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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’879Autori attivi: 7’453
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Marzo 2026 |
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Le 69863 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Di giorno in giorno rincorro il mio destino
nel segreto incontro tra presente e passato.
I pensieri si stringono sopra affetti sbiaditi
strati compressi di tempo tra svaghi senili,
ciò che oggi è inutile ieri era un’arte.
Ora uno spiraglio
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 | Scende repentina la sera,
ti scrivo da questa mia
solitudine buia e mesta,
che sconsola il gemito
del vento di tempesta.
E’ quasi Natale
perché non torni mamma
stanotte che il vento
corrode le cime, si lamenta,
nelle gole dei monti?
Si
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| Perché cancellarlo dal calendario
motivo non sussiste
senza di lui niente avrebbe avuto senso
bene e male non avrebbero reagito
in quel combattimento
quando tutto sembrava avere fine
oggi più che mai
seppur nel freddo più intenso
ad oltranza
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| È nel primo disegno d’un bambino.
La nuvoletta,
la faccetta
con la casina il ruscelletto
ed il fiorellino.
Tutto ha un sapore fresco candido genuino
È il bambino con la mamma ed il papà
e poi anche il fratellino
Testa grande
gambe e braccia a
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Ricordati di sorridere, quando la vedrai...
ricordati che a niente servono le preghiere
già tutto era stato deciso,
e soprattutto rammentati il perché
ti trovi lì, dove il passo tuo è ora lieve
come sono leggere le nuvole sul monte...
e non sarà la
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Solo due rintocchi
il legno nella tomba
il buio che risuona
dal fondo della terra
Solo una promessa
la luna che si oscura
e poche stelle spente
nel tempo della strada
Non ho mai pregato
con le mie parole
ma ora temo il segno
le nuvole del
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E’ nasce int’a sti core
‘o canto ca ’mparanza
se ‘ntrocchia chianu chiano
pe’ fraveca’ ‘a dimane
‘a voglia ‘e semmena’
‘a forza ‘e accumincia’.
E nasce int’a sti vene
‘o canto ‘e na mancanza
ca nun s’arrenne maie
ca scorre po’ addò vaie
pecché
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 | Trasparenze sottili di
muti fantasmi nella stagnante
quiete delle tombe.
Passi solitari lasciano
dietro un rumore felpato,
un’ombra s’avvicina, s’ode
del defunto una voce
con tono alterato:
“Dimmi ragazzo perché
mi hai
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| Mentre la macchina corre io osservo e penso
verde è lì quel prato un poco acquitrinoso
di bianche piccole figure puntinato, di garzette
bianche è una colonia qui ferme in attesa
forse di migrare e che tuffan ripetutamente
nel limo il nero becco in
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Non riusciremo mai
a dimenticare il tuo sorriso festoso,
la tua straordinaria voglia di vivere
e la tua gentilezza.
La notizia della tua scomparsa
ci ha sconvolto.
Ti ricorderemo per sempre raggiante
anche se la tua esistenza
non è sempre
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Mi han detto che l’inverno
è il nido dei ricordi.
Beh devo riconoscere ch’è vero,
tra questi una ciabatta rivedo.
Strumento pedagogico,
da mia nonna usato,
per il mio fare
talvolta esagerato.
Il suo metodo vedevo volare
e talvolta i vetri
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ti ho cercato tante volte
tra le onde del mare
nella nuvola più lontana
e rincorrere il tempo
per avvicinarmi a te
ti ho cercato tante volte
tra le pagine di un giorno
inchiostro le emozioni
i tuoi occhi scrivevano nitide parole
ti ho cercato
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Fuori,
attenta al primo bocciolare di nuovi fiori
l’incanto e
silenziosamente piango
Che della vita al giorno che passa
cerco
cerco sui rami della vita del mondo
ma povero di pure gemme
è l’ombra del suo domani
E piango
Ma
se al principio
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Quanto manca quel poter rifugiarsi nei tuoi consigli
il poter spartire momenti sì e momenti no
vuoto e freddo intorno unici veri amici
surreale la danza con cui si muovono
sembrano divertirsi
in un suggestivo valzer
senza fare i conti con
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Con l’anima e il pensiero,
avvolto nella quiete stellare
di spazi siderali, ascolto il silenzio
di notti
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Colori odori
rumori umori
gocce di rugiada
nel bosco mattutino.
