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Le 70072 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Onor a te che ogni tuo petalo
forma un macro,
corollario ad aggirar se stesso
e fiore a fiorir in simmetria vegetale
colori smaglianti d’avvenente mistero.
Onore a te Dio della quasi perfezione,
agli occhi di beltà vestita,
fierezza fioritura
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Dove stiamo andando
cosi spavaldi
con in faccia il vento
e alle spalle un mare nero
timido ma vero
che ci fa dimenticare
i passi sulla spiaggia
di passati amori.
Sei la mia sopravvivenza
la dimenticanza di inutili stagioni
sei la mia
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Io, solo io,
de l’arta gente,
nun mè emporta jiente.
Sò er mijiore,
de tutti,
voi nun sete jiente,
io s’ò er centro,
intorno a me,
gira tutto er monno
Sò bello,
intelligente,
lontano da me,
voi che nun valete jiente.
Comme mè, nun c’è
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 | Entro nell’attimo
che separa quel bacio
dal disprezzo
del mio sguardo perplesso.
C’è
un oceano di nebbia
che offusca relazioni
prossimità d’intenti
consonanze d’accenti
e intrecci di vita
che restano fumo
e pulviscolo denso,
il
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| Eppure bisogna fare
quello che spesso il cuore non vuole.
Quello che tu ameresti fare
crea troppi dispiaceri ai tuoi cari
e forse anche a te stesso.
E la vita procede
verso direzioni opposte
ma tu non ti opponi.
Ti alzi guardi dalla
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Vivere ancora gioire di
tutto ciò che mi circonda,
lasciare al vento dolore e
nostalgia.
Darti la mano stringerla
forte come facevi un
tempo, oltre la morte,
baciare i tuoi occhi belli.
Volare tra le stelle per
incontrarti ancora e
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Sgraziata poesia di un carnaio vestito di tormenti
briciole di memoria che collassano nelle carovane affaticate dai deserti
occhi che gemono veglie colorate nel silenzio che sale
sulle rive del destino ci imbarcammo ubriachi di tristezza
figli mogli
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 | Cattivo cattivissimo
peggio di Topolino
e dato che son discolo
lo faccio nel lettino
contento di difendere
la mia
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Nascondi le tue ali di cenere
qualcuno
potrebbe vedere il velo
del mare o l’oceano del tempo
Che separa le radici della terra
da queste nubi infinite
rubate al vento del dolore
che soffia via ogni cosa perduta
Copri le tue labbra umide
resta
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Ci sono stelle in equilibrio
tra i sogni e un colorato cielo
e i poeti disegnano sul foglio
un tormentato viaggio di parole.
Ci sono notti di viandanti folli
e orchestre di violino nell’aria spoglia
voglie passeggere nell’infinita mente
di
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ed è un respiro d’alba
il tuo frangere come onda
cadenza amica nelle notti di luna,
murmure legame d’un arco al suo mausoleo.
Cadranno calici di spighe colmi
dove non batte mai
quel vento caldo che ricuce silenzi,
quadrante privo di segni del
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Giunge la sera e il pensier va
al passato giorno piano rifotografo
i minuti l’ore poche le cose buone
quanto tempo utile
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 | Sinfonia perversa la mia,
per ribaltare le differenze
consumo la mente inquieta.
Girotondi di onde formate
da false e vere perfezioni
si vantano del ghiaccio sui fiori
e specchio d’acqua riflette
le pagine del mio tempo
cominciato senza
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| C’è il sole.
Vieni.
Riscaldiamoci al tepore autunnale.
Guarda l’azzurro del cielo,
non ci sono nubi.
Il Tivano accarezza l’acqua
piccole onde
sbattono sulle sponde
come lacrime di gioia
ci bagnano.
Le barche coperte di teli
danzano nel
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Cuore pulsante
Utopia di un
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Forse nella sorte siamo predestinati
pur se in diverse stelle siamo nati
e vissuti per un po’ in mondi separati
ma congiunti da battiti illuminati.
Scrutavo spesso il cielo da bambino
quando sveglio fuggivo dal lettino
ascoltando una voce
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Sprazzi di luce che
sol infiltra e il bosco vuol allegrare
fluente visione ad illuminar un tratto scosceso...
