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♦ Pierfrancesco Roberti ♦ Rosita Bottigliero | |
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Le 69923 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Camino entre densas brumas,
niebla que al espíritu asfixia
y lo envuelve.
.
De tanto en tanto me giro,
buscando un camino diferente,
una senda segura donde hallar amparo,
más solo veo veredas de la misma miseria
que me vuelve.
.
ABSTRACTO
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Le difficili ali
di un destino fugace
grondano pazienza e aspettativa.
Rinchiusa resta
la rabbia,
tra sbarre di cemento
e fumo che acceca e ammorba.
Non si ode più
Il fruscio del vento e
nebuloso il cielo appare
dietro una coltre
di meraviglia
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Ora ricordo
che non ti ho mai detto
quanto ti amassi
neanche quando l’estate
Stava per sbocciare
furente con i suoi tramonti
rossi come un sogno
aperto verso il cielo
Ora ho il dubbio
che tu non avessi capito
che la mia voce
tremava di
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Furono attimi a sfiorar pensiero
ove perdei l’emisfero quel vortice
di assenze ad incontrar presenze.
Attimi statici e vagabondi,
estensione d’immemore
passaggi esistenziali.
Attimi parlanti in
solitarie armonie,
musiche assordanti
senza
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Questa storia d’abbracciar,
i passi d’una musica,
s’esprime nel cammin d’ogni vibrazione.
Con l’impronta più profonda,
d’ogni mio colpo e battito,
s’invola nel sentier l’alba d’un cantico.
E di ogni domanda e ogni risposta,
in gloria e fortuna
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 | C’era a luna ca splinniva (28 Giugno 1867)
Comu ‘na lucciula cadì du celu, e la matinata du 28 Giugnu,
s’addrumà a jornu, pi misteru.
C’era a luna ch’era ‘na palla di canduri, splinniva silinziusa,
mentri u’ velu d’argentu, cummigliava ddra
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| Timidi e fragili
silenti sguardi liberi
nella fugace
perversione d’amare l’amore.
Chimica scienza
ermetica apparenza
pensieri stridono
nella futile speranza.
Matematica empatia
percezione geometrica
luci che accecano l’infinito
in un alibi
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| E giorno dopo giorno
incontro il mio domani
portando sulle spalle,
dai giorni più lontani,
un sacco che contiene,
leggere, come piuma,
le pagine del tempo
che vita mia consuma.
Son fogli sparpagliati,
buttati alla rinfusa,
e solo chi li
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 | Si ferma oggi il tempo
nel dì più lungo del mondo
estasi d’una spiaggia deserta
mentre m’incanti senza fretta.
Vento caldo ci avvolge al sole
ascoltando mormorio del mare
guardando nuvole fluttuare
in sintonia battito del Cuore.
Gambe eleganti
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| Tristi sono i papaveri
ma non da oggi che soli
rosseggiano lungo i cigli
della strada, orfani sono
di quegli azzurri
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| Non sai più dove portano i piedi
sotto un sole splendente fai di tutto affinché
quanto desiderato possa essere risolto
vera utopia quando la burocrazia s’intromette
ogni possibilità sembra dileguarsi
tanto da perdere le staffe
nella parola
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| Miracolo di una musica
descrive con le dita
l’amor divino nel cuore.
Solo noi, sdraiati nei nostri mondi,
viviamo tra parole di seta
e sostanza d’entità platoniche.
Senza far rumore, non è mai tardi,
per vivere il sentimento maiuscolo
della
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| A pochi centimetri dal suolo
ti lanci come anima in volo
verso quell’orizzonte
che ti viene incontro
ogni volta che il
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L’estate aveva regalato
le prime lune
con i cieli trasparenti
delle notti più brevi
Ed io contavo le gocce
prima del mattino
quando le tue labbra
sembravano i petali
Della rossa Euforbia
appena sbocciata
dalle spine ribelli
al dolore del
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Dell’alto pioppo tra i rami
gracchiando si rincorrono
le gazze nel giardino fermi
i merli stanno in attesa
che un verme
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Vorrei donarti il fegato e il respiro
i passi di una vita e le sue date
le tante attese auguste canagliate
con gli attimi pungenti del fachiro.
Vorrei non poter essere il crumiro
che affronta saldo e attento le ventate
delle più assurde e tristi
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Sono l’ora dopo di un giorno che deve ancora arrivare.