Ricordi vivi di un tempo che fu.
Oggi la pancia avvizzita della terra
partorisce rovi e foglie secche.
Nei campi divenuti inospitali
il buono marcisce.
Solo i frutti di plastica
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Lei incontravo
ermetico universo
mentre la bramavo
in
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È tempo di alzarsi in piedi
di far misurare la statuaria mole
in tutta l’imponenza della postura...
È arrivato il momento
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Queste parole sono per te
che amavi i miei occhi
e sorridevi quando la neve
cadeva sul buio del mondo
Questo fiore appassito
è il mio ricordo del profumo
che sfiorava la tua pelle
mentre le labbra morivano
Di un dolore leggero
appena più
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Sotto stelle giganti
trema la mia piccola notte,
vorrebbe esplodere
il bene che io porto.
ma i sentieri sono stravolti
perché mirano il cielo
mentre io ho gli occhi
nella nera terra
e non basta una preghiera
perché si appiani il pensiero.
Ho
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Vattene,
va via
da questo buco di cuore
allontanati
dalla mia carne malata
scappa
dai miei sguardi stanchi
porta via le tue braccia
dalle mie braccia ossute
non lasciarmi niente
né gioia
né pelle
né sangue
Lasciami il vuoto
e il silenzio
in
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Non so se piange o ride,
se un sorriso la illumina
o una nuvola cupa
le copre il cuore.
Non so dove sia
perché è solamente
un’immagine.
Ma sento il tepore
della sua figura
ne sento la vita.
So che esiste e che ama,
che ogni mattina
si sveglia
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 | Eri tutto per me
tutto il mio mondo
eri per me l’amore
più profondo.
Eri tu che i miei sogni
facevi avverare
eri il mio porto sicuro nel mare,
ora non s’asciuga il pianto
io volevo solo restarti accanto.
Ma tutto passa,
in un attimo è
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Albero dalla folta chioma ad espander il
suo potere e vigorose foglie ai rami salde,
vento ad accarezzar la chioma
ed ondeggiar in libero canto.
Foglie nuove a rinnovar vita
e foglie a morir in pegno alla terra.
Vita in giro di prosa,
anno a
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Poche le bacche nel giardino
nessun insetto sulle gelate
foglie coltre di brina dure
son le zolle a vermi e lombrichi
a pace e quiete da predatori dare
passeri merli pettirossi delusi
spauriti introvabil la pastura
or della tua mano il gesto in
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Ma lo sai che non bisognerebbe mai
essere sicuri di noi stessi
vorrebbe dire adagiarsi sugli allori
e non fare niente per migliorare
soluzione che non convince
nemmeno agli albori della vita
quando il desiderio di essere indipendenti è più
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Leggo non leggo
Guardo non vedo
Ascolto non sento
Sorrido non si vede
facce inutili
prive del poco che sapevano esprimere
occhi spenti, che non sanno parlare
Movimenti costruiti
per essere uguali
tutti automi,
per pascolarci come
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Bastava una parola
e le stelle del cielo
bastava un attimo
le labbra ed il tuo seno
Tremava il canto
delle nuvole del bosco
e il buio della valle
il fiume già nascosto
Bastava una carezza
lo sguardo senza luce
le corde ed una foglia
caduta
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Risuonano le vecchie mura e i bastioni
di calpestii fugaci
mentre il pungente odore salmastro
schiaffeggia e scuote
quel che resta di antiche pietre
e finestre chiuse.
Fiore aggrappato a scogli e zolle
tra terra e mare,
scrigno di sogni e
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Natale del 2020
E’ di notte che inebrianti profumi
confodono la realà.
I sogni svaniscono alle prime luci dell’alba.
C’era una volta...
In un tempo non molto lontano...
emozioni incantavano il cuore,
si aspettava con fervido amore, il mese più
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Li amo tutti questi vecchi
che hanno già negli occhi
grande parte del cielo
e nelle mani ancora
la paziente attesa
come un bimbo attento
che con una nuova conchiglia
ha scoperto il mare.
Abbandonati su questa panca
illuminata dal sole.
Vorrei
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69863 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 13411 al n° 13440.
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