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Le 39 poesie pubblicate il giorno 26/10/2018
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 | Respiri agli argini del cuore.
E’ stata la strada il tuo sentire .
E tra le infinite emozioni
cantavi le note di attese serene.
Note di nuove danze.
Luna che splendi sui giorni a venire
muovi il tuo dolce sussurro
la lenta cadenza del brano
che
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| La figlia di Delia
aveva un
viso delicato e sbarazzino.
Non aveva più
i capelli ricci di
quando
era entrata nella
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E canterò un autunno biondo oro
lo sfarfallare al vento delle foglie
l’arbusto scheletrito che si scioglie
legato a questa pioggia e al suo ristoro.
E scorderò l’estate appena smessa
sorpresa e castigata dai tuoi baci
sgomenti costumati e assai
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Era l’ultimo giorno d’estate
ed avevamo
le labbra rosse
come il cielo al tramonto
Era l’ultimo sole
prima di un lungo gelo
e tu avevi le mani screpolate
per il vento nuovo
Soffiato dal mare
con la polvere delle foglie
che cadeva
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 | È difficile vedersi a Milano
è grande la piazza
eppure so che ci sei.
È vero c’è tanta gente
è giorno di mercato
passano i campagnoli
con i loro cesti di verdura
le uova delle padovane
le verze lombarde.
Non hai sui capelli
il fazzoletto
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 | Foglie gialle,
foglie rosse,
autunno sul viale
di una pagina
memore di una lingua
a volte solitaria;
eri tu a
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Vorrei darti giorni di luce e d’allegrezza pieni
di fatiche vinte _ annoverate come piume_
e di speranze in un mondo e un tempo dove il verbo
resti fedele alla sostanza d’ogni pensiero
giorni di foglie che non vanno giù a morire
ma s’incamminano per
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Ti hanno visto salire
il deserto della piazza
cantava
storie d’altri tempi
il luccichio di una fontana
un’erba a lato
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 | Risento il ruscello
scorrere timido
e a sfogliare il mio ieri
mi perdo.
Sembra sporgersi al cielo
il suo
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Apri i tuoi larghi occhi fanciulla
ora al nuovo giorno che avanza.
Essere vorrei nella stanza,
sfiorarti come fossi in
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Foglie sparse o ammucchiate,
colorate e intatte,
destinate a poggiarsi ondeggianti su quel manto,
ciclicamente alla
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il viso tuo in penombra è come un prato
dove ha attecchito a cumuli dispersi
la luce della neve che ha spogliato
il
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Mi addormento
con un sorriso,
ogni sera,
perché il mio ultimo pensiero
è sistematicamente per te.
Lo lancio in mare
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 | Nient’altro che la vita
quella che scorre
come un fiume in piena
o un vulcano in eruzione.
Quel parlare
coincitato e fermo. Quel pensiero
ombra della coscienza
di quel fuggire e
poi tornare; perché c’è lo spazio
per il fare. Quei bimbi che
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| Davanti a voi
sebbene stamane
non riuscissi nemmeno
ad allacciarmi le scarpe
In questa furia di càos
nella ferocia che mettete
nel litigare per tutto
non mi resta che amarvi
prendere le vostre vite
fili d’erba nella brina
d’inverno
e
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| hy ju |
26/10/2018 17:05 | 1695 |
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Ti respiro
quando nell’aria vola la primavera
quando la pioggia d’ autunno
si fa lacrime di nostalgia
su fronde dorate dal sole
ricamate coi colori del cuore.
E ti respiro
nel mio tappeto di sogni
quando
mi sospiri nel cuore
mentre
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è lì
nel buio dell’esistenza
nella appartata desolazione
che disperazioni diverse,
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"Voi non siete solo il gioco
non siete solo l’oggi
siete sprattutto il domani
siete la vita"
Afferro carpendo
i
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Cera d’api
depositata sulle ferite,
a misurare il tempo sospeso
che mai piu sembra scorrere.
Un altro sguardo da gettare
oltre l’oblio per poter dimenticare,
senza piu sentire l’angoscia
degli anni che scavano rughe sul volto
e solchi
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| Eolo |
26/10/2018 15:37 | 1291 |
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Lesto nel confine del cielo ora volteggio
e nell’equilibrio suo vo’ a canzonar con motteggio
quel limite ch’è filo a tendere quest’orizzonte
finanche a percepirne il termine suo, a me di fronte.
Confuso nell’indeciso cammino, pian pianino
adagio
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Fallo pe’ stù core
nun m’’o da’ chistu dulore,
rieste pe’ tramente ccà vicino
Sienteme n’appoco
scinne ‘a coppo a stù penziero,
t’aggia fa’ capì ca nun è overo
Servono ‘e parole
ci’amma dicere ogni cosa,
nun s’accongia niente
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Dei vini di Sardegna sei l’emblema
tu, Cannonau, vincente, troneggiante
su tanti altri vitigni, nel sistema
vinicolo italiano ben trionfante.
Risolve un tuo bicchiere anche un problema
che il bevitor credeva assai angustiante,
sono le rosse gocce
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Sera, guardo il sole al tramonto
e vedo alzarsi la fiacca tristezza
dell’universo, che s’intorpidisce.
Quando i cani,
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Il tempo è la trappola dei sogni,
è uno specchio spesso
dove il desiderio si riflette
senza poter accedere
alla magia del compimento.
Il tempo è una prigione
con sbarre di giorni,
con gendarmi chiamati mesi,
generali, chiamati anni.
L’attimo è la
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Dal giù per la ripa
accasciato infarto
ricoperto da frasche
e momenti di fretta
distante dall’occhio
che soccorso
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 | L’astro d’occidente tramontò
sembrava fosse annegato
le acque salmastre si chiusero
tutto dvenne buio!
Lentamente sora Luna saliva
vestiva di bianco opalescente
piccole striature ornavano
un diadema sul capo
solitudine avanzò!
Il lutto mondiale
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| non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d) io t’ inchini
l’interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di
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Le poesie che scrissi
sul tuo corpo, e della notte
di cui parlai al vento
ora cadono come foglie
ora più stanche, ammutolite
e si aspettava l’autunno
per cadere, come un grido
l’aria si moltiplica in distanze
oltre la tua pelle c’è un segreto
un
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Barcone vacilla ubriaco d’amore
quel sentire che ognuno
vorrebbe trovare in ogni dove
non esistono compromessi
ma solo verità
lasciate in balìa dell’onda
calici di spumante si alternano
edificando scie di speranza
sino là dove l’occhio
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O Roma che d’aureo scettro
fosti fregiata
infrangono il silenzio le tue gesta
che nella leggenda scolpirono
superba grandezza.
Tu che dalla lupa capitolina
sui sette colli con possenti braccia distese
ergesti il tuo nome,
calpesto le tue amate
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39 poesie pubblicate nel giorno 26/10/2018. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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