Dopo arrivo io. Sempre dopo.
Dopo che tutto è finito.
Dopo che tutto è svanito.
Arrivare dopo ha i suoi vantaggi.
Non sei. Non sai. Non ci sei.
Non sei coinvolto.
Dopo è sempre presto per
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Si ripete la storia
del canto dei rapaci
ma nessuno si ribella.
Nell’ora del potere
l’inganno e la sua ragnatela
avviluppano le menti.
L’incanto delle parole
come il richiamo dei tordi
confonde la ragione.
E noi siamo sempre qui
nei
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Molecole di sogni ad aprir ali, rondini in amore.
Spighette di lavanda profumata a
riempir narici ed abbellir prati e giardini.
Giugno a pelle nuda ed aria a gonfiar gonna.
Vibran all’aria la briosità dell’anima e
nel ciel il pensier è tessuto di
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Non posso più bruciare
facendo questo viaggio
all’indietro .
Esorcizzo l’idea
partendo dalla fine
ripercorrendo i passi
i dubbi, le certezze.
Non posso più sognare
non posso più piangere
non posso più svendere
le parole, i respiri
queste mani
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 | Stringo il volante
delle vacanze- luce
senza badare
a chi mi dice: qui.
Mi fermo altrove
ma non aspetto il buio
ché i fari estranei
abbagliano paure
a trasportarle lì.
Ma tu chi sei?
Nel chiuso delle labbra
parlano gli occhi,
ascolto col
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| Quanto è bello poter assaporare
sensazioni inaspettate
un sentirsi limpidi
spogliati di tutto quel male che ogni giorno dintorno brucia
commozione trattenuta si rinnova
.
perché non poter usufruirne ad oltranza
sarebbe il massimo
sta a noi
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| Peonia
profumo naturale
vive dappertutto
al cuore è,
fiaba agli innamorati
sul tuo raggio speciale del sole
immenso
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Nelle ombre offuscate dal sogno
sprofonda l’anima.
Bianche vele
solcano l’azzurro mare,
ove sirena stesa su calda spiaggia sogna.
Ardente sole sfiora il suo viso
giovane armonia,
dolce frenesia.
Scalpita il suo cuore
come trepidante cavallo
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Il viaggio nell’amor
ricorda l’impeto d’infanzia
e il quadro battente di quei passati cieli.
Tinte le tue guance
posso cancellar il bianco e nero,
dei miei
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Insensato parlarti di me
quando t’incuriosirai
ancor più cosa provo per Te
non me lo chieder mai.
Osservami come guardi il mare
o al tramonto sole soave
e sentirai sussurrar
nel silenzio ciò che potrò dir.
Viaggio sempre senza tempo
Anima mente e
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La mia piccola mano tra le tue .
Dolce madre.
Voce d’ angelo,
carezza al cuore,
profumo d’amore la pelle.
Nell’ abbraccio il sole,
negli occhi la luce del cielo nel mare.
Nel giardino del mio cuore
sbocciavi ogni giorno
come rosa a
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Sei il nemico irruente,
il mio cigno nero,
pernicioso, invadente,
sempre sleale e mai sincero.
Mi hai rubato la gioia
di dare un calcio a un pallone,
di seguire in cielo
il volo di un aquilone.
Invano mi tenti
coi tram veloci
e canali
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Ecco, mi regalo un solstizio:
sono qui, fammi la mia estate
che io non manco d’Autunno
che s’invera di rose e senno.
Guizzi di crepuscolo su cieli verdi
che chiusi nel grembo invocano cicale e acquarelli...
mi verrete a cercare, fruscii di
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Lia |
21/06/2020 21:56 | 1139 |
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Sfuman sorrisi ad ampie immagini di ieri e oggi,
tenero pensiero a prelevar impronta,
ad effusione d’amore,
pensier vagante ed union di mani
sull’ Altare del buon Dio
un bisbigliar di cuori e
parole in sospir d’amore.
Sogni, sognanti che
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L’odor e l’essenza,
di io e te nei giorni d’amor,
cercano il loro posto nel mondo.
Al cuor gli giova
l’istinto primordiale
e il senso mai bugiardo di questo profumo.
E mi tocca nel pensier
ogni fragranza sensuale
verso la direzione più vera
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69923 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 15001 al n° 15030.
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