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Le 70048 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Remoti quei tempi
ove i caminetti nelle case eran accesi
nei paioli la polenta cuoceva.
La vita scorreva leggera,
al
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Volevi fuggir con me
su un’isola deserta
costruire un castello
per ammirar le stelle.
Volevi varcare l’orizzonte
slacciandoti i capelli
seguire scie diverse
da questi compromessi.
Volevi ed io volevo
Ma i sentieri
non sempre sono
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Di lato, ad osservare crescere
un nuovo filo d’erba delicato.
Di lato, a scorgere in ogni viso
la bellezza che ristora.
Senza far rumore,
stringendo tra le mani
un sogno caduto e ritrovato,
scintilla nella nebbia dei sospiri.
Lieve andar via
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Quel vestitino la faceva sognare
e fino alla fine l’ha voluto indossare
prima di dover lasciare un mondo
che poi, in fondo, non ha dato tanto.
Ove far finta di non soffrire
sorridendo nell’illusione di restare
è possibile solo per chi sa
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La timida fragilità dei miei passi
annoda le parole in un cerchio
dentro al sentier del cuore,
e ripone i pensieri
in uno scrigno sotto terra
trasformandoli in polvere.
Le lettere d’amor, come martelli,
colpiscono forte l’alma
ma non
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Percorsi di false
Mondo di latrocini e false
Invitano l’uomo a rintegrarsi.
La vita è uno scenario di zombi
camminano senza sogni
e senza meta occultati
dal giorno senza luci
cercano tramonti illuminati.
L’aurora sempre spunta tra nubi
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 | U silenziu...
cumpagnu di sintimenti
mi porta luntanu
nni sta nuttata d’Austu,
giru lu mari ‘ncapu na varchiceddra
mentri taliu lu celu ch’è cuntra di stiddra.
U’ Angilu ‘nmenzu a tanta luci
mi prujiva u’ panaru dazzurri surrisi,
u’ paru d’ali
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Effimero è quel tempo che investe,
eppur intenso come uragano.
Seme gettato sulla terra a prolificare,
vento a sbaragliar da ogni direzione.
Felicità ad inondare come fiume in
sprazzi di fervidi ricordi.
Orme su sabbia a svanir con la
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Ti conobbi il primo giorno di scuola
eri pochi banchi a me lontano
splendida fanciulla dalle trecce rosse
e dal fisico allampanato, mentre l’amica del cuore
tenevi per mano...
La maestra, così severa
poco spazio ai piccoli alunni concedeva
e io
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La rabbia quest’oggi sembra proprio senza confini
domande su domande per un perché che mai avrà risposta
ammuffiscono nel cuore celebrando la loro sofferenza
ovunque sorrisi si perdono
gelosia prende il sopravvento
in questioni che non avranno una
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Si vela il ciel d’azzurro
fuggon le nere nubi
la pioggia s’allontana
non così nell’animo
mio dove nel suo ciel
di color
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 | Nell’acquolina dei giorni
il sapore tuo sulle labbra
è un invito a non cadere
preda della noia.
Si ritorna bambini
e un poco si gioca
a corteggiare e liberare
una farfalla.
Ah, quanto sono succosi!
gli acini di quell’uva divisa a metà.
E
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| E resto lì seduta,
dove la notte cede il passo al giorno,
memore del tuo odore
che investe la mia pelle.
Il mare porta via
quel che resta dei nostri sospiri,
abbarbicati come bianca spuma
sulle onde.
Un gabbiano strilla
e tende le ali al
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Vorrei solamente dormire
e non sentire le parole
dei miei pensieri
prima che la sera muoia
Vorrei svanire
e lasciare solo l’ombra
di qualche ricordo
ancora da accarezzare
Nessun rimpianto
fra le tante stelle uccise
e poche lune
nascoste nel
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Sul prato nuovo
tempestato di margherite
c’erano là scritte
le tue, da me amate, parole
Mille petali bianchi
ho
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 | Rivedi le tue voglie
i minuetti
come pietre d’inciampo
i torpori
le fisse,
d’un fragile Über- Ich:
protendi i tuoi pensieri
fino alle anse dei miei
e asseconda
la risacca e gli indugi
d’un mare intorbidito
e i picchi di livore
gli accidiosi
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Io canto pecché ‘nterra spanno ‘o bene
cercanno ‘e spezza’ lacreme e catene
e allucco cu na forza tutta mia
e ‘o faccio senza pognere sta via.
