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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Febbraio 2026 |
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Le 37772 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Mi trovai immerso nella luce che abbaglia
ed illumina ogni mio intento di solitudine,
sembrò come se non soffrissi inquietudine
con il dolore avvolto in una teca di paglia.
Mi sentii leggero svolazzare ed aleggiare
sopra i pesi dell’esistere,
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Coando i ani mii i’éra pochi,
nel me picolo servel,
la cosa pì bela che gh’éra:
l’éra par tuti ‘l paradiso.
Se te faséi ‘l brao:
drito drito de ‘ndavi
’n te ‘sto bel posto,
se a scola diése te ciapài,
de sicuro, par ti, là gh’éra
ogni dì ‘l pan
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qualcosa verrà
in quest’ora anodina
a farsi sangue e presenza
il bianco a violare
ricamandolo di fonèmi e voci
da sirena ecco si veste
la musa
su onde a sognare
-incoronata di nuvole vaghe
come un’eco
quel melodioso canto
che si negò
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Religioso silenzio
accompagna presentimenti
sempre più incalzanti.
Circonda l’anima
sbigottita da mutamenti...
fame e povertà
nel mondo dilaganti.
Plumbeo il cielo
a pianger si prepara
sulle misere disgrazie.
Un alito di vento spira
nel
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Evito di ripensare
al valore del tempo,
vagabondo sulla nota riva
aspettando il tramonto perfetto,
incapace di abbandonare
quella vecchia ostinata debolezza,
la perfezione rimane per ora
la mia preferita illusione
sul blu dell’orizzonte.
La
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La mia mente vive
in quello spazio libero
che c’è fra Dio e l’uomo
e cerca, non smarrita,
la futura parola della vita
una parola semplice
ma già vestita e colma
di mille altri, attesi, sì
e mi trovo a vivere felice
fra mille e mille
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I giorni scorrono
ripetendosi
nelle loro movenze
piccole o grandi
Sembrano
a tutta prima
eguali e monotoni
Forse perché
lasciano intatto
il desiderio
di un cambiamento
che non arriva
Fino a prostrarci
nella delusione
Ma quando
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Nel tempo di una sigaretta
corrono i pensieri
tornando per pochi istanti
alle illusioni rincorse fino a ieri,
mentre la mente mia confusa
più non produce sogni
ma memorie alla rinfusa.
Perché taci oh musa?
Non è forse vero, che oltre il mare
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Nei cieli
d’ogni stagione
libero
vola l’amore...
come
aquila
dalla predatrice
natura.
Non possono
sfuggirle...
le sue prede.
Come
ogni essere
troppo sensibile
abboccano...
al planare
di artigli dolorosi:
ed è paura.
Rapace
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Parole scritte
e mai proferite...
pensate con audacia
e passione spontanea...
m’avvolgono l’anima.
Mi lascio travolgere
in un caleidoscopio
d’animosi turbamenti...
giammai rivelati
alla persona amata.
Riveste il cuore
quel pudore
d’un
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La dolce melodia
dell’aura mattutina
la brina ha già disciolto
col tepido candor.
Sorride Primavera
nel cinguettio d’uccelli,
la rondine ritorna
col lieto suo garrir.
E una farfalla bianca
intorno danza al fiore,
coprendolo di baci
qual
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Ancora cammino
con passi svelti,
vado
dove il bene mi vuole.
Anche se i miei piedi
si sono fatti di piombo
salgo la montagna,
poi, attraverso la valle.
Mi nutro
degli occhi grandi
che hanno
i piccoli del mondo.
Al cielo chiedo
briciole
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Un bel cinguettio
di rondini festose
per ogn’aurora
e per
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Dalla vecchia stradina
che porta al mare
allo scurir dell’imbrunire
un piccolo golfo mi appare
prima che la nebbia
inizi
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aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d’acqua e cielo
nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l’argenteo guizzo
appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all’onda all’uccello
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Invece di aver scritto invano tanto
in poesie che si volgono all’amore
ma non strappano lacrime di pianto
dagli occhi un po’ annoiati del lettore,
potessi io tenere almeno il vanto
di non sciupare tutte queste ore
e di scrivere un verso, uno
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Gocce di veleno,
che stritolano e soffocano il sangue,
lo stesso, che dà colore alle mie arterie,
permettendo al cuor mio
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S’ammanta di luce
l’attesa alba
in gran ritardo
risvegliata.
Fragilità gioiosa
mi riveste
come rosa
appena germogliata.
Ansimo la verità
che ivi dimora
offuscata
dall’umano dubbio.
Respiro
il fremito sofferente
di chi
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 | Sudando a risanar già illustre lido
d’altrove gente mosse bisognosa
ed altra sopraggiunse ad abitare.
Ma "lui" come Creator videro in tanti
al tempo un verbo che si fece carne
e terre separò d’acque in ristagno.
Diversi da region d’Italia
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 | Sdrucite righe
palesano segreti
al raffio della mota.
In cave d’ossa annegano
gli inchiostri e la necropoli
del tatto
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| Anima mia distruggi la coltre di errore
che ti avvolge in questa notte senza luna.
Il germoglio respira ossigeno
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Nell’assenza
la speranza di riaverti
tace all’emozione.
Vorrei che il tempo
disegnasse ancora
le tue mani sul mio volto,
come il vento
nei giorni di primavera
sulle foglie.
Accarezzo un foglio
e disegno un lieve movimento,
sogni scanditi
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 | Mi hai abbandonato
senza un perché.
Mi hai lasciato
in una piazzola autostradale.
Ero fiore di muro spuntato a fatica
dopo anni di siccità
l’acqua del lago
ha riempito il pozzo della villa,
ha bagnato il muro a secco centenario
dei signori
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In quella stanza
muore e si spegne la certezza
di resistere al richiamo
d’un carnale amore.
Sei tentazione sensuale
per
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DIO...
ed il sangue
si fa sentire
in tutte le mie vene
come se Lui fosse
ogni mia cellula
bisognosa di essere nutrita
e mi siedo a tavola
ma nulla cambia
Lui vuole solo
che il mio pensiero
lavori con il Suo
FUORI...
tutto è attesa
e
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Nella mia mente
si accavallano cattivi pensieri
che esasperano la mia angoscia.
Trattengo il respiro.
Prendo la rincorsa
per sconfiggere la paura
che mi avvolge.
Stramazzo nella penombra
delle mie incertezze.
All’improvviso
il buio mi
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Unica certezza
la penombra che scivola
sembra di condividere
lo stelo con il fiore del muschio
soffice tutto quanto si
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Distogli lo sguardo
che altri ti volgono.
Sincera la luce
veloce l’attimo
e completo il disastro
nell’evidente armonia,
nelle parole
tremanti e distorte.
Distogli lo sguardo
quand’essi lo posano.
Il sole e gli attimi
irradiano la volta
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 | Amo vederti arreso alla gioia
tra le ciglia e le vette
nel vano aperto dell’estate
come a cogliere more, persi noi
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| veleggia col buon vento e
taglia obliquo il tempo
-la faccia bruciata dal sole-
nel solcare in solitario l’ Atlantico
il mare è sua madre
sul cui seno si lascia cullare
sogna il sogno di sé
gli passano negli occhi
le albe e le notti
il cielo
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37772 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 5431 al n° 5460.
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