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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Davanti a queste canne arrugginite
che mi guardano
assenti e feroci
orbite senza occhi
occhi misteriosi come la morte
che presto sputeranno ferro
e poi un po' di fumo
davanti a questi occhi del Destino
e ai loro scagnozzi inginocchiati
io
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| Una frazione di secondo
e tutto si perde
la morte inizia a fare il suo dovere
senza pietà
strappa agli affetti più cari
sadica si diverte
ore minuti sono pane per lei
gioisce del dolore altrui
strofinando mani
un freddo
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 | Cade il silenzio
l'aria diviene solo una matassa
di rigida pietra
non c'è consolazione
per una morte
vigliaccamente anonima
ma che porta un nome
ali spezzate in volo
il ghigno truce della sera
voce a singhiozzo
a massacrar il
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| I muri delle strade
cedono passi ubriachi
a suole di sporca cenere,
grondano urla dal fondo:
mancanza di sonno
nel funambolico gioco
dell'assenzio amico,
padrone rum e sposa pera
al matrimonio dei maledetti.
Rubando il fuoco
ancora sottile
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| Sal |
31/08/2010 21:14| 1184 |
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| Il giorno del mio funerale (se ci sarà)
vorrò esser vestito, del pianto ipocrita di mille persone
venute a -testimoniare- un falso dolore
venute a -predicare- la loro pietà.
Il giorno del mio funerale (non ci saremo)
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 | Un attimo ed è solo un ricordo,
Nelle lacrime di chi ci ha amato.
Vita frettolosa che impedisce di vivere il giorno.
Ognuno è sempre diverso dall'altro,
il prossimo resta incerto.
Fermiamoci nel silenzio,
aspettiamo il
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 | Il mantello è calato ancora
stavolta mi sfiora
porta via parole
vuote
aride
che non danno senso
a perdute lacrime
al tuo cinico sguardo
inesorabile
cado
in silenzio
incolmabile
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 | Perché questa paura
che scorre nelle vene
come furioso veleno?
Ella giungerà nel silenzio
fra pochi, persi rintocchi
di una lontana campana
e le grida di un neonato
che impudente reclamerà
il suo diritto alla
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| cenere alla cenere
polvere alla polvere.
quando sarò deposto
in una metallica urna,
i miei pensieri
saranno mietuti,
falciati da ogni paura,
dal dolore della vita
ne sarò libero.
ricorderò la nascita come,
la prima
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| Sei andata via
in silenzio
senza lasciarmi
il tempo
di dirti parole
di filiale amore.
Sei andata via
senza rumore
lasciando
un infinito
rimpianto
nel mio cuore
che ora piange
per la tua assenza.
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 | Dominerò il mio essere,
cavalcherò le onde
nell'oceano dell'indifferenza,
mi nutrirò dei miei sogni,
vi lascerò in eredità
i miei incubi peggiori.
Non percepirete
alcuna ansia nell'anima mia,
le mie lacrime e
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| Cip |
24/08/2010 20:39 | 1132 |
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| Mani di lava che il nero
negl'interstizi hanno,
mani senza tregua
che slittano
su diaframmi di coscienza,
pizzicando corde
in un estremo saluto
abbandonato nel ricordo.
E suonano a morte quelle campane
che prima erano in festa
su note
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| Come un golf di tre misure più grande
goffo e inefficiente
due aghi infilati nella pelle, ma non tanto bene
perché un po' sono arrugginiti
tre sigarette da aspirare, anche
e del budino
rescissione di presenza.
Una volta ero emo
ma
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| Morte, signora di ogni male.
La via per un altro mondo
o un altra vita?
C'è chi ti viene incontro
e chi ti aspetta tristemente.
Morte, la fine o l'inizio?
