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Marzo 2026 |
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Donne
Le 8941 poesie pubblicate sull'argomento 'Donne' Poesie sulle donne |
Li dove avresti dovuto sentirti sicura,
son crollati i tuoi sogni.
I tuoi occhi, chiusi all'orrore
per rubare quel che ti apparteneva
e tu non avresti mai dato.
E mentre quelle mani immonde
stringevano il vuoto,
tu eri già via da
leggi

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Mi vedo in quegli spazi
Dove consegnavo il cuore
Il petto le mani color d'ambra
Dove risiedono ora quei giacigli
E quei cuscini ricamati dal tuo seno
Delle tue poesie l'intatta verginità
Muto ritorno alla panchina
Dove cheto
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Tra fronde di quercia
celato alla gente
del borgo
nel nido intessuto
di lunghi sospiri
e brevi preghiere
cullavo il
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Sempre si troveranno
occhi di donna
prestar rifugio al tuo timore od ansia
a cui poter affidare
scalpitanti sogni ribelli.
Sempre si troverà
spalla di donna
su cui reclinar scapestrata testa
assaporando lieve
il calore della
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 | Mi tolgo la maschera.
Infine sublimo
esco dalla forma.
Fissa il mio mare
dal nuovo aspetto
odora questa mano
che ti bagna la fronte
dimmi se sono anima
oppure solo carne
o lacrime senza nome
che scivolano
sulla tua pelle
quando
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Negli anfratti più segreti
della mia quotidianità
si cela una forza vitale
che mi permette
di continuare a vivere
in bilico
tra la vita e la morte.
E resto in attesa
di un evento
straordinario
che possa capovolgere
il corso
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 | Mi hai lasciata
dove il fantasma
del tuo silenzio
s'aggira smarrito.
Per te
l'unica ragione
che conta, è l'arido
calcolo, che ha più
valore dell'amore.
Sei là
in quella giungla,
e t'aggiri
nel fluttuare
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E trovo rifugio
in quest'anima
che più volte ha temuto,
abbandonata dentro
la sterilità mentale.
Inutile capire
il linguaggio di un cuore
che palpita a ritroso.
Comunque vaghi...
quasi perdendoti...
E da lontano vedi
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E si sgancia la goccia:
così sul tuo viso intriso di sudore,
di pianto disorientato.
Le tue ansie
cresciute su
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in quei confini esaltanti di lei
ove scorie esistenziali amano disperdere
un senso di malessere
assillante ruvido tratto
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Nelle mani il sigillo dei gesti.
Blu di vene incantate
sul sentiero che portava al cuore.
Danzante sete
di pulsante sangue
nel fiato congelato.
La musica m'appanna i vetri
e spezza il silenzio.
Hanno rumore di cocci
flebili parole
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1
Rose candide appassite
Ho disposto nell'alcova,
Sembravano arrossite,
Aspetta che spiova
Col tempo sono marcite
Aspetta che spiova
Anche il sole tarda ad appassire
Quel sole tentennava nell'alcova
Entrò struggente nella dimora
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 | Drastico e traumatico
l'atterraggio
dal mio mondo a questo.
Ho tanto sperato di librarmi
ancora un attimo in più
e invece sono precipitata.
Nessuno ha udito lo schianto
eppur sono ancor qui
a curarne i lividi
ma so che il dolore non mi
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Albeggia,
sotto la coltre scura della notte.
Rapisce il respiro, il vento,
oltre il fruscio inesprimibile delle parole.
-Sassi-
lanciati in stagni pullulanti di incubi antichi
e tra le sponde, pensieri di notte,
neri, come radici di
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Nel mio rifugio,
tutt'altro che candido,
mi prospetti il dubbio
dell'amore rapido.
Nel mio riparo
(scomodo e ripido)
non fai incursione
e trovi la tua dimensione.
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 | Scostata
dal mio torbido angolo
d'aria e rinnegazione
rapita nell'annegata notte
pietre accostate crollanti
e giochi ripristinati.
