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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 70079 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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 | Invoco la luna,
quando riverbero dona al ciel
rugiada di stelle.
Debole, fiacco, muore
l’anno vecchio.
Sogno d’una nuova vita
cammina retta di luce,
seppellendo sbrandellati
ricordi.
Scompare tra le nuvole
fardello del misero
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Come saetta
del creato
passa l’anno
scrivendo al mondo
la storia.
Domani una luce
nuova risplenderà
al
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Un vecchio merlo nero le foglie
morte muoveva lì cadute sotto
l’albero del tiglio nel giardino
alla ricerca vogliosa di un lombrico
poi dopo tanto ma non fruttuoso
lavorio tanto deluso se ne allontanava,
pur agitavo io un dì smuovevo
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Inverno
mi solleva
da polverosi pianti;
puoi toccarne i silenzi
di ghiaccio
che confondono il tono
delle parole,
calde e gioiose nella grotta santa.
Ricorrenze, memorie,
a dar luce e pace tra le genti;
mia madre,
a gioioso annuncio
del
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Vedi, questa nave è un diario di pensieri
dove cullati dalle capriole delle onde
i marinai tendono le gomene,
i muscoli madidi di sudore,
rimembrando lidi senza nome, gente senza volto.
È la nave dei desideri
fioriti come l’amore
e poi smorzatisi
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Forse sarai il solito buffone
enfiato da petardi e bollicine
e le giornate avide e assassine
saranno i tuoi trofei da crapulone.
Forse te ne farai una ragione
con le promesse in bianco sibilline
gemmate da radici truffaldine
vergate da un
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 | U celu di sta nuttata
addiventa casa di luci,
parla a li cori Divinu Splinduri,
rraccumanna o munnu
paci- amuri e pirdunu.
E’ binidizioni a vuci ca scinni ‘nterra,
sonu di miludia e paroli di prijera
’mploranu tutti a nu’ fari cchiù
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Lo so era una cosa imperfetta
ma solo quella avevo
e tu me l’hai rubata ancora
come il vento prende le nubi al cielo
Lo so non ero mai felice
ma avevo cento piccoli passi
per arrivare al mare
e tu mi hai portato lontano
Dove il deserto cresce
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Una poesia per te
per mai dimenticare
se sulla terra si muore
nel mio cuore potrai sempre
abitare.
Negli occhi tuoi il mare
la voce musica soave
di risate e parole nella roccia
disegnate.
Son ricordi felici
in ogni luogo impregnati
una vita
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A pelle si sentono
lui, lei, restano abbracciati
l’anima traspare come garza di seta
cura le ferite di baci.
Senza respiro si può anche morire
la pelle origlia i rumori del cuore
sulla pelle il miele cola
come luce splende la pelle di
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Nella penombra della sera
si nasconde un cuore in attesa,
resta in silenzio ad aspettare un segno
un dolce brusio che sale
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Ti portano via il cuore
i rimpianti.
Il pianto e il riso
di una lontana infanzia,
le prime occhiate amorose,
le antiche melodie
nell’aria delle vigilie di festa.
Memorie di giorni consumati
negli appuntamenti della vita.
Sempre forte il
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Vecchia fotografia in bianco nero
del passato sul retro aveva una data
stampigliata nell’album dei ricordi
invano l’ho cercata: era San Carlo
o forse San Silvestro e quale quell’anno
del cinquanta? Ma di quella foto
io ho un ricordo vivo: Milano
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Ogni cosa è cambiata
ed io conservo i giorni
quasi fossero carezze
deposte su una mensola
La luce è diversa
ed ogni goccia di sole
brucia la mia pelle
con gli anni amari
Ogni tempo è passato
qualche ricordo polvere
sulle notti di luna
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Dietro
i volti
che incrocio per la strada
impercettibili
gradienti dello Spirito
talvolta
percepisco.
Frazioni
dell’Intero
in cui
oltre ogni logica matematica
variando
il denominatore
da zero all’infinito
sempre e solo
Uno
è il
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Passo tempo
a dipingere sogni
a rincorrere
esistenze distratte
da ininterrotti voli
e fraseggi glaciali,
a consumare ipocrisie
e rastremare
il filo del mio io
sotto pesi e tormenti.
