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Le 70014 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Dell’esistenza è l’Amore
il senso universale
ove tutto si percepisce
con i sensi dell’anima.
Rianima il luccichio
d’una goccia di rugiada
riscoprendo ogni creatura
nelle pagine della natura.
Percependo nel momento
il bene contro vento
e pur
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Perso... per davvero,
ma in movimento,
come prigioniero,
privo d’un lamento.
Strada per i porti,
direzione mare,
con segnali storti
sol per depistare.
Barriera socchiusa
per non proseguire,
sinistra per casa,
a destra... d’aprire.
Al
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Di una quiete
che l’anima non riconosce
dove il sole si nasconde tra gli alberi
e il mare affoga le incertezze.
Di una pace
che anche la morte disconosce
tra le erbacce e i fiori
che s’impigliano negli occhi.
Nel silenzio di gioia e di morte
dove
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E il silenzio s’è fatto acqua,
tra i respiri trattenuti
questa casa non ci somiglia più.
I muri sono ombre
tra tutte le parole lasciate lì, a macerare,
mentre il sonno non viene.
Raccolgo la biancheria sparsa per le stanze,
tracce mischiate a
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Son pulce operosa
a saltellar su carne rosa
puntino nero su foglio bianco
matita a tratteggiar ciò che rappresento
un granello di sabbia caduto fra i capelli e
goccia di pioggia nell’immensità del mare...
Perla nell’ostrica ad abbellir
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Sali sole sali
e lei verrà a cercarmi,
avrà il profumo
del sapone bianco e mi parlerà
come mi parla la fresca fontana,
io l’aspetto all’ombra
sotto il grande olmo
dove l’acqua lenta
stenta a andarsene,
perché anche lei
vuol sentire le sue
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La rima non lo so se dorme accanto
al mio bisogno di forgiare il nulla
ma il verso giace ancora nella culla
e sta crescendo in braccio al disincanto.
La sillaba non so se si trastulla
e unita ad altre cura fuoco e canto
ma la mia vena è giunta
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È il vizio del bere
che nel bene e nel male non da tregua,
tradisce a sorpresa dietro una maschera innocua.
Il brivido di un momento che lascia d’incanto,
blocca il respiro, seduce il pensiero...
"Finché c’è vino c’è speranza" mi disse un
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Il giorno dopo
erano sbocciati i fiori di elleboro
ed i petali neri
coloravano di buio le rive
Lungo il fiume
erano rimasti i corvi
in attesa di qualche morte
tenuta segreta dalla primavera
Io ti avevo sussurrato un dubbio
ma tu non
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Ho ali di farfalla,
colori che incantano
libro leggera
tra le tue braccia volo.
Note voluttuose
intriganti
di un violino tzigano
sembrano intrecciare i palpiti dei nostri cuori
in un sensuale tango d‘amore.
Rosso fuoco il respiro del cielo
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 | Ammiro la rosa selvaggia
quando leggera danza al minimo refolo
sussurrato appena.
Petali d’infinita poesia si abbandonano,
immortali danze, sinfonia di fronde silenti,
fragranze d’ogni tempo,
fantasmi di dolce memoria,
in questo mondo che si
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| Si unn’avissi statu pu sciroccu
avissi parsu un ‘ngniornu coma tutti l’autri.
C’erunu tanti cosi ri fari
e a terra sula non s’insurcava
ma cu dd’aria ca tirava
era megghiu starisinni r’intra.
Du baddaturi si virevanu sulu
cimi ri liveri e u russu
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| Ai confini del mare
sulla sabbia bagnata
lascio orme imperfette
come imperfetto è
il passo dell’uomo sulla terra.
Cerco un amore
che confidi i suoi tormenti
così da far amicizia
con tutti i miei.
Semino speranze
nel cielo e nelle valli,
nei
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Nelle calde cosce della mia città
arrossisco anche io
insieme ad un micio
che si rotola al sole
tra cocce di gerani freschi di serra.
Mattoni serbano calore,
rilasciando umori di tiglio e licheni antichi
custodi silenti di mortali facezie
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Oh ragion di esistere
magnifico alternar d’attimi sensoriali
se domani non ha certezza alcuna,
oggi l’impertinente presente vaga
a socchiuder la porta ma non chiuderla...
