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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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quel mio silenzio
stretto fra i desideri
di stelle nere (D)
Fosse almeno servito il mio tacere
ed il respiro negato alle parole vuote
che nascondevo forse per delitto
o per giustizia breve di un rimpianto
Sarebbe nato un ricordo ad ore,
uno di
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 | Babbo lo chiamava
su” brabaraxinu”
per i suoi capelli rossi,
a due mesi
sei volato via.
la bimba che ti teneva in braccio
scrisse una poesia:
Ti cercavo,
t’ho trovato.
Or riposi nel silenzio,
nel riposo immortalato,
il profumo
della tua
leggi

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pallide stelle
queste immonde promesse
al cuore stanco (D)
Respiro il veleno a tarda notte
e nuvole di malva mista a seta,
la mia creta è il fango della luna
celata ai sussurri degli Dei
Mastico foglie di bruna prugna
acido che
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Dall’alto e inquieto pòggiolo,
presso l’altera piazza,
stretto tra l’aspra edera
sull’intarsiata tazza,
geme e si lagna candido
di giglio un mesto fior;
stringe soffrente i petali
tersi di pioggia etesia,
leva alle nubi un palpito
della
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Sembra stanca la realtà
barcolla, ansima,
crolla faccia a terra,
ma rantola ancora.
La malvagità indomabile
la cattura e ferisce
la debole coscienza,
e morde avida.
Nasce un odio vivido,
qual zelante dittatore
la tortura
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Un fiore é appassito,
d'un tratto a maggio.
Mani vizze lo sfiorano ancora,
incredule.
Lacrime lente si mischiano ai suoi petali
senza più colore.
Composto e muto un cuore stanco si gonfia di dolore.
Cuore di mamma in pena
per il suo
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albe a tacere
per l'errore di notti
spese nel vento (D)
L'alba che tu dicevi
non era in guerra coi tramonti
e forse era distratta
da tutti i tuoi petali di rosa
Era solo un vento magico
che ti ha portata via
solo per un attimo fra le
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 | Gl'anni son volati via, con ali germinate s'una vetta incolta.
Anni vani, privi di radici, sulla terra rinnegata della perdizione.
Anni senza gemme, disconosciti.
Anni infanti, ma già deceduti.
Un colpo di spugna e via...
Nemmeno il suono
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veleno nero
fra i riflessi zaffiro
del tuo respiro (D)
Scure penne di pavone sul tuo collo
e la pietra del destino viola acceso
a proteggere gli inganni e le vendette
dei tuoi giorni resi ciechi dal perdono
D'oro scuro il lamento dei
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 | Il campanile svetta alto nel cielo,
imponente e superbo,
con la punta acuminata
quasi a voler sfidare l'ira di Dio funesta!
Mesti rintocchi di note struggenti
accompagnano il memento mori,
a ritmo spezzato
di un laconico lamento che
si eleva
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Ti ho guardato svanire in un ricamo,
nitido bagliore di una foglia breve
dischiusa nel cielo di nuvole a valle
mentre tace un respiro sul tuo viso
Sai che il vento non chiede melodie
né un tempo solo ad irretire spore
forse sei tormento
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Com’è gracile il respiro
di corsia
ogni soffio appare
cespite di vita
ogni battito impreciso
mendicato
rende livida la
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 | Cadono meste le foglie dai rami,
battute dal vento
si disperdono
come petali esangui
di un fior senza più stelo
sopra un giaciglio di porpora...
Irrompe un tonfo sordo e
lieve bisbigliar
di arcane voci piano si assottigliano
tra il
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l'attesa nera
di un silente sospiro
alla memoria (D)
Sarai gentile il primo giorno
mentre ogni cosa intorno
perde il suo colore al vento
e un dolore fra le svanite cose
I sospiri regalati alla gramigna
nel passo lento delle stanze
sempre
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 | Passeggiava la Morte
convinta d'esser più forte
coperta del suo mantello il viso
ostentava severa ed imperiosa
il tocco suo al passaggio d'oltre!
Quando incontrò la Vita sorridente
ma accorta e sapiente...
:di tanto ardire tu sei
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| Come fai, tu, Terra
ad esser 'sì feconda
