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♦ Luca Ventura | |
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Le 241829 poesie pubblicate in esclusiva
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S erge un fruscio caldo come un bacio
prece d’un fiore che profuma i tuoi occhi.
Soffia la brezza che scalda i tuoi capelli neri come la notte.
amo la rosa che cresce nel silenzio delle nuvole.
Brucia la carne della tua bocca arrossata di baci.
io ti
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Non temo il passo oscuro del domani
che ignoto viene e poi si rivela
la paura ne serra i vasti piani
e l’anima nel gelo suo sigilla.
Io resto, e nel silenzio delle mani
l’attesa si fa limpida e fedele
non è rinuncia, ma vigore umano
che nella
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O madre, fragile come petalo di rosa al vento,
eppure forte come radice che affonda nella terra eterna.
Nei tuoi occhi, specchi d’un cielo sereno,
ho visto l’alba che dissolve le ombre della notte.
Ti sento ancora, sussurro lieve tra le foglie
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Essere attivi è un tutt’uno per sentirsi vivi
creando con l’aiuto dell’intelligenza insita in noi
un’autostrada dove soffermare per rifocillarci
quando il corpo chiede aiuto
uno spuntino un bicchiere d’acqua non dovrebbe mancare
onde riuscire ad
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Chi avrebbe
mai immaginato
che sarebbe
finita così
con la solitudine
delle stanze
dopo aver dipinto
mille colori
e aver visto
l’autunno disegnare
le foglie morte
nel vento
e il fiume
dividere in due
la città perduta
fra due ali
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Volgesi ad est il mio accorto sguardo
per cogliere del sole il primo raggio,
dal cielo all’alba dato in retaggio
perché il giorno raggiunga il traguardo.
E quando la stella scocca il suo dardo,
tosto il chiarore spicca il suo viaggio,
dà al ciel
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La terra tutta mi nutre
il sole caldo mi vuole
l’Altissimo Dio mi cerca
la luna silenziosa mi aiuta,
a me uomo resta solo
di pregare i miei protettori,
che per me si prestano
puntuali e sorridenti,
ed io felice sono
di dare a loro:
la
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Prima del mondo non bastò quel buio,
ma un’idea senza nome s’addensava;
non era ancora il tempo di Leonardo,
finché un pensiero ruppe quella notte
e il tempo colse il peso dell’inizio.
La Visione, improvvisa, fu una febbre,
ardore cieco, senza mai
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Lascia che cada il foglio là dove nasce l’ombra
scorre l’acqua del fiume verde come la speranza.
Sporca d’anima il filo d’erba bagnato di rugiada
languido verso che palpiti un tuono di luce.
Poesia che difende con resilienza la bellezza del futuro
lo
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Lo spirito arriva prima
in punta di piedi
e prova il mondo come una voce
prima della gola.
Disegna il corpo per tentativi
una spalla per reggere il peso dei giorni
mani per trattenere ciò che fugge
occhi perché la luce insiste.
Il corpo crede di
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Ogni gennaio apre due correnti,
ciò che scompare e ciò che nasce piano,
tra passi antichi e desideri ardenti
il tempo tende un ponte verso mano.
Il passato è una strada nella neve,
segni di passi che sanno il ritorno,
ci ha resi forma, voce che si
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Ritrovo la pura essenza del respiro
nei passi del mio cammino
e tutto diventa speranza,
mi perdo nel vento che mi smuove
verso l’orizzonte davanti a me
in quella direzione che è vita
da vivere altrove
poi, sulla mia strada mi ritrovo
col cuor
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Quando si dice essere previdenti
non significa voler farsi grandi
bensì inculcare qualcosa che nel tempo
potrà sicuramente servire
veritieri insegnamenti d’una volta
insieme alle rughe ritornano
a prova che il passato può sempre avere una marcia
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Mi chiede e richiede
aria su aria
quel vespro sepolto
e che vita più non ha.
La sera lenta mi ritorna,
non ha il suono
delle amiche campane
e scendo così anchio
nella valle, dei non rinati.
Odorano di aria sporca
le urla che danno
in abbondanza
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Ricordati di me
quando volevo
che mi adorassi
come una stella
nel cielo scuro
di qualche alba
che tremava luce
e negava sogni
già morti al buio.