Son mitiche riverenze arbusti, rami e foglie
ad inchinar al tepor di quel sentor armonioso...
Inverno a vestir di freddo ciò che incontri
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Ti tengo stretto fra le mie mani,
dolce usignolo caduto dal nido...
Fragili sono ancora le tue piccole ali
e il cinguettare tuo, mi accarezza l’anima.
Cercherò il tuo nido su di questa quercia
ché frescura per il mio cuore,
e chissà se anch’io vi
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Lasciami la fragranza di sale dei baci,
te che fosti il gladiolo selvaggio
d’ideali strappati alle stelle
in uno spleen di rassegnazione –
ora invece mimosa d’un verde prato fiorito
presso il frangersi infinito di onde.
E’ il suono dal timbro di
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 | Pianura distesa
ti sono
perché mi scivoli
senza fine a posarti
dov’io l’estremo,
quel canto senza parole.
Un calice
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Artigli che s’affondano nell’anima,
sono le parole,
scavano solchi maledetti
dentro un soffio vitale, vestito di tristezza.
E’ la vita
ora gemma e fiore,
ora albero privo di foglie,
spoglio di coscienza.
Un velo pietoso,
la cattiveria, che
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I corvi vanno a morire
dove non c’è luce
e l’orizzonte nasconde il loro volo
nel profondo buio del bosco
I corvi sanno
quando sarà l’ultimo tramonto
e rimangono fermi
per sentire il vento freddo
E le nuvole sussurrare
l’alito
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Mi luccichi, così
dove bigie monotonie, dopo è dolcezza.
Come da una sera
compiuto abbaglio, sublimata chioma di cometa
nel mio claustrum che schiude: bianco di buio, prima.
Dentro, l’altocuore, sta
e in scese di primavere, la tenerezza.
Così, mi
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Lia |
13/01/2019 20:05 | 1070 |
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Momento magico,
desiderato,
frenesia ardente,
nel cuore,
nella mente.
Il sogno di un incontro d’amore,
fantasia vola nel vento,
sulle ali di mille colorate farfalle,
immersi noi siamo fra le nuvole,
nel cielo brillante.
Le ore trascorrono
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Non parla Amore
a chi lo spirto suo dissoda
per seminar e nutrire l’oppressione,
né canta il cuore
di chi in Cattiveria pone la sua ascendenza.
Né ali hanno i sogni
di chi non fa danzare la Speranza.
Bassezza alimenta viltà
e sol disprezzo e
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Con gioia e amore porti avanti
la tua maternità
Sei felice del ruolo
che madre natura ti riserva
sorridi mascherando
i momenti di umana paura
sdraiata sul divano
cerchi tregua
per decifrare il parlare continuo
dei suoi piccoli piedi
sorridi
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Ed è legata strettamente al cuore
la cattiveria pavida regina
che sa di ossa peste e caffeina
appesa per i piedi al pio furore.
E si combina a vita con ardore
avvolta in una veste diamantina
là dove trovi aperta l’officina
che con il fuoco genera
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Vago incerto, nel buio
dietro me, nulla v’è...
Il cuor mio, infelice è
d’esser pregno di quella cattiveria
che non mi appartiene.
E l’anima mia, or ci tiene
a sollevare questione...
Chissà il perché
di questo improbo cammino.
In cerca di una
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Riverente ed invisibile signora in
trasparente eloquenza
fusione corporale ad alito sensoriale,
caparbia parodia in effusione ancestrale.
Paradisiaca anima
in nostalgica malinconia.
Fata e musa giocosa di fatal effluvio
ricomponi cocci e sorvoli
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Amor... amor
cuor dilata,
fa i conti
senza l’oste,
serve vino e acino
senza cuor
delle risorse.
All’interno
candeggiano
canaglie vie
per modellar illusioni
e grandi progetti,
lor voler imprimono
senza doti.
Rassettano le tasche
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Come rapida scorre l’acqua del torrente
ma il cavo delle mani questa non trattiene
che sfugge e continua il percorso suo
a perdersi verso valle cosicché della bocca
assetata la forte arsura non si spegne
in tal modo il fluir rapido e
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70072 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 20341 al n° 20370.
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