Io canto ogne matina cu sta vocca
mettenno ‘a scunfidenza addò se cocca
e sono puntualmente nu
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E ti ascolti l’anima,
mentre il vento suona nel giorno che muore,
veste pensieri,
avvolge ricordi.
Scalpitano in strade deserte,
voci ed
orme che si intrecciano,
passano e vanno via,
lasciando una scia di malinconia,
lasciando profumi
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 | Vistose lacrime genuflesse
scoperte in preghiere antiche,
culti e santità secolari nelle pieghe.
Ma piaghe delle mode sacerdotali
non arriveranno in cielo facilmente
quando in fuga porterò i miei passi.
Non si sposterà l’ardire
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| L’aria si volge a inverno
basse le cupole
lui rimane lui va
si vede aprire il varco
-quale? quale lo spazio
di seta
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 | Ch’io io possa gioire alla luce
del sole pronunciando il tuo
nome, spegni il buio che veste
l’anima mia, donami nuova
energia
Ti regalo il mio cuore tra mille
profumi ed essenze di fiori, il
mio palpito si perde per poi
ritrovarsi in silenti
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| Mi son svegliato oggi in preda
di forti neri pensieri così apro
la finestra ed ecco alitar sento
l’aria fresca del mattino nasce
un desiderio che questa con soffio
misterioso li li possa qui scacciare
un poco più mi sporgo le grido soffia
soffia
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Nascosta alla mia vista
ti perdesti nella tempesta dei miei sentimenti
in quel mare che ti vide prima sirena
e poi fanciulla dai grandi occhi agresti.
Adesso che io rivivo nel suono della tua voce
rammento il canto tuo a sancirne l’unione
che
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 | Sono stato fortunato
la nebbia mi ha salvato
Ho sognato strade senza asfalto
infiniti girasoli e qualche raro prendiluna
un sax per albero
e due non contate parole in libertà
tutto il mare e il cielo in un solo lontano sguardo
conigli e volpi a
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| Gambe di cuore tremule
stanche dei tanti passi.
L’ombra delle tue parole
zavorra che mi lasciasti,
strappa via le mie vesti.
Nuda avvolgo la pelle e riparto,
inseguo le orme di un respiro affannoso.
Eppure per te, come la luce a Giugno,
riempivo
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| Obbedendo
al capriccio
d’un momento
o ad un disegno
da lungo tempo perseguito
un’impronta deforme
sulla Vita
lascia.
Onnipresente
marchio
impresso a fuoco
sul cuore
di coloro
che alla Luce anelano.
Come
un’ossessione rituale
un
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Sarà come pregare una rosa
il vento che indora
i campi in fiore di cielo
a perdita d’occhio d’estate
E i segni di pelle
ancora accarezzata dal cuore
che freme una voglia
davanti all’ombra di Dio
Nascosta alla sera
appena si schiude la
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Parsimonia di versi è il mio cuore,
sogno primavere che portino colore,
e infondano all’anima l’ispirazione.
Non sono un poeta che può declamare
delle note che cavalcano l’onda del mare
ma è da un pianto che nasce una canzone.
Poesia che
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 | Cadono i miei pensieri
come gocce di pioggia
sopra la terra arida,
non danno sollievo
ma solo aprono crepe
che si riempiono
e allagano tutto intorno
ma non dissetano l’anima
Pensieri che corrono,
scappano via spaventati
da un immenso cielo
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Nell’orto fra er sedano er prezzemolo
n’à pianta de basilico vanitosa
vezzosa verdeggiante,
se bea de se stessa.
Dice... Ammazza quanto so bona
tu sedano sei arto allampanato
come nò stecco,
tu prezzemolo sei n’à pianta rurale
n’à
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Il fragore
di un mare in tempesta
nel cuore mio
quando a te penso
e brama l’impossibile
vivere quel sogno
che le membra
non fanno dormire
e
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70048 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 19441 al n° 19470.
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