Ricordati di te
quando ti adoravo
e splendevi lune
nello sguardo teso
fra desideri di
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Senza chiamarlo il mondo si avvicina .
La terra respira, il fico trattiene il sole
un rumore lontano impara la giusta nota.
Il cuore non spinge, si appoggia
diventa rassicurante
come una ciotola piena d’acqua che non trema.
Se il pensiero arriva
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Anche nei giorni più storti meriti tutta la luce che manca
ogni tua ferita diventa una storia un occasione per guardarti con gloria.
Il vento della depressione sciama nel coraggio che resta.
vivo le cadute nel silenzio di orme lassù.
Quando tutto avrà
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Accadono gli accadimenti
perché devono accadere.
Sei tu preparato
al quando devono capitare?
Sapevi del loro esistere,
ma ti illudevi
di essere esente,
o aspettavi magari solo
quelli favorevoli.
Beh, quelli sì!
Immune da quelli negativi,
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Sai come può essere invadente
sino all’ultimo istante ha preso posto
insinuando alla vista dubbi sospetti
soltanto freddo ha confermato il momento
impossibile non rimanere stupiti
suscitando ambiguità mai vissute
e non solo quello ha contribuito
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 | Potrei rapire la tua fanciullezza,
murare la tua bellezza
in uno scrigno di respiri
dove nessuno può leggerti,
tranne i miei occhi.
Vorrei rubare la tua
spensiaretezza al mondo,
prima che il mondo pretenda
di darti un nome.
Ma scivolo nella
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Nel primo chiarore che scioglie la notte
il mondo è ancora un foglio senza inchiostro,
solo un respiro di luce che sfiora
l’erba umida e la lascia tremare.
Camminiamo portando il peso lieve
di ciò che ieri ha inciso sulla pelle,
una cicatrice di
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Spargo lacrime
ovunque e sulle ciglia
ho solo polvere
che cadrà lentamente
coi dolori che trattengo
per non sembrare
già morto agli occhi
di un mondo che sussurra
parole che non sento.
Soffio semi di buio
sperando che germoglino
un’ombra
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 | Avvolto tra nubi d’argento
vidi un angelo passare,
celeste e lieve
da contemplare.
Stava lì,
le ali a far vibrare;
ed io, nel cuore,
silenzio custodivo
per non turbare
col fremito
il suo spirito.
“Quanto vorrei,” pensavo,
sfiorare
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| Poche passi nella neve
e lo spirito mio
si eleva e par
di vedere l’ombra
di una nuvola
farsi bianca e stanca
scende dove io
poso i miei freddi piedi.
La solitudine di un pensiero
mi stacca dall’incanto
di una pace invadente
che mi fa sedere
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| Quand’un vede n’altro in lietezza
e stato di sé mal apprezza,
divien cammino complicato
e pur anco intricato
Imperocché animo si ridesta,
quando il mal d’altri si contempla
e si gioisce di quel che s’ha
E ci si domanda se troppo si chiede,
ché
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| Nascesti fra il volo di bianche api
sulla tua culla
tu che al perdono donasti la vita
e del dolore familiare ne provati pena.
T’immaginai rosa
come in fronte portasti la sua spina
frutto della tua eterna devozione
ai patimenti del Cristo.
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| vivo il magma della luce.
estasi di un verso sfrontato di stelle
bellissima virgola di un freddo cuore di cielo
silenzio il dolore acre delle voci
urge la poesia che asciuga la guarigione del buio
trema la ferita cesellata nella mia anima.
respira
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| L’amore porta con sé un linguaggio doppio
una sillaba di luce, una di congedo.
È una porta che si apre
e subito impara a chiudersi piano
per non spaventare il futuro.
Resta il lavoro invisibile
abitare ciò che non risponde
nutrire l’eco come fosse
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| Quando dintorno tutto tace
vorremmo poter bloccare l’istante
per ritrovare quel senso di pace
che tanto ci era stato amico
confondendo le idee
per quel modo d’essere tanto agognato
in supporto d’inesperienza alla quale ancor oggi
vorresti poter
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Sul sentiero dell’anno che si spegne
resta un’orma di luce e di polvere,
passi incerti, promesse che si tengono
tra le dita come piume che sfiorano l’erba.
Il tempo lascia impronte di silenzio,
ombre di riso, graffi di dolore,
eppure il suolo
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241829 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 721 al n° 750.
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