola corrente
e il silenzio regnava,
allora nacque il Tessitore.
Egli non aveva trono, né tempio,
solo mani di fuoco e di tenebra,
da cui
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qualora tu mi lasciassi io scinderei la cenere rossa e il legno verde della mia nave
a tentoni ti dimentico abbraccio di un silenzio che fugge
io non raggiungo più le tue isole ninfa di una roccia verde
se tu decidi di esserci io arderei la brace del
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nel sogno più reale io sono sveglio
nel silenzio più amaro senza medicine
io sono pronto ad aiutare i miei genitori
io cammino lentamente senza paura
il vento
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si sentì la furia del festival pianto dal silenzio
tanti poeti si scambiarono le poesie assolute
quell’anno il potere vietò la loro piazza con arroganza
i poeti sussurrarono in silenzio la loro protesta e coinvolsero Aletti e Quasimodo
si trovò una
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Nell’anima muta dove il mare tace,
vive il cetaceo figlio dell’oscuro.
Non è il più grande, né il più temuto,
ma porta in sé l’eco del profondo.
Scivola lento tra le fredde correnti,
cerca nel buio il suono della vita,
respira l’ombra come fosse
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ho sognato l’airone rosso del silenzio
nel sonno più profondo vive l’aquila delle stelle
ho raccolto un piccolo fiore che suona la lira
madre che suona il flauto traverso nell’infinito
la bellezza del creato sorride tra i denti bianchi di neve
sogno
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il vero sogno è la realtà feroce in silenzio
voglio pubblicare un libro nell’applauso dei firma copie
voglio che mi batta il cuore perché io possa parlare delle mie poesie
sento l’onda del mare tremare il verso inflorescente
brivido suona la cetra
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Da un monte celato tra pieghe del tempo,
dove l’anima umana prendeva forma,
la tristezza scorreva in ruscelli d’argento,
la rabbia si accendeva in grotte vermiglie
che pulsavano come cuori impazienti.
La gioia germogliava in piante arcane,
da cui
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Su un’ampia pianura, in luce sospesa
tra notte e giorno, due schiere avanzavano.
Nel cielo immoto, le ombre si incrociavano,
come getti di fuoco e di sorpresa.
Da un lato il Fare, in vesti scintillanti,
con l’oro e l’ambizione tra le dita.
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Ho sognato una landa silenziosa
dove giaceva un pozzo senza età.
Nessuno ricordava chi l’avesse
scavato, né da dove fosse nato,
ma si narrava fosse tanto fondo
quanto l’azzurro alto del suo cielo.
I viandanti, presi da stupore,
sostavano e
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Nell’Eden senza tempo,
dove ogni foglia mormora luce
e il vento conosce segreti antichi,
un passo lento cercava
un dono capace di parlare
senza voce d’amore eterno.
Tra gli alberi della beatitudine,
uno solo ardeva di un sole interiore.
Le sue
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A chi solleva il mondo, a mani nude,
tra calce e visioni, muti nell’atto.
Il martello risuona come un’eco,
la polvere sul volto è una maschera.
Erigono l’alba, pietra su pietra,
mentre camminiamo sulla loro opera.
Nel sole che consuma e non
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Hanno scoperchiato la bellissima panchina dove siedevamo nel vento
Noi comunità di poeti che ci regalevamo parole sincere nel silenzio del cerchio del tuono
I versi di Caterina danzavano nella nebbia dei suoni della cetra
Ho pianto lacrime amare quando
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 | Il tuo braccio di cenere ha conservato
una postura strana e vuota
in bilico nel tempo statico
che sfuma
tra le tende
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| volgi amore scostato della croce
singhiozzo d’una cetra suonata da una lacrima
e venne la notte e la preghiera parlò di una sestina
imprevedibile sacrificio di una notte stanca di pensieri
io ti sento Do re di tutti i sentieri
sono stanco della
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| sorgi, stella del mio silenzio
sei il tormento autentico del creato
sveglio l’aurora fredda della passione della terra
cerca la felicità nei cassetti disordinati della serra
gelo consunto dell’usignolo della mia cetra
volgi il disegno maledetto
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Nelle notti d’estate, il cielo antico
si tingeva di zaffiro profondo,
e le stelle, come umili frutti d’ambra,
pendevano dal vuoto dell’eterno.
Una fenice appariva nel silenzio,
con ali simili a specchi d’aurora,
e un’armonia che odorava
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crea il silenzio linguaggio incensato di Dio
tu che nella povera traduzione delle parole confidi nel mio io
si compia in me il disegno miracoloso della tua pietà
nudo vestito della tua sobrietà
nell’ombra della sera ho scelto di essere servo dei
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cerca il dolore atroce delle bombe
silenzio di un tormento infuso nelle gambe
il mio verso fa arrendere la ferocia di una guerra
pace stillante di una cetra che suona su tutta la terra
dona pietà ai cadaveri martoriati dal silenzio
poesia che respiri
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mi guardo nello specchio urticante dei pensieri
nel silenzio parla la verità insabbiata dei bicchieri
cura il tormento semplice della paura
ruota il tramonto acceso della sciara
a volte ho paura di accendere l’autenticità del cuore
trema lo specchio
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A volte mi chiedo: Perché il dolore?
E allora...
Allora resto in silenzio, interpretando quei silenzi
che dicono di più, perché sento di più,
perché il mio cuore è sinonimo di sofferenza,
di silenzio, di questa solitudine che mi circonda,
che mi
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sono partito dalla mia Itaca quando ero ragazzo
i miei Lestrigoni e i Ciclopi avevano la forza del pazzo
sono entrato nella confusione dell’adolescenza nel mare
la mia bontà perdeva la cura del silenzio di dispensare
quante sirene ho ascoltato legato
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oh me oh vita
domande sfinite di un acerbo tramonto
albero sradicato di un silenzio tonto
brucia l’amore nel sogno sudato di promesse
cristallo d’un fiore che insegna volteggi di carcasse
sentimento d’un arcobaleno che vibra quadri infedeli
lava che
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cura la lacrima vissuta di stelle
suono lo scacco verso le elle
in silenzio canta la nuvola nel grembo di una nota
brucio il foglio scarabocchiato di segni
dita affusolate su un violino sfinito di sogni
musicalità di un bacio appassionato del
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70043 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 211 al n° 240.
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