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Le 37773 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Vertigini,
quando la testa se ne va di qua e di là,
tocco il cielo con un dito
spicco il volo.
Distolgo il cuore per un po’.
Ansia, passione,
il tormento nell’anima
Il cuore scheggiato, ne perdo pezzetti,
scucito e ricucito
come i bottoni
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Noi,
di saldo cemento:
caldi d’inverno
sull’Etna.
E poi,
di sabbia compatta:
vivi d’estate
a settembre.
Ma,
è tempo
di forti tempeste,
aride trascinatrici
di tutto quel che resta.
È il cupo presagio
del nostro destino segnato:
sono
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Beata l’ignoranza:
a viver bene t’aiuta!
Il successo è assicurato
ché preziosa è la costanza.
L’incapace ad imparare
a
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Son tornato a Firenze e alla stazione
davanti a una stupenda cattedrale
ho trovato una grande confusione
che sembrava davvero un carnevale.
Mettono verghe, buona impostazione
per nuove linee e questo certo vale
perché ciò di progresso è una
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Un tuffo al cuore
brivido a scorrere
tremante mano
il cielo, smarrita voce
il nulla,
della vita lo spogliare
Perduta speranza
tremolio costante
bianca neve accanto
la solitudine, disperazione
il freddo... il terrore.
Il gelido domani
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Ha pasado mucho tiempo
sin querer algo grande e inalcanzable
sin enamorarse de los adolescentes
sin maldecir a un
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dopo l’ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale
troveranno le briciole della mia colazione
m’immagino in
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Sarò l’impeto dei tuoi pensieri
radicati e semplici in affanno
sarò l’alba e il tramonto
ove lievi i sensi dei tuoi inganni riposano.
Sarò io
anima confusa e gemella
nel naturale dissolversi dei giorni
lì sempre resterò inerme.
I vini
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Comincia in una gravità
calda e composta
esumazione d’amareno
da un’arteria gemmata. Un nome
di corolle schiuse per
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 | Al tramonto i pensieri si assottigliano,
sono più leggeri,
morbidi
come i colori del cielo del momento.
Non ho bisogno di parole,
non ho bisogno
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| Ti cerco nel buio
e lì ti perdo.
È il vuoto
dei tuoi occhi,
il dirupo
del nostro amore,
dal quale mi lascio cadere,
con l’anima aggrovigliata
di chi è in frantumi
e non si riconosce più.
Stordito,
precipito nel vuoto
insieme alla mia
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Ti sovrasta
un cielo silente.
Tacitamente
attendi... per udire
messaggi dall’Universo
benevolente.
Tendi mani
ad un vento impetuoso
che pare con forza
schiaffeggiarti il cuore.
Immerso nel vuoto
smarrito oltre l’infinito
d’un tempo
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Verrò da te sull’onda del pensiero
e poi t’abbraccerò perché io torno
finalmente da te e sembra vero
rendendo assai felice questo giorno.
Usciremo col clima sottozero
ed io ti scalderò col braccio attorno
alla tua vita e in modo assai
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Nell’acqua ferma l’immagine guarda
di sopra la pianta che lì specchia.
S’annuncia una pioviggine fina
di giornata invernale gelata
tra gocce e
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 | Anche l’abbaglio
ha il sapore acre del tradimento
ma se gli occhiali nuovi indossi
il pugno si fa presto medicina
che
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| Vessazioni d’animi
specchiati nei silenzi,
gli stadi terminali
d’umanità.
Umanità in rifiuto di ascoltare
intanto gioca
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 | Scura è l’adusta zolla e in furia il mare,
in chiuso nido accanto al fuoco, il pio villano
silente, e fuori è sibilar del vento,
il porco avendo in serbo e le granaglie,
e frutti secchi, e noci, e le conserve.
Novembre inizia l’agonia
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Sei
la mia dolce ossessione.
Compagna d’insonnia
e di sogni reconditi.
Cogli
la mia disperazione.
Tu che sei
il regalo più
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Rimestano il tempo sparpagliate parole
girano costantemente nei vortici d’un cuore
e nello sguardo distante ... l’inverno
ad accarezzare i sogni oramai lontani
Rimuginare frasi sempre più slegate,
mani a voler sorreggere ma fiacche sono
e
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Anima disperata
alla ricerca del violino
che ha involontariamente
suonato
la marcia funebre
di centinaia d’innocenti.
Prima di entrare
nei forni crematori.
Possa l’urlo del suo silenzio
rompere i timpani
agli smemorati ottusi e crudeli
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Se un giorno
un fantastico giorno
tutti noi
fossimo concordi
a immaginare la vita
come un immenso
sogno
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Appare ribelle
assetato di ascolti
mancanti...
bisogni inestinti.
Debole per fame
grasso di privazioni
sacrificate...
grande voglia
di attingere l’acqua
d’un mondo carente.
Per lui esiste
solo il deserto
assolato...
nelle gole assetate.
Chi
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Pochi istanti ti vedo:
luce buona e cara dell’alba,
Spirito Dio che ti apri,
che passi e svegli,
il prato dei fiori,
il campo delle spighe
e gli uccelli del bosco.
Io sono parte di Te,
ti seguo e mi approprio
di un raggio della tua luce
e la
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Troppe vorte ti dissi che ti amo
ma te facevi orecchi da mercante
restando sempre sorda ar mi richiamo
fatto di rose, gigli ed artre piante.
Po’ prencipiai a scrìviti sonetti
ma te reagivi fissa coll’antùa (1)
tanto che a me mi viensero i
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Se questo mio tempo gridasse
il mio vero essere,
potrei fare anche una nuova luna.
Non c’è scampo per gli avvoltoi
per noi che sogniamo da soli
coperti dalle tempeste notturne.
Stanchi figli del chiarore
adagiamo i nostri corpi in prati
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Preme la vita
da prima
sente il mondo che annaspa
dalla carne s’infetta.
E preme
dal suo guscio nell’acqua
ché sta
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La stella che videro i Magi:
quella del re Giudeo,
turbò tutta Gerusalemme,
secondo il dir di Matteo.
Mancando del "navigatore"
e della rotta su carte,
ecco, allora, la stella
a guidarli quand’era notte.
Saputo che era Betlemme,
secondo il dir
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Gelido ora il ricordo.
Lei venne a tarda ora
con il volto pallido
e gli occhi scuri dell’inverno
-La morte scrisse il suo nome sulla neve -
con una punta d’argento
e un lampo di ghiaccio
nel duro cuore di diamante,
vergò la sua
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| Sabyr |
05/01/2018 18:23 | 796 |
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Ho la nebbia negli occhi
mentre il mio cuore
vive nella tua luce
ogni sera io scendo
nella tua valle nebbiosa
che zitta zitta riposa
i tuoi occhi mi accendono
il desiderio di stringerti
e tenerti stretta stretta
la pace della notte
che
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Ricordi del vento
che vestiva le foglie
in un muto parlare,
e fremeva,
quando la pioggia
scrosciava incredula?
E le passeggiate
al margine del fiume,
le fermate
su una panchina dismessa
care alle intese,
quando spettinavamo
le
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37773 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 5851 al n° 5880.
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