Shock improvviso che ti prende
e ti accompagna
lungo una via,
che rivive la
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 | Su queste note
tintinnii di gocce
d'impalpabile rugiada
del luminoso mattino
portami mia
e del corpo sublima
l'immortale anima
sulla breve materia
Non voglio camminare
fra gigli sfioriti
di autunni, vestiti a lutto
Portami
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| Nella notte
con le dita rotte dal freddo
nelle trame di un disegno
tesso il tuo destino
Rosso è il cielo
di Oceano e scogliere al tramonto
rossa la scia della barca
e rosse le guance di Annie
e rossi i suoi capelli
Nello scialle stringe i
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| Ombre di pena
lasciano l'uscio,
serena l'alma
sul capezzale,
dolce sorriso
che sa aspettare,
ecco che giunge
l'attesa Signora,
non è timore
è solo stupore,
mi prende la mano
e ora di andare
come una mamma
inizia a
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 | Notte di un deserto mese dell'anno da dimenticare
triste e cupo
desolato sussurro del cuore
brumosa landa del mondo dei vivi
nel bosco silente il respiro si ferma
un fruscio impercettibile scuote l'aria
vampiri!
Cipressi che vagano con
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 | Piove.
Piccolo,
è di fango oggi
la coperta
che la vita
t'ha dato.
Qui,
seduta accanto,
lascio
che il cielo pianga,
il pozzo mio
di lacrime è spento.
Ho un fiore
l'eguale
che paffute manine
donavano a me.
Oh,
mi
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 | Il mio nido è foderato
di soffici piume
Le hai perse
quel giorno di maggio
sul sentiero celeste
dell’ultimo volo
mentre invano
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| Da questo lebbrosario, non sono mai uscito
e non sono mai guarito, dalle purulente piaghe.
Ammalato è il mio spirito, che strappa quel candore
alle tue giornate piene di riverente benevolenza.
Non dovresti accudirmi, ma abbandonarmi
in
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 | Fu l'ultima quella notte
quando al capezzale del tuo letto
potevo ancora vedere la luce dei tuoi occhi aperti
con quel poco di chiarore che spesso si spegneva
ma poi ritornava quando ti chiamavo
per capire se c'eri.
Tu rispondevi
ma il tuo
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 | Le luci si spengono
in un attimo
che serba composta timidezza
in questa crudele successione
il buio è senza remore
che delirante
stende un velo triste
su un sorriso
che ieri illuminava di gioia
questo infinito tempo
che oggi
invece
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 | Erano Angeli
volati in cielo troppo presto
con la luce di un'innocenza
che splendeva nei loro occhi
spensierati.
Boccioli appena schiusi
tramontati
in una notte come tante
nel cordoglio senza fine
di fiamme infuocate
che hanno spento la
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| Esalazioni di mediocrità
infestano l'aria
di oscuri presagi.
Infami inquietudini
che misurano il tempo
rilevandone il grave
e lento scorrere.
Piccole morti quotidiane,
ove l'amicizia, l'affetto,
i sentimenti
incontrano la loro
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 | Delicati lineamenti, sguardi sbarazzini
celati a tratti da una dispettosa frangetta
l'allegria d'una cangiante giovinezza
intrisa di sogni, semplici desideri di felicità
parole scucite entro dolci pieghe di labbra.
Gioiva il mio cuor nel
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Passo lieve,
ora è vicina... discreta
Sommessa lambisce cauta
il mio letto
e quasi scivolando
si siede sul nulla mentre
un brivido d'aria rancida pervade
la mia camera...
Volto inespressivo
maschera assente
mi sfiora la fronte
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 | Arrendi le tue armi
soldato.
Una bambina
era solo una bambina
dilaniata da una mina,
ridicolo contrasto
con il battito del cuore
afrore di carne bruciata.
E tu
hai coperto di polvere
le ferite,
ti sei voltato
per non vedere,
sei
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Regina della città di carne
dove la pena ha marchiato la carne
dove sono sprofondata nella tormenta
per scoprire in me fuochi per stringerti
mi sveglierò nel tuo essere
un giorno come un fuoco di gioia
dove s'apre la rosa del
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Lunghi i tentacoli
del Leviathàn mostruoso
opprimon occultando
luce celeste... ahimè!
Ed Ella fioca poco
tra arbusti e vette in cielo,
e mi rimandon versi
remoti essi, da tempo:
"Meco tu addivenire
a suggellar sì
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 | Ombre smarrite
dentro spazi di tempo...
Di che morte
si muore
all'anima stanca,
non umano sapere
ci rinfranca...
Dentro anfratti
di nobile metallo
ho riposto la vita.
Dei pianti
ho trattenuto
l'eco dei sogni.
Mi aggrappo
alle
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4261 al n° 4290.
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