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Le 32763 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Deraglia il cobalto
nel tramonto dei pensieri.
Scricchiolano vapori d’anima
dannatamente troppo limpida.
Ogni sguardo
anche il più indifferente
scoperchia questo dolore
un vuoto eterno
che semina illusioni.
Disperatamente
mi
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Tu mi sei rimasta
Nelle lunghe ore scritte dal giorno
mi accompagni senza parole
e ti ritrovo in un gesto del cielo
che guardo con speranza
Mi tieni per mano e consoli
l’essere imperfetto di cui sono fatta.
Senza di te sarei veramente sola
e morta
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Sono sceso col diavolo a patti
risalito certo di quotidiani piatti
colleziono dolcezze
tutte vere prelibatezze
e non lesino nell’assaggio
privato d’altri punti d’appoggio.
Però distrarmi mi manca
arranca questo peso perenne
del guardarmi alle
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 | Le colline pallide sospese
nelle nebbie di un mattino
le ho rivestite di malinconia
di un altro giorno senza sole
e le distanze che moltiplico
e tutto si allontana e si avvicina
mi sento parte di ogni cosa
assente e presente come un sogno
e
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| Portami dove c’è silenzio,
dove il cuore rallenta
il passo.
Mi assorda
il rumore frenetico della vita
martellante, in corsa.
Portami dove l’ acqua
stilla
goccia a goccia,
e scandisce il tempo.
I sogni brillano
come iridescenti uova
nel nido
leggi

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Cuore mio
volavi su prati di sogni
le carezze del vento
ti bisbigliavano parole d’amore
e come giovane farfalla
dai sfavillanti colori
ti posavi felice
sul primo sospiro d’amore.
Il tuo rosso scarlatto
adornavi
con raggi di sole
e bagliori di
leggi

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Navigante di fiumi a secco,
a cercare riparo nei deserti connessi,
anche se il vento bastardo
vuole spezzare i remi,
anche se Dio ha piani diversi,
anche se io mi perdo nei versi,
non cadrò.
Non cadrò nelle miserie
di chi
naviga in acque
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 | Leggera e improvvisa
la brezza d’autunno
che s’ammanta
di un intenso azzurro.
L’aria è intrisa
di una dolce fragranza,
permea la mente
con note di speranza
dove si cela il desio
di un’imminente partenza.
Un vortice tiepido e pulito
che
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| Ritorno sui miei passi a creare stalattiti
quella forza della natura che ad oltranza
capta soltanto il passato
dove immergersi diventa routine
un bagno ristoratore seppur doloroso
quel bisogno di contatto non demorde
all’improvviso fantasie
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| Ci saranno ancora strade
e nuvole grigie all’orizzonte
ma i mattini nebbiosi cadranno
nelle rocce dei miei pensieri.
Neve sarà e pioggia fredda
fra cespugli verdi e fango
si socchiuderà una porta
e neppure il fuoco avrà più
quel colore rosso
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| Alle mie porte
serrate
s’affolla l’Infinito.
Campi morfici
di consapevolezza aliena
ininterrottamente
sollecitano
la mia risonanza
testando
dei miei costrutti mentali
l’esiguità e il limite.
Aprirsi
senza perdersi
nei labirinti
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| Ho chiesto a me un appuntamento.
Solo un’ora da dedicarmi,
far sedere il tempo all’angolo
e aspettarmi.
Ho deposto il mio bagaglio nero,
chiuso il libro degli appunti
e dei disegni,
sto meditando.
Ho chiesto a me,
di dedicarmi un’ora e una
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Quel bambino in fasce
nel suo fragile corpo di farfalla
l’abbraccio è più silenzioso
E poi sogni, ovunque i sogni.
E le
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Una scelta, tra parole di bosco
fruscio dalle assonanze antiche
tre cifre o tre boccioli
un nucleo, l’ellisse è fuoco e palpitazioni
-la poesia dorme emozioni nel suo seno
e le stinge piano sul cuscino della notte-
alle labbra le stelle non sono
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 | Sul davanzale
primule appassite,
come teoremi
che non calzano.
Socchiusa è la finestra
ove refoli di passato
dissipano sogni,
mentre si frantumano
lastre di tempo immemori.
