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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 70078 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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 | Malinconia,
vecchia compagna
degl’anni miei;
dolce veleno
delle mie giornate;
consigliera fedele
delle mie parole
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 | Lo vedi il nostro dove?
È sempre là,
nella terra del "quando il paradiso"
...
Ma dai tuoi occhi solo un
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| Nuovo mi sento
in questa alba che si affaccia
nella valle del mio vivere
e per prima cosa
cerco il tuo sorriso,
il tuo desiderato sì
amo la luce che ti veste,
l’aria che respiri,
lo sguardo che mi dai.
i primi miei passi
sono per la
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Scade un altro anno
di foglie secche tra i capelli.
Non ho più nulla da dire
striscia nel cuore la delusione
con sogni e speranze
cadute da un ramo troppo debole.
Si spezzano le nuvole
e ti resta il vuoto
quell’eco sbiadita
falsa
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Svolazzo intorno a te
ma di posarmi non riesco, proprio no.
Mi sento goffo e della mia mole mi vergogno,
non sono un ape
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Come
incantesimi
posti a guardia
sul ristretto perimetro
della nostra
monomaniacale insipienza
più
della vastità del mare
su opposte rive
ci confinano.
Solo
apparente
è
la contiguità
delle nostre vite
vacua
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Vento che soffi parole
d’amore, vento che mi
porti via, prendimi per
mano in una dolce melodia
Vento amico portami indietro
nel tempo, tra scie di ricordi
racchiusi nel cuore, riportami
l’amore
Vento amico come foglia secca
fammi danzare, tra
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Portento, misfatto pezzo di avanzo,
pattume da concime vecchio afflitto e stanco,
con le braghe lunghe sotto i piedi calpestate,
pipa in bocca a far l’ultimo tiro di fumo...
Vai... non voltarti sali sul treno per arrivar alla fine del mondo,
mai più
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Oggi mi guardan come curiosi nel giardino
del rosso ciclamino i fiori l’azzurra erica
e gli occhietti del giallo gelsomino e in alto
due gazze che giocan tra di loro volando
tra i verdi rami e le spente pigne lì sul pino
e un pettirosso arzillo
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Buon anno a te che conti ogni minuto
e lo raccogli a terra ormai scaduto
a te che spogli il giorno ogni mattina
e lo ricanti e bevi giù in cantina.
Buon anno a chi col nero si colora
e cerca della vita la malora
a chi si crede gallo ed è
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Col sorriso dei tuoi occhi
colorerò ogni mio sogno,
e le stelle conterò ad una ad una
per farne una corona di ghirlande.
Col sorriso dei tuoi occhi
per le vie andrò del mondo,
per scoprire nel sibilo del vento
i sospiri del tuo cuore.
Col
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Testa china,
rasenta i muri
sfuggente nell’oscurità
solo, solo nei suoi passi,
È quasi infastidito
da quell’allegria esplosiva
nelle case stanotte
I suoi pensieri rimuginano
di quell’antico amore.
Eppure vorrebbe
rivederla, sapere di lei
Di
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Inizio inverno
filtra un baluginìo
tra àceri ed abeti
per viottoli in collina
sul crinale dei sogni
dove fanno ritorno
al centro del mio petto.
Fascinazione
d’animo in ascèsi,
abbraccio
refoli di tramonto
e cieli arancio cupo
oltre la
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L’estate mi ha sempre tolto qualcosa
ma d’inverno rinascevo
ed ascoltavo la pioggia
mormorare segreti di vento
Io non sopporto il caldo
soffro sudori di antiche ere
e il battito che ora canta
fatica a muovere pochi passi
L’estate mi ha sempre
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Ricorda la memoria una casa,
sere intorno ad un focolare,
si toccavan le ginocchia e nell’attesa,
mentre calavan nel silenzio le ombre,
racconti di tempi andati.
Il sibilar del vento diceva
di geli e di dolori
di scricchiolar d’ossa
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La voce del mare ripete quelle parole
che il cuore le sussurrava nel silenzio
come se avessero lasciato una traccia
lassù nel lento cammino delle stelle.
