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Febbraio 2026 |
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Le 37769 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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 | Giovani fiori di tenere spine,
freschi profumi della carne,
lancinanti ferite d’esistenza,
già vecchi nella speranza.
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Discosto” gli scuri” della vita
dallo sguardo
reso impenetrabile
da un forse appena d’un ricordo
E nell’aritmia d’un
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 | Ombre estinte di cose
tormentate in gabbia,
tra cancelli socchiusi
inchiodati con rabbia.
In pensieri confusi,
di palpebre pesanti
bruciano
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| Sta, piccolo
nella valigia
al buio dei lamenti.
Laghi le palpebre
si svuotano delle carezze avute
e bambino
culla non
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| Piccola Anna fragile e forte
dalle domande immense
scritte fra righe di spine parallele
e incomprensibili confini:
Dove fuggì la ribellione
dove si nascose la dignità?
Fra condizionanti profezie, ingenuità furiose
nella folle paura di sfidare
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| A film più volte visto
assisto attonito
film d’orrore e sangue
ora nascosti
non più sparsi
per campi di
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Baciamoci ora
e pur la luna
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La cosa
più bella che c’è
or m’ispira
e fa parte di me
Questo cuore
non ama che te
col più sacro
dei pensieri
e il più bello
dei desideri
Quanto che soffre
se non ci sei
come reclama
il suo sogno d’amore
Primavera che
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Sospeso
in una nuvola di pianto
ad ascoltare il cielo
con l’anima di vento
a raccogliere
foglie di rimpianto senza tregua.
Un tempo dell’infanzia rivive
dentro un suono ancestrale
in un ridente cortile
Dove i rintocchi
di un vecchio
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Il vecchio campanile
ospitava la famiglia
che la guerra voleva morta
nei forni crematori.
L’anziano prete ed il sacrestano
portano nel loro cuore:
gioia, paure e speranza,
in attesa di una felice fine.
Padre, madre e figli
uscivano ogni
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Dall’altra parte dei colli di questa
facciata, un tempo batteva il mio
cuore. Con le ali della mente
vagavo su di loro, e
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sapremo - io di te tu di me dei nostri
scheletri nell’armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell’ora
alta delle scelte
dove si curva
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Solea volger lo sguardo
ove il freddo sol decede.
Cielo cupo e vespertino
ne l’amaro borgo.
Il risuonar delle
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E’ a sprigionare grazia pronto il gatto
in qualunque occasione: insegnamento
pare che voglia
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Solo per Te
che leggi i silenzi
sull’arena del Cuore
e sciogli tormenti
come neve
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 | Collina a me cara che segni
l’orizzonte dal mio affaccio,
dove miro vestire stagioni
sul dolce declivio di coccio
Trafitta da tre croci di vento,
spettri su un Golgota spento,
impalate a corrompere il cielo.
Solo la nebbia col pietoso velo,
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| Suona
come una parola
che taglia e cattura a metà
il cielo e la città.
Suona, un altro rintocco
che prende e ama
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| fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori
sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della
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In quegli amari graffiti di silenzio
aggregati a realtà di filo spinato
s’attardano
in composte file
brandelli di carne
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 | Seguo nell’infinito
il richiamo del silenzio;
di un avvenire pieno,
di emozione e affetto,
nuova possibilità per il domani che verrà.
Stanotte sorge per tutti quanti
con riverberi di sole e di brina
la Fortuna dal colore della neve,
che sfavilla
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| Duro il colpo, dura la terra:
il corpo non urla, giace.
Ancora la luna
ne è testimone, sempre
la luna che non parla.
Svanisce l’ombra,
nel profumo
che copre la tristezza,
il fastidio della presenza.
Questo è il coraggio!
Fuggire nel vuoto
che
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| Ma quante ne vuole l’uomo
nella sua incompiutezza
fare a piacimento e disfare
ragnare, avvalersi poi
della facoltà di
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| S’alza al mattino la palpebra lenta,
entra la luce nello spiraglio e canta
l’alba, vibrando nell’orizzonte rosso,
l’inno alla gioia del viversi addosso.
Si riempie il cielo di porpora e rosa,
svegliando il mondo che più non riposa,
inizia il
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| Cento sentieri
mi donano la vita,
mentre uno solo
mi porta alla morte
e nel tramonto
di ogni giorno
me li vedo
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| Vorrei bruciare la mia vita
cenere che vola
parole spese senza inchiostro
non c’è nulla di sensato in questo posto
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 | Anche il cielo stasera mi parla di te
dice tu sia sorella di una stella
dice che sarai la mia fortuna
tu che sei nata la notte di Natale
sotto la buona stella di Dicembre.
Ora che io a te mi accosto
con la passione di voler sapere
se io ti dicessi
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| Tra le nebbie del bosco
sagome alate oscillano pause
si stagliano certezze oscure
è intervallo il tuo silenzio
ormai trasformato in pietra.
Vi sono contorsioni di residui
al centro di una strana isola umida
dove radici immerse creano cerchi
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Lo specchio riflette i bianchi miei capelli
rimembra i tempi trascorsi senza rimpianti
m’accorgo di quanto belli sono stati e...
...e sono tanti
e nel contempo ci giuda coi suoi ceselli.
Vivo per te nel barlume d’ogni giorno
nel pensiero che al
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 | Nella farsa
d’un cammino vulnerabile
azzero
crude percussioni del passato
zolle trasparenti
che equilibrino
salti
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 | Le due Frida solcate
da un solco solo,
la regina in tehuama
in unione carnale
con la creatura del dolore.
Lei che
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37769 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 4201 al n° 4230.
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