Strade impercorribili
si perdono nell’infinito,
così anche la
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| Senza conoscere la costumanza
faccio fatica nell’adeguamento
nel navigare su disgregazioni...
provo imperizia su quel che è uguaglianza
di
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Bianco e nero
sono quei due colori
che ricorrono sempre
come sbiadite immagini
nei miei allucinanti sogni,
rimandomi malinconicamente
alla perduta guerra
col triste passato,
ancora in corso.
Non esiste il vero,
l’apparente conflitto
tra
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Nella tua luce segreta,
io non sono morto...
veleggio nei tuoi pensieri fecondati da
notti che lasciano voragini...
anima mia,
ogni rumore poi torna al cuore.
Sorprendimi,
dolcezza che balli con la primavera,
raccontami di quando ti
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La roccia...
raccoglie le sue foglie
accartocciate,
per farne un grido nel vento
e gocce di pioggia.
La roccia...
con le sue gemme
incastonate,
un diamante al petto
senza più luce né riflesso.
La roccia...
neve, pioggia, vento,
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 | Scalo questo foglio come parete rocciosa.
Poso il tallone su una congiunzione
afferro la vocale di quel sostantivo,
ma mi occorre la fiamma dell’ispirazione
per gonfiare la mia mongolfiera.
Sorvolo i colli dell’avvenire
dove la foschia si fa più
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| Come
fragili lanterne di carta
che sfidano
della Notte l’immensità
sempre più in alto
ci protendiamo
a corteggiare del vento
la dolce carezza.
Effimere stelle
consumate
dal loro stesso fulgore
che
tra le celesti dimore
degli antichi
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| Il passato ora
è uno sguardo
un attimo bruciato
Ce lo raccontiamo
ogni giorno
Ed ogni scelta rimane
un errore
Soffoca il pensiero
e la parola di un giorno
sono parole di una vita
Un cupo rimprovero
L’amore mancato
Le mani
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| Sentirsi vuoti e inutili
nella ricerca di quanto stordisce
un silenzio da tapparsi gli orecchi
tanto il suo volume è alto
scodinzolano nel cervello pagine del passato
ognuna con il suo bagaglio
tenendo a bada quanto vorrebbe poter
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| Chissà se io potrò giammai tornare
nei luoghi che ho trascorso in giovinezza
e se mi sarà dato di ammirare
quel che mi diede tanta contentezza.
Ricordo alte colline da scalare
osservando dattorno con ebbrezza
una distesa che non so scordare
di
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Preferisco tornare
quando non c’è nessuno
e compiere la mia danza macabra
con le ombre mai vissute
Verso il tramonto
quando la luce muore
e non c’è anima ad ascoltare
le note spente della sera
Scelgo di restare solo
e mi chiudo in me stesso
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Stai ferma su un piede solo
al centro d’una stanza vuota
e speri di spiccare il volo
verso una lontana mèta ignota
immobile te ne stai senza fiatare
con mani giunte e occhi chiusi
dentro te un punto da fissare
e anima e cuore tra loro
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Non so più dove cercare
se tra i fiori
o nell’acqua da bere
oppure nei colori
di cangianti aurore
o addirittura nell’inferno
tra le fiamme della sera.
Non so più dove adagiarmi
cullarmi e violentarmi
se negli spasmi
d’effimeri orgasmi
o tra
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 | Quante volte hai camminato
con le dita chiuse a pugno
dentro le note di uno stornello
ad incontrare la strada.
Sotto i piedi le conchiglie
orme brevi sulla battima
al cesellar la luce sulle ombre
cavalcando senza sosta onde
che portavi dentro
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Tra voli di candide ali
alle foglie m’avvinghio
in cima all’albero dei sogni.
Non ho freddo e neppure caldo
posso ascoltare piccoli suoni.
Tutto si allontana... Mi sospendo.
Sto in ascolto.
Mi sento leggera.
La vita in me ricuce un pieno
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Le mie dita tremano
quasi cantassero la fine
di tutti i sacri fuochi
delle notti andate
Forse ti ricorderai
anche dei sorrisi amari
persi nelle poche nuvole amiche
che guardi e saluti tutti i giorni
Ma per un giorno sarò solo vento
sarò ciò
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 | Particolarmente storta
la mia scarpa destra avanza
il tacco rimbomba
sopra l’asfalto provato da una pioggia obliqua,
anche lei come me.
Le nuvole hanno canzoni, le vedi?
fumano grigie tamburellando insistenti
qua, sotto l’ombrello.
Mi
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32763 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5401 al n° 5430.
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