Così si incontrano i nascosti pensieri
che vagano nelle strade della mente
tra percorsi
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Sulla soglia dell’anno, io sono,
dietro di me stanze fredde e buie
conferiscono un’atmosfera stanca e stantia.
Con fievole
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Oggi in quest’ultimo giorno dell’anno
del Sgnor duemilaediciotto non so perchò
mi sei vecchia figura tornata in mente,
eran mi par gli anni sessanta, ricordo
che molto piacevi alla signora Gemma
la cara nonna di un mio caro amico:
ogni mattina
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 | Il corpo fa dell’abbondanza
dimora del godere
a sfregio di ordinate trame.
Un meccanismo rosa
trattiene presa satura
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L’ultima carezza
aveva lasciato il bosco
caduta in un attimo
come le foglie
Quando arriva
il gelo dell’inverno
e i rami restano spogli
in attesa di un sogno
L’aria
non era troppo fredda
ed io sapevo
che prima o poi
Sarebbe
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 | Si è presentato nudo come un verme
coi rami secchi in alto in basso e al centro
convinto di giocare con la sorte
tra un canto di poeta e un arlecchino
capace di combattere la guerra
per meritare almeno una medaglia
sospesa tra il decoro e la
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Vivo dentro me la paura del perché
nell’obliato vissuto, con terrore
e in un’alba vuota priva di luce...
Vivo quel perire
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Finirai per perdere
quegli sguardi dal viso
nell’anno che viene.
E con essi,
svaniranno speranze
e redenzioni prêt-à-porter
sepolte sotto
ceroni d’annata
e convenzioni
di sbriciolante porpora.
Dodici mesi
tra Nèmesi e Mnemòsine
furiose nel
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Ho perso la strada
che porta al paradiso.
Sono inciampato
in un’illusione utopica.
Ho visto l’inferno
negli occhi del cielo
capovolto.
Adesso
ho il terrore
di guardare l’orizzonte.
Alla ricerca
di un raggio di sole
che infervori
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Oggi c’è stato un trasloco
in un palazzo a me vicino
e il pensier mio a quella
casa è andato, voci amiche
alle pareti e ai muri loro
si son spente e ora più
non risuonan come nel tempo:
voci suoni canti bisbiglii
pianti alterchi
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Non dormo più per paura di morire
senza sapere se il mio termine sia giusto
e non vorrei certo lasciare questo mondo
prima che abbia concluso il mio percorso
fatto di piccole cose e sogni ricorrenti.
No non voglio che il ricordo me
sia compreso nel
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Ora puoi restare in silenzio
ed io mi chiuderò
nel mio bozzolo di cenere
dove la luce non arriva
È troppo tardi per intrecciare
le parole della notte
ed i profumi del giorno
sono ormai lontani
Ora puoi restare a guardare
ed io proverò
a
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Tasselli su tasselli
percorro il mio passaggio,
in sella ai miei puntelli
ho tutto il mio equipaggio...
talvolta riparate
mi portano a passeggio,
consunte o logorate
ci ballo e ci gareggio...
custodi dei miei piedi
mi fanno
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"Non bussare a casa mia,
entra anno nuovo."
Pieno di speranza, io ti aspetto,
ti considero un amico
cammina un po’ davanti a me,
fa in modo che possa vederti,
sentire le tue paure
e fa che siano anche mie.
Fammi vivere le tue cose belle,
so che
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 | Invoco la luna,
quando riverbero dona al ciel
rugiada di stelle.
Debole, fiacco, muore
l’anno vecchio.
Sogno d’una nuova vita
cammina retta di luce,
seppellendo sbrandellati
ricordi.
Scompare tra le nuvole
fardello del misero
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Come saetta
del creato
passa l’anno
scrivendo al mondo
la storia.
Domani una luce
nuova risplenderà
al
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70078 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 20551 al n° 20580.
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