Oh ragion di vita incerta e rassicurante
ad alternar vaganti
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Non so dove tu sia ora
e se fra le pieghe del mare
sia rimasto qualcosa
del tuo profumo di vaniglia
Non so se il vento
si sia dimenticato di portare via
le impronte dei nostri passi
sulla spiaggia dove ti stringevo
Ma qualche volta
mi scopro
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Credo nei voli
dipinti nel cielo
tra un battito d’ali
e un respiro d’onde profonde.
Credo nella pace dell’erba
che brilla al mattino
sulle labbra dell’alba.
Frugo nelle tasche
vuote di sole
mentre frenano parole
sulle corolle sfumate
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S’aprono gli occhi sul nuovo mattino.
Di luce piena esplode il giorno,
stanca la mano stringe una tazzina
nel muto buongiorno nella cucina.
E’ freddo intorno,
e piango.
Amaro caffè, amara vita
senza la dolcezza d’un bacio,
fra stanze
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Canto al sole
e vivo all’ombra,
fresche le tue carezze
sul mio corpo bianco,
amo la sera come amo te
impazzisco per le stelle
e mi lascio andare
nei loro segreti sogni.
Ma, se tu mi sorridi
e mi inviti alla tua felicità,
allora: sole, luna,
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l’avevo in mente
invitarlo a sgualcire la soglia.
era sutura imprecisa, intanto, un pianeta solitario
fuori dal raggio
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N’à lucertola cò er vitello d’oro
co’re beata mur’a muro all’alloro
menà la lunga coda,
se blocca.
Er micio agguattato addiètro ar cespujio
spuntò fòra de bòtto
pòra lucertola che zòmpacorè,
lesta sartò sur muretto drento er bùcio.
Er micio
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Respirar poesia d’istanti
trasportati dal mare
sulla calda scia del vento
profumato di sole.
Lei s’accarezza i capelli
e
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La polvere era scesa all’improvviso
sui filari abbandonati
e sui desideri intrapresi
per durare una stagione d’amore
Aveva ricoperto ogni cosa
anche i nostri sorrisi
lasciati in un angolo a decantare
nuvole di cielo venute da fuori
Il silenzio
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 | A volte, non è facile
fare i conti con il sentimento
dell’identificazione,
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come non è facile
aprire la strada
verso la libertà.
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Neanche è facile
accettare i giorni funesti
che disorientano il tuo equilibrio
affondandoti
in una disperazione
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| Estate pazzesca,
rivoglio i miei baci
che mi avevi promesso
ma poi te ne sei andata
lasciandomi solo
nelle notti
che fredde vanno a farsi
mille tiepidi ricordi
rivivo ad ogni tramonto
e mi porto in riva al mare,
mi par di sentire i tuoi
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Un pensiero, è una soffice carezza,
che nasce dal cuore,
dalla mano fiorisce un realismo,
che di quell’aria raccoglie la crudezza.
Un dinamismo d’anima e colori,
un mondo a tutto tondo
che gira intorno agli occhi, che si cibano d’ogni
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 | Labirinti di odori e stupori
a mescolare
l’aria della Vucciria
un silenzio
che si è dimenticato di andare via
e resta nella sua strada
tra voci urlate di dialetto.
Pennellate decise di una Palermo
vogliosa della sua rappresentazione...
pezzi
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Voglio restare su questa spiaggia
ad ascoltare la voce del mare
mi parla di cose lontane,
perse nei grovigli intricati della mente.
Cerco disperatamente
il bandolo della matassa,
capire il senso di ogni cosa
non è facile,
tutto si confonde
con
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Palummella, statte a casa,
nun cercarte n’ata via!
Ogge è morta ‘a fantasia:
statte ‘a casa e nun vula’!
Ccà se dorme,
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Tutto cambia nel divenire di una vita
che tanto ha dato, e che in parte ora rallenta
sino a quasi fermare il suo
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Ascolta...
chiudi gli occhi e parlami
il buio avanza
e tu legami
non sedurre il mio corpo
catturami con la mente
strattona la mia anima
e rapisci ogni singola voglia
senza sforzo
accarezza e sfiora
lo sguardo e la bocca
leggi i miei
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70014 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 18421 al n° 18450.
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