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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Febbraio 2026 |
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Le 37767 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Nella notte senza sonno
ho rubato tue carezze,
eri fredda quasi gelida
mentre sveglio io scottavo,
finivo un sogno
e ne aprivo un’altro
partendo dalle tue mani
che scivolavano via
dal corpo mio.
Sembrava un vento
il soffio mio
fra i tuoi
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 | Nella languidezza
d’un vezzo
trascinato da anime di buio
cede alla deriva
ogni desinenza cosciente
del chiostro più
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In fermo immagine stanotte
cosa poter chieder al mare
se sempre ubriaco di sogni
m’incanta il suo riflesso lunare?
Un baglior che mi dirotterà
tra magica poesia e fatale realtà
ove sciogli i capelli per l’Amore
- sul letto - in petali d’un
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Cosa ti potrebbe consolare,
ora che sei da sola nel buio
rannicchiata in un angolo?
Non sai più cos’é l’amare,
perché lui è stato solo un guaio,
un enorme peso, uno spigolo.
Tutte le carezze per sperare,
per illuderti di un amore
che d’amore
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Sole di giugno
il mare risplender fa
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Vorrei guardarti ogni istante
nei sorrisi alla mente
d’un tempo viandante
senza senno di poi.
Profuma l’abbraccio
e infonde coraggio
con forza della vita
dentro Te inaudita!
Tu sai ove vorrai
snodar oscure paure
se serrano il cuore
nei
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Solari i tuoi sguardi,
sono attese carezze
per il mio cuore,
le sento, le vivo.
Lontano il silenzio del bosco
umile, ci chiama,
lui cerca chi si ama
e noi due là,
non possiamo mancare.
Aspettiamo, se vuoi la luna,
lei è brava, sa
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qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla
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Quasi ipnotico
quell’incontro con te...
non lascia spazio
a frammentate idee.
Solo dà adito
alla creazione d’un vissuto
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Affranto infelice e stanco
annegar vorrei nel Nulla
or che esausto di battere è il cuore
e proibito mi è porre fine alla vita.
Oblio pietoso perché diserti e ozi
oh ulcere crudeli, crampi di morte!
Luce mai sconfiggi il buio
tutto si scompone e
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Io e te, soli
a piedi nudi
sul prato falciato,
nel profumo del fieno,
fra petali di margherite
che si consumano
per la
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Metamorfosi dei sentieri
stanotte incastonata a ieri
prigioniero di parole e pensieri
che pur fuori tempo son veri.
Ma cosa dirò alla luna
se mi guarderà in casa oscura
ove eri - solo Tu - la sua luce
e appagante soave pace?
Verseggiando una
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Il fruscìo del canneto
canta note d’aria e di vento_
sulle sponde del torrente
scivola
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E quando tutt’intorno
sa di chiasso soffocante
circumnavigo
i confini della solitudine.
Senza
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Scrivo se mai...
ce ne fosse il bisogno
per dire e ricordare
che nessun amore...
mai muore
vado oltre le vette
della
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giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli
il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l’esistere
s’ imbeve delle
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La terra muta in tarda primavera
ma il sole la feconderà di più ancora
mentre un caldo vento quasi estivo
a Te mi condurrà vicino.
Fra profumati capelli di grano
ti accarezzerò il capo - piano -
incantato da riflessi - smeraldo cielo -
nei tuoi
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 | E mentre spargo sulla luna
rimasugli di baci raddolciti
s’addentra il piglio
nel viale deserto
per disperdere
sorsi
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 | Come Odisseo
sfioro colori
verdi e carezze mosse
che l’Imperiale Grotta
riflette e sparge.
Lento
approdo
fra garbate mani
d’un porto unico
e rispettoso
tra spiagge pallide
e Torrione ombroso.
Suggestive
rovine d’antica Villa
tra sgomento e
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Dolce sospiro
il viso solletica
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 | Non voglio fiori
sulla mia pelle
o nuova terra
da calpestare
ne’ calde brezze
da respirare.
Restituitemi
il bianco
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Apri la porta e fammi entrare
la tua fantasia mi aspetta
e il mio pensiero ti cerca
lasciati andare
ascolta le parole del cuore
il battito accelerato
e l’ansia che mi percuote
danza come ieri
offrirò le mie mani
mani tremanti, impaurite
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Muta la realtà che non ha fine
con note d’un piano e parole
combinate ad arte per l’unione
in poesia - chiave - nell’anima tua.
Insieme ad essa ti porterò oltremare
varcando orizzonti senza confine
su un alato cavallo ancestrale
e abbracciati
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La mia coscienza
sporca
parla flebilmente
ai riflessi della luce
che filtra sornione.
Nei ritagli
del tempo che scorre
inesorabilmente.
La mia
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ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull’albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell’aria e del sole
non del peso della
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La fierezza si stancò della propria solitudine
e dell’arroganza con cui trattava la moltitudine,
la sua superbia oltrepassò ogni limite, allorché
divenne gelida, senza più cuore, colma di sé.
Una freccia scagliata dall’arco della saggezza
la colpì
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Chi so’ io? Io fui quer somaro,
che portò nostro Signore fra le palme,
senza compenzo de gloria né danaro,
drentro a le porte de Gerusalemme.
Tra le nerbate che me presi io
nel trasportare quer Santo alla Passione
e li osanna pe’ chi rippresentava
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Danni umani
mi dicevi andandotene,
io ti risposi:
"Lascia aperta la porta."
Ferito l’orgoglio
mi restava la speranza,
l’ho cullata nelle notti fredde,
riscaldata con dolci ricordi,
la lavavo con piccole lacrime,
l’asciugavo con visioni di
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Suprema in viola, predatrice
l’aura che offusca
quando passa sola in cammino
da altezze funamboliche d’odio
silente nel
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Lascerò forse un ricordo
disteso s’una spiaggia assolata
in balia degl’infiniti secondi
andrò via forse per sempre
abbandonando i miei sandali
sulla salmastra battigia
mentre la luna sarà sempre più pallida
portai la mano sul petto
per non
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37767 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 3661 al n° 3690.
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