quando sulla terra
muoiono i tuoi figli?
No, tu non m'assomigli
poiché continui girare
con i tuoi migli e migli
di diametro di pancia,
senza sfiorar mai una guancia
con una lagrima
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 | Ciò che potevo
solo ora comprendo
ed alla vita chiedo l’indulgenza
quando prevale il male sopra il bene.
Tutto è diverso
tutto sa di nullo,
tardi quando sei in pieno fallimento.
Dentro il ricordo
domina il rimorso
ma tu sai mamma
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veleno caldo
in questo mio segreto
di notte e vento (D)
Il mio segreto è una danza morta,
la stanza chiusa col soffitto nero
e l'alito sincero dei sogni più scuri
ancora persi in un bosco d'altra vita
Il mio destriero è
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Il volto ti tocca e t’accarezza
non ti fissa un colloquio
lei, che non rispetta gli orari
Arriva, t’interroga fulminea
trovandoti impreparato
rimettendoti in balia del tempo
disegna e t'incrocia la sua linea
Uomini che ti chiedono il
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Rombano
di quel rombo prolungato
e cupo
le sirene al porto
e lacerano piangendo
e accompagnando
il lugubre rintocco a morto...
sfilano nel
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| Vivì |
15/05/2013 18:45 | 2611 |
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il nero segno
di notti senza cuore
si ferma all'alba (D)
Verso sera raccoglievo il mio dolore,
il profumo dei giorni senza vento
ed il segreto del bosco fra le ombre.
Quando il silenzio mi lasciava solo
Lungo il sentiero a volte mi
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i lunghi inverni
e il sogno appena morto
di lieve notte (D)
Sarà il cielo pallido a segnare attese
e tu mi guarderai nel buio delle sere,
non chiederò pietra per i miei ricordi
né leggeri inganni a corrodere i
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Pà, vivrò il tuo ricordo come presagio
volto alla finestra del mio tempo
segnando la prole del tuo passaggio
folle esempio di virtù contemplo
Pà, per tante cose che non ti ho mai detto
e per quello che il mondo ha
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 | Nell'aria tiepida di maggio
geme il vento
scuotendo ogni fibra
per ritrovare ancora
un finto sorriso...
Virgole di rondini
nel velo del cielo
sollevano una debole brezza
per accarezzare i cuori
che tagliano il silenzio
Pungenti sono i
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| La nostra comunità
è come un albero
che ha sui rami,
insieme,
foglie secche,
che stanno per staccarsi,
dolcemente,
poi di un maturo giallo
le seguenti,
e tante foglie verdi,
verde muschio,
verde prato,
verde menta
e poi le gemme.
Ma se
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 | Vestita a nuovo
innanzi a quello specchio
t'ornai il bel collo
con le perle bianche,
il mio regalo
per la festa, mamma!
Ti rimirai
ti vidi bella assai,
più del passato
nonostante il tempo
passasse lesto
sul tuo viso stanco.
Triste
leggi

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 | Incombente gelida notte,
nel buio delle tenebre
vischiose
avviluppa le sue prede,
ordisce la tela insidiosa
coi fili
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 | osservo il dolore da vicino
ne sento i profumi acerbi
di frutta andata male
di feretri abbandonati al sole
vomito parole
sull'innocenza lasciata al destino
disperato cerca le parole al vento
le mani si stringono al cuore perduto
nelle lacrime
leggi

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La mia anima ancor cerca quel Dio evanescente
che m'abbandonò al cospetto d'una croce
tra chiodi e spine il fluir del sangue
vergava il dolor sulla mia pelle
il volto della vita si tinse di grigio
silente il tocco della
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E in lacrime
penseremo
al nostro futuro già scritto,
alla nostra
bianca lapide
tra mille
bianche lapidi;
e né il suono
né l'immagine
di noi
saranno rimaste
intatte.
La nostra memoria
e la nostra
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C'è qualcuno per cui uscir di vita
è solo volgersi all'incrocio
di un colonnato neppure troppo asciutto:
come uno spigolo rivestito di figure
come un minuscolo dipinto dalla vita alla parete
-che scorre e passa
passa e scorre-
senza
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2671 al n° 2700.
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