Stupidamente
afferro questa vita
la punto alla
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Ed ecco
come sempre
ritornano dall’anima dei ricordi ...
Sogni
sogni che sembran
rincorrere il vento.
Vestiti di cirri d’argento
come fantasmi riappaiono
tra aloni di luna si nascondono
esausti
s’aggrappano
a nuvole di
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 | Sei mia luce,
faro di gioia che accende
l’anima.
Fiorisce aiuola di fiocchi
in ogni goccia d’amore,
io ammaliata d’amorosi sguardi
rifugio ad abitare la casa
del tuo cuore.
Avranno luce angoli rimasti al buio,
sogni e speranza
avranno la fiamma
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Ti svegli al mattino
e tutto può succedere
come scrisse Orazio.
La quiete nel respiro lento
guardarsi allo specchio
d’abitudine le solite rughe,
mentre gli occhi del giorno
bene aperti dalla luce
rischiarano i pensieri stanchi.
E’ ancora
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C’è calma in me...
siedo sotto la fronda
di questa quercia, che maestosa
fa bella mostra di sé nel giardino.
L’aria è
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Grazie sole che oggi
hai colto un raggio
di luce dall’infinito
e l’hai steso
nella mia verde valle.
Mi ridono i colli
baciati da bianche nuvole,
e accarezzati da una leggera
e fresca brezza.
Rimbalza il mio cuore.
Leggeri e nudi i miei
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 | Così vediamo nascere un inverno
con i gemiti d’ascia sulla luce
il rumore e di colpo quella pioggia
d’ansia di assalto
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E dint’a sta nuttata ammartenata
addò na voce fresca ‘e sbentatella
te porta ‘a cchiù cianciosa serenata
s’arape nu miracolo ‘e cappella...
E ‘ncoppa a stu tiatro umanitario
Giuseppe sona e canta na speranza
‘a stella t’addeventa calennario
Maria
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Santo Stefano oggi a Binasco
nell’anno del duemilaediciotto
è un giorno bello soleggiato
come ricordo lo era allora
nel millenovecentocinquantuno
in quello stesso giorno dopo
quello di Natale lì a Turro
ch’era di Milano una periferia,
sì quel
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Qualche petalo di Dafne
è stato sufficiente a causare
il male del corpo
e l’ombra stasera è felice
Di invadere il selciato notturno
provocando conflitti
fra le luci di dicembre
e il cielo sempre grigio
Qui qualche lacrima è caduta
per il
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Ierunu rumuru senza strascicu
e senza banneri
paroli ritti ò ventu,
paroli chi s’avevanu a stirari cu ferru
tantu erunu mmugnuniati.
Comu nu rusariu
avevanu a cantilena
e ognuna d’iddi pisava quantu
l’acqua d’un sciumi ‘n china.
Vuleva bbeni
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Si spedisce denaro, si compilano schede
e la notte tace.
Lo spazio delimitato tra due mani
si può valicare.
il mondo conosce mille rimedi all’ansia.
Mi hai guardato con l’anima a nascondino
impaccio, luci timide negli occhi
nessuna astuzia o
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Siepi che crescono
sui sentieri in salita,
la visione della vita
si restringe a primavera
e tutto mi si fa più ombroso.,
Trascino vecchi tronchi
di alberi che avevo curato,
non mi servono
nemmeno per sedermi
e la stanchezza sale.
E’ inverno
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È la notte regina delle notti
mentre intrepidi viaggiamo
verso il figlio del Signore
che l’umanità salverà
e si chiamerà Redentore!
Il freddo non ci fermerà
né il deserto dell’oscurità
in preda a demoni in tormento
per celare il lieto evento
ai
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Il panettone è pur sempre il panettone
ma oggi per me da tempo vecchio quel
profumo quello antico più non sento
forse perché lo si vede nelle vetrine
tutto l’anno or ricordo che bambino
allora dopo il pranzo di Natale
aspettavi che il nonno come
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Il battito spento del dolor,
nel passato momento,
a carezzar cominciava
le sfumature di grigi color.
Ma or si è acceso
un fulmine dal tuo ciel
a romper finalmente
il vetro della malinconica mia campana.
Or si è acceso l’amor,
come ardor
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70079 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 20581 al n° 20610.
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