Reimpostazioni fiduciose:
quel che m'impongo
al cospetto col Diverso.
Vibra la tua
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| Tu chi sei? Erroneo fuoco che mi scruti dentro.
Cosa cerchi? Da un pezzo di carne che sta marcendo dentro.
Qual è il tuo scopo perverso?
Tu che dai un prezzo all'anima riempiendo di odio il dolore che porti dentro.
Dimmi: se la luce è
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Mi guardo allo specchio
un immagine fuori luogo ... opaca,
come tutto il resto che ho dentro.
Mi aggiro barcollante nella vita
assente ... senza meta.
Volgo le spalle,
puntando gli occhi ai miei giorni passati.
Non avevo capito
che la vita
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| Vilma |
30/04/2011 18:37 | 5696|  |
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 | L'aria è densa d'angoscia.
Occhi nel vuoto
mani tremanti,
sobbalzo ad ogni alito.
Violata ed ingiuriata
non ho più memoria di me.
Straziata, il cuore sanguinante,
cerco rifugio
nelle mie profondità
laggiù,
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 | Intima alcova
è il mio palpito femmineo,
timido rifugio
di un'infranta difesa
Embrione d'affanno
in bilico
sul filo dell'attesa
Goccia lacrimale
nel limbo del dolore
disciolto nel silenzio
Scrigno logoro
d'infranti
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 | Lo maledissi mille ed una volta
come donna
questo benedetto mondo
luogo di perdizione
vuota apparenza
quadrato dalla veste informe
che volle far credere
ma mai riuscì
ad essere rotondo!
Lo saluterò morendo
persino saltando
senza
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 | C'è un passo
di vento veloce
che colgo negli occhi
E le mani
Quel tuo guardare
dentro nell'intreccio
pensante d'ogni
mio debole
pensiero
E non si fa
rifugio la sera
nè si cela un
mistero
Raccogli presto
il mio
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| Troppe lacrime son discese
per lavar le ire furibonde
di chi non più sopporto
lasciandomi vuota nei ricordi.
Un tempo, lo cercavo con amore,
aspettando sue carezze con ardore,
avvinghiandoci in fulgide passioni
che schiarivano le notti col
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 | Pesanti macigni rafforzano
rifugi scoperchiati
nascosti in amori rubati
Un bavero di tela leggera
a coprir l'espressione incerta
di chi non può volare
Lo sguardo sottovuoto
protegge umili sogni
se il vento passa lontano
Ghiaccio
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Un dolore rappreso
tace
nelle sanguigne parole
congelate in un silenzio
che sa,
ma non dice.
Algide lacrime si vestono
di emaciate livree
dal pallido sapore ...
e nel sordo lamento del cuore,
si sciolgono dietro la maschera
di una
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Nata femmina e cresciuta donna
s'aspettano tutti qualcosa da te
padre, marito e figli pressanti tenaglie
attaccate a un
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 | Mi nascondo
nell'ultimo anfratto del mio cuore,
laddove, mai mi ero illusa
di trovarti.
Frantumato è il mio amore
se tu, come altri,
diserti il mio viver odierno
e ti occulti a me
non ero forse io
quella che del rifugio ne feci
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Germoglia il pensiero,
su quelle mani scarne.
Tolto il fango,
dal cuore infranto,
rifugiando lo sguardo
sconosciuto
l'odore amato.
Cercando,
in ogni angolo,
nutro,
non sperando
accosto,
ciò che vedo,
ma non sento,
non
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Avrò vita come una farfalla
una eternità in un solo giorno
vedere il non cambiare di un fiore
perché morirò prima di lui
e ricordare l'infinito nel suo splendore
se avrò fortuna, vedrò la
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 | Mi punsero gli occhi
le parole estreme
nel silenzio rotto dai grilli,
e furono lacrime;
il cielo s'è fatto sgombro
su questa terra senza addii
e sono mille pensieri
per non sentire più...
Questa cosa stanca
sono io
e per un
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8941 poesie pubblicate sull'argomento Donne.
In questa pagina dal n° 6211 al n° 6240.
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